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MONDO

Ucraina

I ribelli abbattono un elicottero, Poroshenko valuta la fine della tregua

I separatisti filorussi abbattono un velivolo e uccidono nove soldati ucraini, il presidente potrebbe sospendere lo stop al cessate il fuoco "in considerazione delle costanti violazioni da parte dei ribelli, che sono manovrati dall'esterno"

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La tregua nell’est dell’Ucraina è a rischio. A nemmeno un giorno dall’annuncio del cessate il fuoco da parte dei separatisti, i miliziani hanno abbattuto un elicottero militare di Kiev nei cieli di Sloviansk, roccaforte dei filorussi, uccidendo nove soldati. Insieme all’elicottero sembrano cadere così anche le speranze di trovare una soluzione pacifica al conflitto, che fino a ora ha provocato la morte di oltre 400 persone. Il presidente dell'Ucraina, Petro Poroshenko, valuta dunque lo stop al cessate il fuoco, già bollato da Putin come “insufficiente”: da quando è cominciata la tregua, i ribelli avrebbero sparato 35 volte contro le postazioni dei soldati ucraini. "Il capo di Stato non esclude che il cessate il fuoco ora in vigore possa essere revocato prima del previsto in considerazione delle costanti violazioni da parte dei ribelli, che sono manovrati dall'esterno", si legge in un comunicato della presidenza. Uno spiraglio di luce sul pericolo della guerra civile è lasciato però aperto dal ritiro, dopo quattro mesi, della minaccia di un intervento armato da parte di Mosca. Putin ha chiesto al Senato di revocare il permesso di far intervenire le truppe russe nel territorio della Repubblica ucraina, apertura valutata positivamente dalla Casa Bianca e inizialmente dallo stesso Poroshenko. L'ultima parola spetta al Senato, che voterà domani. Ma secondo molti osservatori si tratta di una pura formalità e nessuno in Russia metterà in discussione il progetto di Putin.