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MONDO

Elezioni legislative

Venezuela, l'autorità elettorale certifica la vittoria di Maduro. Usa e Ue: voto non credibile

"Per gli Usa il presidente resta Guaidò" afferma il segretario di Stato, Mike Pompeo. Contro anche 16 paesi americani. "L'Ue non riconosce il risultato" commenta l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione, Borrell. L'astensione alle urne ha sfiorato il 70%

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Il risultato del voto per le elezioni legislative di domenica 6 dicembre in Venezuela avrebbe decretato ancora una volta la vittoria del Presidente in carica Nicolas Maduro. Lo ha reso noto l'autorità elettorale insieme al partito del presidente, il gran polo patriottico chavista, sottolineando che - tuttavia - c'è stata una forte astensione da parte dell'elettorato fedele al leader dell'opposizione e presidente autoproclamato Juan Guaidò, arrivata ben oltre il 69%.

La comunità internazionale è scettica davanti al risultato e parla di non rispetto degli standard internazionali del processo elettorale "I ministri degli esteri Ue in modo unanime hanno concordato" che le elezioni venezuelane del 6 dicembre 2020 per l'assemblea nazionale "non hanno rispettato gli standard internazionali minimi per un processo credibile per mobilitare il popolo venezuelano a partecipare". Sono le parole dell'alto rappresentante Ue Josep Borrell al termine del consiglio esteri a Bruxelles. In una nota si precisa che "la mancanza di rispetto per il pluralismo politico e l'avere squalificato i leader dell'opposizione non consentono all'Ue di riconoscere questo processo elettorale come credibile, inclusivo o trasparente e i suoi risultati come rappresentativi della volontà del popolo venezuelano".

Secondo Borrell "il Venezuela ha urgente bisogno di una soluzione politica per uscire dall'impasse e consentire urgentemente la fornitura dell'assistenza umanitaria necessaria alla sua popolazione". L'Unione Europea invita dunque le autorità e i leader venezuelani a dare la "priorità agli interessi del popolo venezuelano e a riunirsi urgentemente per avviare un processo di transizione guidato dai venezuelani, per trovare una soluzione pacifica, inclusiva e sostenibile alla crisi politica, attraverso elezioni presidenziali e legislative inclusive e trasparenti. L'Ue è pronta a sostenere tale processo e continuerà a lavorare con tutti gli attori interessati", conclude la nota. 

Per quanto riguarda il contraltare a Nord del Venezuela e cioè gli Stati Uniti con cui il Paese ha avuto recenti crisi diplomatiche e mancati accordi commerciali, è il Segretario di Stato Mike Pompeo ad affidare ad un comunicato e poi a Twitter il suo commento ai risultati elettorali  "La comunità internazionale non può permettere a Nicolas Maduro di rubare una seconda elezione", aggiunge Pompeo, sottolineando come Maduro "detiene illegittimamente il potere avendo rubato le elezioni del 2018". "Le frodi elettorali in Venezuela sono già state commesse. I risultati annunciati dall'illegittimo regime di Maduro non rifletteranno la volontà del popolo venezuelano. Quello che sta accadendo oggi è una frode e una farsa, non una elezione":

Parole durissime alle quali sono seguite le dichiarazioni di altri sedici paesi americani che hanno firmato una nota congiunta nella quale non riconoscono la legittimità e condannano le elezioni legislative tenutesi ieri. Per i firmatari della dichiarazione, riportata dal ministero degli esteri peruviano, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Santa Lucia le elezioni "organizzate dal regime illegittimo di Nicolàs Maduro mancano di legalità e legittimità perché si sono svolte senza le garanzie minime di un processo democratico, libertà, sicurezza e trasparenza, integrità dei voti, partecipazione di tutte le forze politiche, osservazione internazionale", si legge nel documento. Pertanto chiedono " alla comunità internazionale di unirsi alla condanna di queste elezioni fraudolente e di sostenere gli sforzi per il recupero della democrazia, il rispetto dei diritti umani e lo stato di diritto in Venezuela", continua la dichiarazione, che lancia un appello a tutti gli attori venezuelani a "impegnarsi con urgenza in un processo di transizione, definito e promosso dai venezuelani, per trovare una soluzione pacifica e costituzionale che porti il paese a elezioni presidenziali e parlamentari libere, eque e credibili, il prima possibile".