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EUROPA

Nel 2020 è stato il re del food delivery in Italia

Addio al papà del tiramisù, il dolce al cucchiaio più famoso al mondo

Il Tiramisù è diventato un classico proposto nei ristoranti di ogni continente

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Savoiardi, zucchero e uova, mascarpone, caffè e cacao amaro. Pochi ingredienti ma un grande risultato: parliamo del capolavoro della pasticceria italiana e il dolce al cucchiaio più famoso al mondo: il tiramisù.

Secondo gli enogastronomi  il dolce nasce a Treviso negli anni '60 e oggi perde il suo "papà", Aldo Campeol, scomparso a all'età di 93 anni. Patron dello storico ristorante "Le Beccherie" di Treviso, Campeol e la moglie Alba, co-autrice della preparazione originaria con lo chef Roberto Linguanotto, non aveva mai brevettato la ricetta. Questo, negli anni, ha fatto sì che nascessero altre ricette e che si narrassero altre storie sulle sue origini. La ricetta delle Beccherie fu poi depositata con atto notarile presso l'Accademia Italiana della Cucina solo nel 2010. L'enorme successo del dolce, anche all'estero, ha dato vita ad una battaglia commerciale sulla sua paternità, in particolare tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. 

Il Tiramisù è diventato un classico proposto nei ristoranti di ogni continente. E anche nell'anno della pandemia, il 2020, è stato il re del food delivery in Italia, con oltre 22.000 kg di tiramisù ordinati, come da report di Just Eat.  Roma è la città del tiramisù a domicilio per eccellenza, con oltre 7.300 kg ordinati nel 2020.  Alle Beccheria, ancora oggi, vi sono commensali che arrivano nel locale trevigiano solo per assaggiare il famoso dolce.

Al Tiramisù sono stati intitolati nel tempo tornei e campionati di ogni tipo, compresa la "Tiramisù World Cup", una gara virtuale con 30 concorrenti.  Per la scomparsa del "papà" del Tiramisù  ha espresso il proprio cordoglio anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Con Aldo Campeol - ha detto - Treviso perde un'altra stella della sua storia enogastronomica, che brillerà anche lassù. La sua lunghissima attività di ristoratore, e le sue Beccherie, hanno attraversato decenni della trevigianità migliore, fatta di accoglienza e qualità, e di quel sorriso garbato che sul suo volto non mancava mai".