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MONDO

Il conflitto

Ucraina, la tregua naufraga sotto le bombe. Ue e Usa pronti a nuove sanzioni

La situazione non regge e sul campo continuano gli scontri tra i filorussi e i soldati di Kiev. Putin: "Nessuno può impaurirci"

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Il cessate il fuoco in Ucraina non funziona. Prendendo atto di almeno trecento violazioni da quando è stato dichiarato, Unione europea e Stati Uniti accusano Mosca e l'avvertono che sono pronte a "nuove sanzioni". Ad alzare il tiro per prima è Bruxelles: "Stiamo raggiungendo chiaramente il punto in cui ulteriori sforzi diplomatici diventeranno inutili a meno che non siano supportati in modo credibile da ulteriori azioni", ha affermato con durezza in una nota il presidente del Consiglio Ue, il polacco Donald Tusk, tradizionalmente su una linea intransigente con il Cremlino.

Le pressioni dell'Ue
"Mi sto consultando con i leader europei sui prossimi passi" diretti verso "un ulteriore aumento dei costi da sostenere per l'aggressione all'Ucraina", ha continuato, ma anche caratterizzati da ulteriori contributi alla de-escalation, come la proposta del presidente ucraino su come l'Ue può migliorare il monitoraggio del cessate-il-fuoco", ha scritto Tusk alludendo alla possibilità di una missione di polizia Ue in Ucraina.     Francia e Germania sono più convinti che mai che nuove sanzioni "sono un'opzione". "Con la cancelliera tedesca non abbiamo mai smesso di discutere dagli accordi di Minsk e siamo più convinti che mai che debbano essere applicati tutti gli accordi", ha affermato il presidente francese, Francois Hollande in una conferenza stampa congiunta con Angela Merkel. Dello stesso avviso è Washington.

Washington in pressing sul Cremlino
Un gruppo di senatori, fra cui il democratico Richard Durbin e il repubblicano John McCain, ha chiesto con una lettera il rafforzamento immediato delle sanzioni a Mosca per il sostegno di quest'ultima ai separatisti. I parlamentari hanno sollecitato il capo del dipartimento di Stato, John Kerry, a decidersi per l'invio di armi difensive a Kiev. "Il nostro obiettivo rimane il sostegno all'applicazione di questi accordi, ma seguiamo gli sviluppi molto da vicino", ha sottolineato l'amministrazione Obama. "E se la Russia e i separatisti non rispetteranno l'accordo, se non metteranno fine alla violenza ci saranno altri costi". Il Cremlino, però, ha parlato un linguaggio di orgoglio nazionalista e militare.

L'orgoglio di Putin: "Nessuno può metterci paura"
"Nessuno dovrebbe avere l'illusione di poter ottenere una superiorità militare sulla Russia, di poter metterci un qualche tipo di pressione. Avremo sempre un'adeguata risposta a qualsiasi avventurismo", ha detto Vladimir Putin parlando a un gala in occasione della festa dell'Armata Rossa, che cadrà il il 23 febbraio. I ministri degli Esteri di Russia, Francia, Germania e Ucraina si incontreranno martedì a Parigi.     Nell'est dell'Ucraina proseguono gli scontri tra i separatisti filorussi e l'esercito. Secondo Kiev oltre venti carri armati russi di ultima generazione, dieci batterie missilistiche e mezzi carichi di soldati hanno varcato negli ultimi giorni la frontiera orientale ucraina. Un'accusa che, secondo Hollande, non trova riscontri.

Sul campo di battaglia ancora scontri
Due militari ucraini, assicura ancora Kiev, sono stati uccisi e altri tre feriti nelle ultime 24 ore e un totale di 110 uomini delle forze regolari è stato fatto prigioniero. Un convoglio russo, con aiuti umanitari destinati al Donbass, ha attraversato il confine con la repubblica ex sovietica e uno scambio di prigionieri di guerra tra le due autoproclamate repubbliche separatiste del Donbass (Donetsk e Lugansk) potrebbe avvenire a breve.

L'appello del Papa
Una mano alla pace è arrivata dal Papa. Francesco ha lanciato un forte appello "a tutte le parti interessate" perché siano applicate le intese raggiunte di comune accordo e sia rispettato il principio della legalità internazionale; in particolare sia osservata la tregua recentemente sottoscritta e siano applicati tutti gli altri impegni che sono condizioni per evitare la ripresa dele ostilità". Per il Papa solo così si potrà superare "una situazione di grave conflitto che si sta protraendo da vari mesi e continua a mietere vittime innocenti e causare grandi sofferenze all'intera popolazione".