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TECH

Rapporto Ispra, divorato 7,3% del Paese

Un’app per monitorare il suolo consumato dalle costruzioni

Creata dai ricercatori dell'Ispra, l’app servirà a segnalare le nuove aree costruite alla rete di monitoraggio. In Italia perdiamo 8 metri quadri di terreno al secondo.

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Non solo l'edilizia consuma i terreni
Roma
Un’app per segnalare nuove perdite di terreno. L'hanno messa a punto i ricercatori dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), in concomitanza con la pubblicazione del loro primo rapporto che ricostruisce l'andamento del consumo del suolo.  L’app chiede, via smarthphone, l’inserimento delle coordinate oltre alle foto che si potranno vedere online sulla mappa dell'Ispra. I dati raccolti potranno essere confrontati con la cartografia dell’istituto per integrare le informazioni telerilevate con altre fonti.
 
Terreni spariti
Anche nel 2012, la speculazione ha continuato a divorare territorio: altri 720 km quadrati negli ultimi 3 anni (+0,3% rispetto al 2009), un'area pari alla somma dei comuni di Milano, Firenze, Bologna, Napoli e Palermo.

In termini assoluti, si è passati da poco più di 21.000 km quadrati del 2009 ai quasi 22mila del 2012, mentre in percentuale è ormai perso irreversibilmente il 7,3% del nostro territorio. E non rallenta la velocità con cui si perde terreno, che procede a 8 metri quadrati al secondo.

Non solo case
Ma non è solo colpa dell'edilizia. In Italia si consuma suolo per costruire infrastrutture, che insieme agli edifici ricoprono quasi l'80% del territorio artificiale (strade asfaltate e ferrovie 28%, strade sterrate e infrastrutture di trasporto secondarie 19%), seguite dalla presenza di edifici (30%) e di parcheggi, piazzali e aree di cantiere (14%).

L'Ispra, con il suo primo rapporto, ricostruisce l'andamento - dal 1956 al 2012 - del consumo di suolo in Italia.  L'indagine, la più significativa collezione di dati a livello nazionale, analizza i valori relativi alla quota di superficie "consumata", fornendo un quadro completo del fenomeno.