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MONDO

Rinnovo Assemblea Nazionale

Venezuela al voto per il Parlamento, l'opposizione boicotta. Incognita affluenza

La consultazione arriva nel pieno di una lotta di potere in corso da due anni tra il presidente in carica Nicolás Maduro e il leader dell'opposizione Juan Guaidó

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Domenica elettorale in Venezuela per le politiche convocate dal presidente Nicolás Maduro, e boicottate dall'opposizione guidata da Juan Guaidó, per il rinnovo dell'Assemblea nazionale (277 seggi) che si attiverà il 5 gennaio prossimo per il periodo 2021-2026. 

Gli analisti sono concordi nel sostenere che il primo dato che permetterà di valutare la giornata sarà l'affluenza alle urne che, se fosse inferiore a quella delle presidenziali del 2018 (45%), potrebbe mettere in imbarazzo il governo. Gli elettori disponevano di 12 ore per votare, con un avanzato sistema informatico e con attenzione ai protocolli di bio-sicurezza.

Nel pomeriggio il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) ha indicato che il 98% dei seggi ha cominciato progressivamente le operazioni di voto. I 14.400 candidati che si contendono i 277 seggi appartengono a 107 organizzazioni politiche, in maggioranza vicine al governo che dovrebbe aggiudicarsi il risultato, ma anche ad una fetta dell'opposizione che ha scelto di dialogare con il governo ed è guidata da Claudio Fermìn, Henri Falcòn e Javier Bertucci.

Da parte sua il leader dell'opposizione Juan Guaidò, ha di nuovo chiesto ai venezuelani di "restare a casa", boicottando una consultazione ritenuta illegittima, caratterizzata da "brogli" organizzati dal "dittatore" Maduro per perpetuarsi al potere. In alternativa l'autoproclamato presidente ad interim, che il 5 gennaio fra l'altro perderà il suo seggio in Parlamento e la relativa immunità, ha offerto una 'consultazione popolare' da domani al 12 dicembre, per giungere ad elezioni presidenziali e parlamentari "libere, trasparenti e verificabili".

Maduro ha votato nel pomeriggio nel suo seggio nel quartiere Catia di Caracas, forse per sconosciute ragioni di sicurezza, nella scuola ecologica nazionale "Simo"n Rodrìguez del Circolo Militare di Fuerte Tiuna. In assenza delle missioni di osservazione tradizionali (Onu, Osa, Ue e Centro Carter) il processo elettorale è stato accompagnato da organizzazioni latinoamericane, africane, russe, turche e iraniane, e da numerose personalità internazionali, fra cui gli ex capi di stato di Bolivia ed Ecuador, Evo Morales e Rafael Correa, e l'ex presidente del governo spagnolo, José Luis Rodrìguez Zapatero. Quest'ultimo in conferenza stampa ha sostenuto che lo svolgimento di queste elezioni deve stimolare una riflessione da parte dei leader internazionali, e una fine di alcune ingiuste sanzioni, come quelle disposte da Donald Trump.