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TECH

Studio globale

TikTok, stretta contro le 'sfide estreme' e le bufale virali

La piattaforma ha commissionato un'indagine sul mondo delle 'challenge', sfide potenzialmente pericolose per i ragazzi, spesso rese virali da milioni di condivisioni 

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Quasi la metà delle challenge online (48%) sono percepite dagli adolescenti come sicure e sono definite divertenti o spensierate; al 32% di esse è stato associato un certo rischio, ma sempre considerandole sicure; il 14% è stato descritto come rischioso e pericoloso; viceversa il 3% delle challenge online è stato definito molto pericoloso.

Sono in sintesi i risultati di una ricerca sulle sfide online pericolose commissionata da TikTok e che è stata presentata in un incontro introdotto da Alexandra Evans, Head of Safety Public Policy, Europe. Secondo lo studio, appena lo 0,3% degli intervistati ha dichiarato di aver preso parte a una challenge che considerava pericolosa. Per sfide online pericolose, è stato sottolineato, si intende quelle che comportano un rischio significativo di danni fisici, mentali o emotivi. Tra queste, figura una sottocategoria di sfide definite ''sfide bufala'', cioè false sfide legate a suicidio o autolesionismo, come Galindo,  Blue Whale e Momo.

Le sfide bufala, rileva lo studio, "propagano un'informazione falsa, cioè che esista un soggetto malintenzionato che spinge gli utenti  - di solito bambini - a svolgere una serie di attività dannose che si intensificano, terminando con atti di autolesionismo o suicidio. In realtà queste 'sfide bufala' - sottolinea lo studio, "sono storie costruite per diffondere e perpetuare la paura e l'ansia senza alcun elemento autentico di partecipazione o di sfida".

Tali bufale presentano spesso caratteristiche simili e, in alcuni casi, utilizzano falsi avvertimenti sulla partecipazione di minori a presunti ''giochi'' che porterebbero all'autolesionismo. Quando prendono piede, raggiungono rapidamente un'ampia diffusione attraverso messaggi di avviso che incoraggiano ad allertare quante più altre persone possibili. Più della metà dei genitori (56%) ha dichiarato di non affrontare una discussione riguardo ad un contenuto sull'autolesionismo se non viene introdotto prima dal minore e il 37% ritiene che sia difficile parlarne senza suscitare allo stesso tempo un interesse negli adolescenti.

Il progetto globale sostenuto da TikTok si è basato su un'indagine su oltre 10 mila persone in Argentina, Australia, Brasile, Germania, Italia, Indonesia, Messico, Regno Unito, Usa e Vietnam.

La piattaforma di intrattenimento  di proprietà di ByteDance ha deciso, quindi, un 'giro di vite' nella policy sulle challenge. "La ricerca - sottolinea TikTok - dimostra che, anche quando condivisi con le migliori intenzioni, le bufale sui contenuti autolesionistici possono avere un forte impatto sul benessere degli adolescenti. Noi rimuoviamo già questi contenuti e interveniamo per limitarne la diffusione. Da oggi, come ulteriore protezione per la nostra community, elimineremo anche i contenuti allarmistici: infatti, trattando come reali i contenuti ingannevoli e le bufale, essi stessi possono essere dannosi. Continueremo invece a consentire le conversazioni che cercano di eliminare il panico e promuovere informazioni accurate". 

Il progetto commissionato da TikTok è volto a migliorare la comprensione delle modalità con cui i giovani vengono attratti e coinvolti da sfide potenzialmente dannose e da contenuti ingannevoli e bufale con il duplice obiettivo di guidare delle risposte concrete e di portare un contributo al dibattito, da cui anche altri possano trarre spunti e opportunità. Redatto in collaborazione con Praesidio Safeguarding, un'agenzia indipendente di servizi di protezione, si avvale dei contributi di un panel globale di 12 esperti del settore. Tra i molti temi trattati dal report è emerso anche che gli adolescenti vogliono ricevere più informazioni che li aiutino a riconoscere le challenge rischiose: in particolare, il 46% ha dichiarato di volere ''maggiore disponibilità di informazioni valide sui rischi'' e ''sulle attività estreme''. 

Uno tra i principali riscontri del report è che, oltre agli adolescenti, anche genitori ed educatori sentono la necessità di una migliore informazione sulle challenge e i contenuti ingannevoli. TikTok ha quindi sviluppato nuove risorse dedicate nel proprio Centro Sicurezza, rendendo più efficace il linguaggio utilizzato nei messaggi di avviso visualizzati dagli utenti quando provano a cercare contenuti relativi a sfide pericolose o bufale. In particolare, un nuovo messaggio incoraggia i membri della community a visitare il Centro Sicurezza per saperne di più e, nel caso di bufale associate ai suicidi o all'autolesionismo, da oggi verranno visualizzate ulteriori risorse anche nella ricerca.

E' passato poco meno di un anno da quando il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto il blocco immediato dell'uso dei dati degli utenti di TikTok per i quali non sia stata accertata l'età, chiedendo al social di mettere in campo una serie di interventi al fine di tenere i ragazzi sotto i tredici anni fuori dalla piattaforma. Il provvedimento d'urgenza era stato deciso dopo che i giornali e la procura di Palermo avevano collegato la morte di una bambina all'utilizzo del social network, in conseguenza di una challenge.

Dopo un anno complicato per la piattaforma, arrivano le nuove misure per impedire in maniera più efficace l'accesso dei più piccoli alla piattaforma e tutelare gli adolescenti. Finora non avevano del tutto convinto i genitori, in particolare quelli rappresentati dal Moige, secondo i quali le misure di protezione di TikTok per gli utenti minorenni erano considerate insufficienti.