Assedio di Sarajevo. Un legionario francese sta di guardia all'edificio costruito per le Olimpiadi invernali del 1984 (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Un casco blu esce da un'uscita di sicurezza del quartier generale delle Nazioni Unite (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Soldati francesi della forza di reazione rapida montano mortai sul Monte Igman, da cui controllano con gli inglesi la città dagli attacchi bosniaci (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Un uomo in bicicletta sente il rumore di un colpo d'arma da fuoco (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Il centro della città sotto il tiro dei cecchini: una donna corre tenendo per mano la figlia (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Un bus di linea distrutto ed usato come barricata di difesa dai cecchini (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Una macchina della Croce Rossa percorre una strada completamente deserta (Ansa)
Rifugiati bosniaci evacuati da Zepa arrivano all'ospedale kosevo di Sarajevo a bordo di un mezzo militare delle Nazioni Unite (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Lo staff medico dell'ospedale kosevo di Sarajevo mentre aiuta un ferito (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Abbè Pierre, fondatore della Comunità d'Emmaus, visita un soldato kosovaro ferito (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Caschi blu francesi controllano la distribuzione dell'acqua prelevata dai cittadini (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Una donna pompa acqua nella stazione di rifornimento della città vecchia (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Il gruppo dei carabinieri in partenza per Sarajevo, mentre riceve le ultime indicazioni dagli ufficiali (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Un convoglio del contingente italiano a Sarajevo (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Soldati italiani della forza multinazionale Ifor controllano alcune mine (Ansa)
Assedio Sarajevo. Elio Sbordoni, il bersagliere della Brigata Garibaldi ferito a Sarajevo da un colpo di kalashnikov (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Un ragazzo con un bazooka attraversa la strada sotto lo sguardo sorpreso di un soldato francese del contingente ONU (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Bambino con bomba mortaio (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Un bambino gioca con un carro armato (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Una donna piange sulla tomba del figlio (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Una fossa comune a Sarajevo (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Una donna attende sul margine della fossa comune che vengano riesumati i corpi (Ansa)
Assedio di Sarajevo. L'inviato dell'Aja William D. Haglund ispezione un fossa comune nella zona di Srebrenica (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Il cimitero (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Il cimitero (Ansa)
Assedio di Sarajevo. Il cimitero (Ansa)
Fu l'assedio più lungo della storia moderna, tre volte più lungo di quello di Stalingrado e un anno più lungo di quello di Leningrado. Iniziò il 5 aprile 1992, quando l'Armata popolare e i serbo bosniaci strinsero in una morsa d'acciaio la città, simbolo dell'incontro tra culture, etnie e religioni diverse. Il progetto era quello di una "Grande Serbia", Le vittime furono oltre 12mila, di cui 5mila bambini. 50mila i feriti, tutti gli edifici furono danneggiati. Distrutti la Biblioteca Nazionale, il palazzo della Presidenza. Nella città ci fu anche una guerra dentro la guerra: bande criminali, guidate da gangster come Caco, Celo uno e Celo due e protette dal clan degli Izetbegovic, spadroneggiano nelle strade. Si macchiano di stupri, rapimenti, ruberie e uccisioni ai danni di tutte le etnie. Sono coinvolti nel traffico della droga e degli aiuti umanitari. L’acqua è razionata, la luce viene spesso interrotta dai serbi, la gente è allo stremo. Il rischio epidemie è altissimo, mancano i beni di prima necessità e i prezzi al mercato nero, in cui finiscono anche gli aiuti dell’Onu e di altre associazioni umanitarie, sono alle stelle. La comunità internazionale non interviene fino agli accordi di Dayton, firmati nel novembre 1995. L'assedio viene dichiarato finito solo nel febbraio dell'anno dopo.