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MONDO

Forze speciali italiane in Libia

Libia, Gentiloni: "Riapriremo l'ambasciata a Tripoli". Sirte quasi liberata dall'Isis

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In Libia sono fra 50 e 100 gli uomini delle forze speciali italiane che operano sul terreno, sia pure solo in operazioni di supporto alle forze libiche e di sminamento del terreno. Per la prima volta fonti del governo ammettono la loro presenza. In un'intervista al Corriere della sera il ministro degli esteri Paolo Gentiloni conferma l'aiuto a Serraj e annuncia che presto potrebbe riaprire l'ambasciata italiana in Libia. Intanto a Sirte sono in corso combattimenti strada per strada: le milizie di Misurata e Tripoli, con l'aiuto della copertura aerea americana, stanno lottando per la presa finale della città, roccaforte di Daesh. 

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato questa mattina in visita al Comitato operativo interforze accompagnato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti. Renzi si è collegato con i militari delle missioni italiane all'estero. "Grato per la professionalità e per l'umanità del vostro straordinario impegno" ha detto il premier ricordando come l'Italia e il mondo in questo momento hanno bisogno delle forze armate. 



Gentiloni: "Stabilizzare la Libia è una priorità"
"Non abbiamo missioni militari in Libia. Se le avremo saranno autorizzate dal Parlamento". Così il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nell'intervista al Corriere della Sera in cui annuncia: "Presto l'Italia potrebbe riaprire la sua ambasciata a Tripoli, chiusa nel febbraio 2015. Il nostro governo ha nominato ambasciatore Giuseppe Perrone". A Serraj l'Italia sta per dare moltissimo, e su piani diversi. Spero che la riapertura dell' ambasciata, appena verificate le condizioni di sicurezza, sia il sigillo a un grande sforzo di cooperazione", afferma. "Il nostro impegno non deve stupire: contribuire a stabilizzare la Libia è una priorità nazionale, dalla sicurezza all'immigrazione".

Sirte quasi liberata dall'Isis
Sirte, roccaforte della filiale libica dell'autoproclamato Stato Islamico (Isis) sarà dichiarata entro domani ufficialmente "città liberata". E' quanto ha dichiarato il generale Mohammed al Ghasry, portavoce del comando delle operazioni militari che fa capo al governo d'Accordo Nazionale riconociuto dall'Onu. Le forze libiche sostenute dagli Stati Uniti "hanno liberato il 70%" di Sirte dalle mani dell'Isis, afferma il sindaco della città, Mokhtar Khalifa, all'Associated Press.

"La liberazione della città di Sirte dall'organizzazione di Daesh (acronimo in arabo dell'Isis) sarà annunciata ufficialmente entro due giorni", ha detto in una dichiarazione fatta ieri sera il generale al Ghasry, come riporta il sito news libico "al Wasat".

L'annuncio della ripresa della roccaforte del Califfato "sarà fatto dopo la bonifica da ordigni e mine seminate dai terroristi nelle strade, i quartieri, le abitazioni, i campi agricoli e le sedi governative", ha aggiunto il generale.

Intanto, circolano sui social media immagini dell'ingresso delle forze filogovernative nel Centro Congressi Ouagadougou, il quartier generale delle milizie jihadiste conquistato ieri. La conquista del Centro Ougadougou è stata l'obbiettivo principale delle forze filogovernative dall'inizio dell'offensiva, lanciata alcune settimane fa e intensificata negli ultimi giorni anche grazie ai raid aerei statunitensi condotti su richiesta dello stesso governo libico guidato dal premier Fayez al Sarraj.