L'arrestato non è il mostro di Nantes: il Dna non corrisponde. Dopo l'annuncio, la smentita
Si era configurata immediatamente come un giallo la cattura di Xavier Dupont de Ligonne's, noto come il 'mostro di Nantes', ricercato dal 2011 per l'omicidio della moglie e dei quattro figli e per aver nascosto i cadaveri
L'uomo arrestato ieri a Glasgow non è il sospetto "mostro" di Mantes, accusato di aver sterminato la sua famiglia 8 anni fa. Il Dna di Xavier Dupont de Laggonés non corrisponde infatti a quello dell'uomo in mano alla polizia scozzese, secondo quanto si apprende dagli inquirenti francesi.
Ieri era stato annunciato l'arresto del 58enne aristocratico uomo d'affari all'aeroporto di Glasgow, in Scozia, dove l'uomo sarebbe arrivato con un volo da Parigi.
La notizia ha subito avuto ampio risalto sui media francesi ma già ieri sera, il procuratore della Repubblica di Nantes, Pierre Senne's, aveva invitato alla "prudenza".
E stamattina radio Europe 1 ha diffuso la testimonianza di un uomo, identificato come Jacques e presentato come vicino di casa di Dupont.
Secondo Jacques, residente a Limay, a pochi chilometri da Parigi, l'uomo fermato "venerdi' mattina ha preso l'aereo come fa di solito. Tornava in Scozia dalla moglie". Jacques ha detto di essere stato contattato proprio dalla donna. "Anche se Dupont de Ligonne's fosse invecchiato, l'uomo fermato a Glasgow, non gli somiglia per niente", ha raccontato Jaques. "Lo conosco da 30 anni. Sono stato al suo matrimonio in Scozia", ha dichiarato il testimone.
Xavier Dupont de Ligonne's era stato filmato il 14 aprile 2011, mentre ritirava del denaro ad un bancomat, a Roquebrune-sur-Argens, vicino alla Costa Azzurra. Poi era sparito nel nulla. Sette giorni dopo, gli inquirenti hanno scoperto i cadaveri nella casa di famiglia a Nantes. Le autopsie avevano rivelato che tutte le vittime erano state uccise con due colpi d'arma da fuoco nel sonno, e prima erano state sedate da Dupont con un potente sonnifero. L'uomo aveva anche saldato le rette scolastiche dei figli e inviato una lettera collettiva ai parenti inventando una specie di "spy story".
Ieri era stato annunciato l'arresto del 58enne aristocratico uomo d'affari all'aeroporto di Glasgow, in Scozia, dove l'uomo sarebbe arrivato con un volo da Parigi.
La notizia ha subito avuto ampio risalto sui media francesi ma già ieri sera, il procuratore della Repubblica di Nantes, Pierre Senne's, aveva invitato alla "prudenza".
E stamattina radio Europe 1 ha diffuso la testimonianza di un uomo, identificato come Jacques e presentato come vicino di casa di Dupont.
Secondo Jacques, residente a Limay, a pochi chilometri da Parigi, l'uomo fermato "venerdi' mattina ha preso l'aereo come fa di solito. Tornava in Scozia dalla moglie". Jacques ha detto di essere stato contattato proprio dalla donna. "Anche se Dupont de Ligonne's fosse invecchiato, l'uomo fermato a Glasgow, non gli somiglia per niente", ha raccontato Jaques. "Lo conosco da 30 anni. Sono stato al suo matrimonio in Scozia", ha dichiarato il testimone.
Xavier Dupont de Ligonne's era stato filmato il 14 aprile 2011, mentre ritirava del denaro ad un bancomat, a Roquebrune-sur-Argens, vicino alla Costa Azzurra. Poi era sparito nel nulla. Sette giorni dopo, gli inquirenti hanno scoperto i cadaveri nella casa di famiglia a Nantes. Le autopsie avevano rivelato che tutte le vittime erano state uccise con due colpi d'arma da fuoco nel sonno, e prima erano state sedate da Dupont con un potente sonnifero. L'uomo aveva anche saldato le rette scolastiche dei figli e inviato una lettera collettiva ai parenti inventando una specie di "spy story".