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MONDO

Portavoce del ministero degli Esteri israeliano: spazzatura

Unesco: nuova risoluzione su Gerusalemme, ancora polemiche

Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni durante il question time alla Camera: "Non possiamo accettare l'idea che invece di concentrarsi sulla tutela del patrimonio culturale, diventi cassa di risonanza di conflitti politici"

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"Credo che dobbiamo lavorare affinché l'Unesco faccia l'Unesco. Non possiamo accettare l'idea che invece di concentrarsi sulla tutela del patrimonio culturale, diventi cassa di risonanza di conflitti politici". Così il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel corso di un question time alla Camera dopo che il Comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco ha approvato una nuova risoluzione che nega il legame millenario tra gli ebrei e i luoghi sacri di Gerusalemme, come riferito dal quotidiano israeliano Haaretz. 

La risoluzione dell'Unesco "non è novità di quest'anno - ha ricordato il ministro - ma si propone due volte l'anno dal 2010. Dal 2014 contiene le formulazioni che negano le radici ebraiche per i monumenti". "La diplomazia italiana - ha sottolineato - non è mai stata indulgente con queste posizioni, perché quale che sia la discussione su Gerusalemme, e sull'accesso ai luoghi santi, queste tensioni non giustificano in alcun modo l'utilizzo di quelle formulazioni". 

Dura la reazione su twitter del portavoce del ministero degli Esteri israeliano Emmanual Nahshon: il nuovo voto è "spazzatura", ha scritto. "L'ambasciatore israeliano nell'organismo ha gettato il testo nel bidone della spazzatura", ha aggiunto. 



La risoluzione si è svolta a scrutinio segreto ed è passata con 10 voti a favore, 2 contrari e 8 astenuti. Uno dei 21 Stati membri del Comitato era assente. Nella risoluzione si fa riferimento ai luoghi sacri con i soli nomi musulmani, e, come nella precedente, approvata la settimana scorsa, denuncia i "danni materiali perpetrati" da Israele.