Sequestrato arsenale da guerra, Pavia: missile aria-aria da 800kg, riarmabile, era in vendita
Operatori dell'esercito e dei vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l'hangar, nei pressi dell'aeroporto di Rivanazzano Terme (Pavia), dove la Digos di Torino, nel corso di un'indagine su ambienti di estrema destra, ha recuperato un missile aria-aria in uso alle forze armate del Qatar. Nel locale era presente molto altro materiale, tra cui due contenitori lanciarazzi, che ora gli specialisti dell'esercito dovranno inventariare ed esaminare. Il deposito era nella disponibilità di due persone, un italiano e uno svizzero, fermati dalla polizia a Forlì
Sono state sottoposte a fermo di indiziato due persone ritenute responsabili di detenzione e messa in commercio di un missile aria-aria Matra degli anni '80, in utilizzo alle forze armate del Qatar. I due, un 42enne svizzero e un 51enne italiano, bloccati in un hotel vicino all'aeroporto di Forlì, intendevano terminare la vendita destinata al mercato nero. L'affare aveva attirato l'attenzione di un sessantenne, ex candidato al Senato fra le fila di Forza Nuova, che avrebbe dovuto svolgere il ruolo da intermediario con funzionari esteri.
Quest'ultimo, ex funzionario doganale e tra i fondatori del Mac (Movimento di azione confederata) che promuoveva la libera vendita delle armi, nel 2001 ha tentano l'ascesa politica prendendo nove voti. Durante la perquisizione nella sua abitazione a Gallarate, nel varesotto, gli agenti hanno trovato un arsenale di armi da sparo, da guerra e comuni, detenute illegalmente e nascoste in camera da letto. Sono stati sequestrati nove fucili da guerra, una pistola mitragliatrice, tre fucili da caccia, sette pistole, sei parti di armi da guerra (otturatori, caricatori, canne, gusti), venti baionette, 306 parti di armi da sparo (caricatori, canne, otturatori, silenziatori, ottiche), 831 munizioni. In casa sua l'uomo aveva anche numerosi stemmi e cartelli con simbologia naziste.
L'indagine della Digos di Torino, coordinata dalla Procura di Torino e diretta dalla Polizia di Prevenzione (Ucigos) s'innesta sul monitoraggio dell'attività di cinque ex combattenti italiani con ideologie oltranziste, evidenziatisi in passato per aver preso parte al conflitto armato nella regione ucraina del Donbass. "Durante le attività - spiega il dirigente della Digos Carlo Ambra - sono stati riscontrati contatti telefonici tra un miliziano e un esperto d'armi che proponeva l'acquisto di un missile. Le indagini hanno portato a scoprire un arsenale considerevole, con una capacità offensiva elevata".
"Non risultano collegamenti tra le persone coinvolte e soggetti combattenti a fianco delle milizie di estrema destra in Ucraina". Lo ha precisato il questore di Torino, Giuseppe De Matteis, a margine di una conferenza stampa. Dalle intercettazioni, gli inquirenti coordinati dalla Procura di Torino sono risaliti esclusivamente ai destinatari delle misure cautelari, intermediari nella vendita di armi da piazzare sul mercato nero.
Il missile è perfettamente funzionante
Il missile aria-aria da 800 kg, tenuto nascosto in un hangar nei pressi dell'aeroporto di Rivanazzano Terme, in provincia di Pavia, riarmabile e dal valore di circa 500 mila euro, è perfettamente funzionante.
Quest'ultimo, ex funzionario doganale e tra i fondatori del Mac (Movimento di azione confederata) che promuoveva la libera vendita delle armi, nel 2001 ha tentano l'ascesa politica prendendo nove voti. Durante la perquisizione nella sua abitazione a Gallarate, nel varesotto, gli agenti hanno trovato un arsenale di armi da sparo, da guerra e comuni, detenute illegalmente e nascoste in camera da letto. Sono stati sequestrati nove fucili da guerra, una pistola mitragliatrice, tre fucili da caccia, sette pistole, sei parti di armi da guerra (otturatori, caricatori, canne, gusti), venti baionette, 306 parti di armi da sparo (caricatori, canne, otturatori, silenziatori, ottiche), 831 munizioni. In casa sua l'uomo aveva anche numerosi stemmi e cartelli con simbologia naziste.
L'indagine della Digos di Torino, coordinata dalla Procura di Torino e diretta dalla Polizia di Prevenzione (Ucigos) s'innesta sul monitoraggio dell'attività di cinque ex combattenti italiani con ideologie oltranziste, evidenziatisi in passato per aver preso parte al conflitto armato nella regione ucraina del Donbass. "Durante le attività - spiega il dirigente della Digos Carlo Ambra - sono stati riscontrati contatti telefonici tra un miliziano e un esperto d'armi che proponeva l'acquisto di un missile. Le indagini hanno portato a scoprire un arsenale considerevole, con una capacità offensiva elevata".
"Non risultano collegamenti tra le persone coinvolte e soggetti combattenti a fianco delle milizie di estrema destra in Ucraina". Lo ha precisato il questore di Torino, Giuseppe De Matteis, a margine di una conferenza stampa. Dalle intercettazioni, gli inquirenti coordinati dalla Procura di Torino sono risaliti esclusivamente ai destinatari delle misure cautelari, intermediari nella vendita di armi da piazzare sul mercato nero.
Il missile è perfettamente funzionante
Il missile aria-aria da 800 kg, tenuto nascosto in un hangar nei pressi dell'aeroporto di Rivanazzano Terme, in provincia di Pavia, riarmabile e dal valore di circa 500 mila euro, è perfettamente funzionante.