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POLITICA

Vaccino: "Ok dosi a turisti, ma non può essere regola"

Turismo. Garavaglia: "1,8 miliardi in Recovery per superbonus alberghi. Su Green Pass fare presto"

"Aver tolto una serie di regole come la quarantena da una serie di Paesi consente di far ripartire il flusso turistico anche straniero, e recuperiamo una quota dei 27 miliardi persi l'anno scorso", spiega il ministro al Festival dell'Economia di Trento

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"Sul Green Pass è questione di settimane, il termine ultimo è il 1 luglio, ma per me dobbiamo partire domani". Lo ha detto nel corso del Festival dell'economia di Trento il ministro del Turismo Massimo Garavaglia secondo cui "alla fine su questo strumento si è trovata una mediazione, che è la più semplice possibile: se sei vaccinato, hai gli anticorpi o hai fatto il tampone, circoli tranquillamente. Si discute di affinamenti, ma ormai siamo vicini", conclude il ministro. E spiega: "La Francia dice 'da noi se sono vaccinati vengono tutti'. La Grecia fa arrivare col tampone che dura 72 ore e noi 48. Anche noi dobbiamo fare così, altrimenti siamo in difficoltà".

Ok a vaccini per turisti con buon senso, se diventa una regola è un gran caos
Sul fronte del vaccino ai turisti il ministro spiega: "Sono favorevole con buon senso" a fare la seconda dose a chi viene in Italia o agli italiani che si muovono per un periodo particolarmente lungo. Le Regioni, chi più chi meno, hanno raggiunto una percentuale di copertura molto importante e quest'estate serenamente potremo  avremo dei margini per trattare queste eccezioni. In caso di permanenze lunga o un caso particolare hanno tutte la possibilità di trattare le eccezioni. Certo se diventa una regola è un gran caos". Garavaglia ha poi ribadito che va seguito "il buon senso: le regioni si sanno organizzare molto bene, si metterà un tetto. Però non offrire questo servizio se qualcun altro lo fornisce vuol dire che hai un servizio di qualità inferiore. Con buon senso - ha concluso - si può aprire a questa possibilità".

Avremo stagione turistica interessante e lunga perché abbiamo i vaccini
"Avremo una stagione turistica molto più interessante e avremo una stagione lunga perché abbiamo i vaccini" ha detto ancora il ministro del turismo spiegando che sarà questo "il primo anno in cui si farà una nota di aggiornamento che migliora il Def" questo perché nel Def era previsto che il flusso turistico ripartisse solo dal 2022, perché si prevedeva una stagione turistica senza afflusso di stranieri. Ma "aver tolto una serie di regole come la quarantena da una serie di Paesi, consente di far ripartire il flusso turistico anche straniero, e recuperiamo una quota dei 27 miliardi persi l'anno scorso".

"Non li recuperiamo tutti - ha precisato Garavaglia - io mi auguro di recuperarne la metà ma anche se ne recuperiamo un terzo è un balzo notevole. E poi abbiamo un 10% in più di italiani: rispetto all'anno scorso abbiamo il 54,5% di italiani che hanno prenotato o volevano prenotare, 10 punti in più dello scorso anno nello stesso periodo". "Tra un po' di italiani in più e il ritorno degli stranieri - ha concluso - avremo una stagione molto più interessante e  avremo una stagione più lunga grazie ai vaccini"; "l'insieme di queste cose insieme ci fa pensare molto positivamente". 

1,8 miliardi di euro superbonus efficientamento 110% delle strutture alberghiere
"Una seconda cosa cui tengo particolarmente è la questione dell'efficientamento 110% delle strutture alberghiere: abbiamo messo questo miliardo e 800 milioni" nel Recovery Plan e "indipendentemente dalle scelte di bilancio nazionale lo facciamo, perché abbiamo la necessità di migliorare le strutture ricettive, non solo gli alberghi, anche b&b e agriturismo" sottolinea il ministro che illustra: "si parla di 1,8 miliardi di euro che poi diventano 3 con l'effetto leva e la decontribuzione per la cassa integrazione. Si deve quindi uscire dall'intervento dello Stato e aiutare le aziende a fatturare. Perché il vero obiettivo è tornare a far fatturare le imprese il prima possibile". "Nel Pnrr - ha proseguito - la componente legata alla finanza arriva a 5 miliardi di euro". "L'intervento dello Stato deve esserci quando necessario, ,ma poi si deve ritirare subito perché il Pil lo fanno i cittadini", ha aggiunto.

Banca dati unica sistema ricettivo, stop concorrenza sleale
"Abbiamo appena chiuso un accordo con le Regioni per avere una banca dati comune del sistema ricettivo. Il primo passo per dotare di regole certe anche chi è accusato di fare concorrenza sleale ad alberghi e hotel". Il riferimento del ministro del Turismo Massimo è ai b&b e appartamenti privati che finiscono nel mercato turistico. Su questo punto il ministro spiega: "Tutti i dati raccolti finiranno nel nostro hub digitale. Abbiamo preso accordi con le organizzazioni internazionali del turismo digitale: chi finisce lì dentro è in regola, gli altri no".

"Al di là del Pnrr, dobbiamo lavorare per mettere in piedi un hub digitale, un ecosistema di contenuti pubblici e privati" prosegue. "Gli obiettivi sono molto semplici e concreti - dice Garavaglia -. Promuovere meglio il sistema Italia, quindi evitare le frammentazioni. Senza agire sui prezzi, il turismo non è a Ztl. Serve organizzazione per distribuire il flusso turistico, grazie anche al clima che offre l'Italia. Poi c'è il tema del biglietto integrante che permette di spalmare in modo democratico eccessivi assembramenti in alcuni monumenti e città".

Faremo regolamentazione delle guide turistiche
"Molte zone turistiche si conoscono solo per nome, bisogna scommettere sulla comunicazione. Ma anche su giovani, donne e Sud. Puntare su questo trittico vuol dire vincere la battaglia una volta per tutte". Così il ministro sollecitato su un eventuale libro dei sogni del turismo, non parla di ciò che vorrebbe ma di quello che si farà. "Una delle riforme che faremo in ragione del Pnrr è la regolamentazione delle guide turistiche - dice Garavaglia - E' un settore dove c'è un gran caos. Il punto principale è rendere efficienti e sostenibili le strutture alberghiere: i soldi ci sono e metteremo mano al sistema ricettivo. Poi ci sarà da lavorare molto sulla viabilità. Ci aspettano grandi sfide, ma d'altra parte l'Italia è rimasta indietro: quando trent'anni fa fu abolito il ministero, spalmando le competenze su altri dicasteri, abbiamo perso delle possibilità di confronto con l'Europa. Ora stiamo recuperando".