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Coronavirus

Green pass

I vescovi contro no vax e no pass: "Proteste irresponsabili e contro il vangelo"

"Malintesa affermazione della libertà e dei diritti, con una visione della persona umana e dei rapporti sociali assai lontana dal vangelo e dallo spirito della costituzione", affermano i vescovi nel messaggio per la Giornata della Vita

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La Cei condanna le manifestazioni no-vax e no-green pass.

A fronte di tanta gente che si è dedicata al bene degli altri, "non sono mancate, tuttavia, manifestazioni di egoismo, indifferenza e irresponsabilità, caratterizzate spesso da una malintesa affermazione di libertà e da una distorta concezione dei diritti". In molti casi "tali comportamenti e discorsi hanno espresso una visione della persona umana e dei rapporti sociali assai lontana dal vangelo e dallo spirito della costituzione", affermano i vescovi nel messaggio per la giornata della vita.

La presa di posizione dei vescovi
"Irresponsabili ed egoisti", ma soprattutto ben lontani dal vangelo e dai valori della costituzione. Una presa di posizione che è in scia con l'impegno della Cei, fin dall'inizio, per supportare la campagna vaccinale. I toni usati oggi, però, non hanno precedenti.

I vescovi italiani prendono le distanze da quei sacerdoti che non si vaccinano (e in qualche caso si ammalano) e anche da tutte le persone che scendono in queste piazza, magari con il rosario in mano e pregando in ginocchio, come si è visto nel caso del portavoce dei portuali triestini Stefano Puzzer. o come l'ex nunzio in Usa, monsignor Carlo Maria Viganò, che parla di "psico-pandemia" arrivando a dire, in un video che ha scatenato tante polemiche, che "uccidevano deliberatamente i contagiati per farci accettare mascherine, lockdown, coprifuoco".

La Cei parla delle "moltissime persone che sin dai primi giorni della pandemia si sono impegnate a custodire ogni vita, sia nell'esercizio della professione, sia nelle diverse espressioni del volontariato, sia nelle forme semplici del vicinato solidale", e ai quali va "la nostra gratitudine".

"Non sono mancate, tuttavia, manifestazioni di egoismo, indifferenza e irresponsabilità, caratterizzate spesso da una malintesa affermazione di libertà e da una distorta concezione dei diritti. Molto spesso si è trattato di persone comprensibilmente impaurite e confuse, anch'esse in fondo vittime della pandemia; in altri casi, però, tali comportamenti e discorsi hanno espresso una visione della persona umana e dei rapporti sociali assai lontana dal vangelo e dallo spirito della Costituzione", evidenziano i vescovi nel messaggio per la 44esima Giornata nazionale per la vita, che si celebrerà il 6 febbraio 2022.