Olbia, disabile picchiato: aggressione filmata e pubblicata su web
Il colpevole, individuato e denunciato dai carabinieri, tenta di scusarsi su Facebook
E' stato picchiato selvaggiamente appena fuori da una discoteca, sotto gli occhi di decine di persone, aggredito e ferito davanti alla telecamera di un telefonino di uno degli amici dell'aggressore che ha ripreso ogni cosa per poi pubblicare il video su Youtube e postarlo su Facebook, probabilmente per vantarsi della bravata.
I fatti
Luca Isoni, 37 anni, disabile residente a Olbia, è stato vittima di un brutale pestaggio domenica mattina davanti alla discoteca "La Luna" di San Teodoro. L'uomo aveva raccontato di essere caduto dalla moto, ma quattro giorni dopo i familiari e le forze dell'ordine hanno scoperto la verità: un video che riprendeva tutte le fasi dell'aggressione era stato pubblicato sui social. "Mi hanno chiamato polizia e carabinieri dicendomi che Luca era stato picchiato - racconta il fratello - Lui mi aveva detto di essere caduto dalla moto. Poi ho visto il video, solo una volta e mi è bastato. Ho subito riconosciuto Luca. C'è una persona, sedicente amico suo, che lo colpisce e lo lascia a terra privo di sensi. Vicino a lui ci sono altre persone, si sentono delle voci, ma nessuno fa niente. Luca ha riportato la frattura del ginocchio e diverse ferite". Quindi la ricostruzione di fatto e antefatto. "Mio fratello sabato sera era uscito con un amico. Non lo fa mai, è ospite di una struttura, si è fidato, lui si fida di tutti, e quell'amico poi lo ha picchiato", dice Manuel con amarezza. Nel video si vede un giovane con il braccio fasciato guardare verso la telecamera per attendere il via, avvicinarsi a Luca e colpirlo con un pugno al volto. Il 37enne barcolla, l'aggressore lo afferra, lo colpisce ancora, gli stringe il braccio intorno alla testa e poi lo lascia cadere, privo di sensi, con il volto sanguinante. Intorno si vedono altre persone, ma nessuno interviene.
Il colpevole
Chi lo ha aggredito è stato individuato dai carabinieri. E' un giovane di 26 anni di Sassari identificato come Bachisio Angius, che sul suo profilo Facebook ha postato quello che dovrebbe essere un messaggio di scuse: "Come pubblicamente è stato il male, sarà anche il bene perciò chiedo umilmente scusa al ragazzo a cui ho fatto del male. Sottolineo non è un invalido, e che l'accaduto non è privo di motivazioni se pur ugualmente ingiustificabile. Scusa alla mia famiglia e scusa agli amici e non che hanno dovuto vedere questa merda di video". Il 26enne è già stato nel mirino dei carabinieri: violenze e minacce a Olbia e a Sassari. Nel 2014 fu cacciato da una discoteca; ritornò con il fratello e due amici con un fucile in spalla e fu arrestato. I carabinieri hanno denunciato Bachisio Angius per violenze, lesioni e cercano di capire se altri siano coinvolti, quantomeno con atteggiamenti di passiva complicità.
L'avvocato
"Lo hanno lasciato a terra - conferma l'avvocato Nicola Di Benedetto, che ora tutela la famiglia Isoni - Luca è stato soccorso dal buttafuori della discoteca che lo ha portato in ospedale". I familiari del 37enne si sono rivolti ai carabinieri. "Stanno lavorando i militari di Olbia, Sassari e Nuoro - spiega Manuel - noi abbiamo voluto rendere pubblica la
storia per smascherare chi ha avuto il coraggio di aggredire senza una ragione mio fratello. Non sappiamo nemmeno perché non ci abbia detto la verità". Non si può escludere che Luca abbia anche ricevuto minacce.
I fatti
Luca Isoni, 37 anni, disabile residente a Olbia, è stato vittima di un brutale pestaggio domenica mattina davanti alla discoteca "La Luna" di San Teodoro. L'uomo aveva raccontato di essere caduto dalla moto, ma quattro giorni dopo i familiari e le forze dell'ordine hanno scoperto la verità: un video che riprendeva tutte le fasi dell'aggressione era stato pubblicato sui social. "Mi hanno chiamato polizia e carabinieri dicendomi che Luca era stato picchiato - racconta il fratello - Lui mi aveva detto di essere caduto dalla moto. Poi ho visto il video, solo una volta e mi è bastato. Ho subito riconosciuto Luca. C'è una persona, sedicente amico suo, che lo colpisce e lo lascia a terra privo di sensi. Vicino a lui ci sono altre persone, si sentono delle voci, ma nessuno fa niente. Luca ha riportato la frattura del ginocchio e diverse ferite". Quindi la ricostruzione di fatto e antefatto. "Mio fratello sabato sera era uscito con un amico. Non lo fa mai, è ospite di una struttura, si è fidato, lui si fida di tutti, e quell'amico poi lo ha picchiato", dice Manuel con amarezza. Nel video si vede un giovane con il braccio fasciato guardare verso la telecamera per attendere il via, avvicinarsi a Luca e colpirlo con un pugno al volto. Il 37enne barcolla, l'aggressore lo afferra, lo colpisce ancora, gli stringe il braccio intorno alla testa e poi lo lascia cadere, privo di sensi, con il volto sanguinante. Intorno si vedono altre persone, ma nessuno interviene.
Il colpevole
Chi lo ha aggredito è stato individuato dai carabinieri. E' un giovane di 26 anni di Sassari identificato come Bachisio Angius, che sul suo profilo Facebook ha postato quello che dovrebbe essere un messaggio di scuse: "Come pubblicamente è stato il male, sarà anche il bene perciò chiedo umilmente scusa al ragazzo a cui ho fatto del male. Sottolineo non è un invalido, e che l'accaduto non è privo di motivazioni se pur ugualmente ingiustificabile. Scusa alla mia famiglia e scusa agli amici e non che hanno dovuto vedere questa merda di video". Il 26enne è già stato nel mirino dei carabinieri: violenze e minacce a Olbia e a Sassari. Nel 2014 fu cacciato da una discoteca; ritornò con il fratello e due amici con un fucile in spalla e fu arrestato. I carabinieri hanno denunciato Bachisio Angius per violenze, lesioni e cercano di capire se altri siano coinvolti, quantomeno con atteggiamenti di passiva complicità.
L'avvocato
"Lo hanno lasciato a terra - conferma l'avvocato Nicola Di Benedetto, che ora tutela la famiglia Isoni - Luca è stato soccorso dal buttafuori della discoteca che lo ha portato in ospedale". I familiari del 37enne si sono rivolti ai carabinieri. "Stanno lavorando i militari di Olbia, Sassari e Nuoro - spiega Manuel - noi abbiamo voluto rendere pubblica la
storia per smascherare chi ha avuto il coraggio di aggredire senza una ragione mio fratello. Non sappiamo nemmeno perché non ci abbia detto la verità". Non si può escludere che Luca abbia anche ricevuto minacce.