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ITALIA

A Visso riparte megaimpianto pizze surgelate

Terremoto, aggiudicata gara: entro dicembre i container. Curcio: soluzioni rapide

Ospiteranno oltre 2.000 persone nei campi che verranno attrezzati

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Nonostante la terra continui tremare, nella notte la scossa maggiore (3.2) è stata avvertita vicino a Rieti, arrivano notizie positive nell'area del centro Italia colpita dal terremoto. È stata aggiudicata la gara bandita da Consip lo scorso 12 novembre per il noleggio di container per l'accoglienza delle popolazioni colpite. Entro dicembre arriveranno i primi container che permetteranno di assistere oltre 2.000 persone nei campi che verranno attrezzati. È importante ricordare, sottolinea la Protezione Civile, che tra i container abitativi sono ricompresi anche refettori, aree comuni e corridoi di comunicazione. I moduli ad uso abitativo in senso stretto costituiscono circa il 43% della fornitura, a seconda della dimensione dei campi. 

Al momento i Comuni che hanno confermato il dato del fabbisogno alloggiativo tramite moduli-container sono sei: Norcia in Umbria, Camerino, San Ginesio, Caldarola e Palmiano nelle Marche e Amatrice nel Lazio, per una popolazione complessiva di circa 1800 persone. È, invece, ancora in corso da parte degli altri Comuni dell'area maggiormente colpita l'individuazione del numero di cittadini da alloggiare nei container. Di conseguenza, per consentire di fornire un maggior numero di container entro l'anno, è in corso di definizione una nuova gara, che rimarrà aperta per più giorni.

Parallelamente alle attività di ricognizione dei fabbisogni alloggiativi e all'espletamento delle procedure relative ai bandi di gara, sono in corso i sopralluoghi per l'individuazione delle aree da destinare ai container, al termine dei quali potranno essere avviate tutte le opere di urbanizzazione. Infatti, i tempi di allestimento dei campi previsti nelle gare potranno essere rispettati se verranno individuate e predisposte nei prossimi giorni le aree, che devono necessariamente essere diverse da quelle destinate alle future casette e che devono essere individuate da Comuni e Dipartimento d'intesa con le Regioni.

Inoltre da circa dieci giorni sono partite le verifiche speditive per valutare l'idoneità idro-geo-morfologica e l'accessibilità, soprattutto per i mezzi pesanti, di queste aree. Al momento, sono stati effettuati 36 sopralluoghi nelle regioni Umbria e Marche. In particolare, nelle Marche, finora sono state completate le verifiche idro-geologiche su 12 aree comprese nei comuni di Camerino, Tolentino e San Ginesio: 8 sono risultate idonee e 4 sono state ritenute non idonee. Nella Regione Umbria sono stati effettuati sopralluoghi su 24 aree comprese nei comuni di Norcia, Cascia e Preci: 13 aree sono state ritenute  idonee, 7 sono state valutate non idonee e 4 sono le aree idonee condizionate, cioè da considerarsi idonee solo dopo la realizzazione di alcuni lavori specifici e interventi di messa in sicurezza. Sono state, inoltre, effettuale nelle Marche altre 9 verifiche nei comuni di Petrolo, Caldarola, Pieve Torina e Pievebovigliana per le quali si attendono gli esiti.

"Si sta lavorando con grande determinazione e con un grande spirito di collaborazione per trovare soluzioni rapide e praticabili al fine di garantire la migliore assistenza possibile a tutti i cittadini coinvolti. E' una operazione complessa, con molte variabili in gioco a partire dalla condizioni meteorologiche, e ognuno è chiamato a fare la propria parte  con responsabilità e dedizione" ha detto il capo del dipartimento della protezione civile, Fabrizio Curcio.

Nelle zone devastate dal terremoto si cerca intanto di tornare alla normalità. Stanno infatti riaprendo alcune attività. A Montefortino, nelle Marche, è tornato al lavoro un gommista grazie alla casetta in legno che gli è stata donata da una famiglia di Spoleto. 

Si è rimessa in moto anche la linea di produzione di pizze surgelate nello stabilimento di Visso, uno dei Comuni del Maceratese devastati dal terremoto. Lo stabilimento che conta 140 dipendenti era rimasto lievemente danneggiato il 24 agosto, ma non aveva interrotto l'attività. Poi le forti scosse di fine ottobre, in particolare quella di domenica 30 ottobre, che ha spostato i macchinari della linea di produzione e costretto ad uno stop di tre settimane. "Il nostro obiettivo è non fare morire questi bellissimi territori che noi amiamo - spiega il direttore di produzione Mauro Parretti -  Innamorato di Visso anche il proprietario, l'imprenditore americano Alexander Palermo - prosegue - alla guida di un gruppo con sede in California: "ci ha sostenuto in tutto purchè riprendessimo l'attività appena possibile".

Proseguono intanto i sopralluoghi per verificare l'agibilità delle strutture danneggiate dal sisma. In Abruzzo, a Teramo sono cinque le ordinanze di inagibilità firmate dal sindaco, Maurizio Brucchi, tutte a seguito di controlli effettuati nei giorni scorsi dai vigili del fuoco, riguardanti le chiese del territorio. Alle 13 già oggetto di sgombero (tra cui alcune già dopo il sisma del 24 agosto) e già riaperte al culto grazie ai lavori edili eseguiti, si aggiungono le seguenti chiese: Villa Vomano, Cannelli, San Berardo (inclusa l'area del campetto attiguo, compreso la zona porticata esterna, nonchè il piano primo dell'oratorio), Cona (gia' inagibile a seguito del sisma 2009), Sciusciano (agibile, ma con interdizione all'utilizzo di campane). Per le chiese di San Lorenzo Martire di Nepezzano, Annunziata di Forcella, nei giorni scorsi è stato interdetto l'uso delle campane.