Ricominciare con lo sport

Bologna, una scuola di pugilato per mettere ko l'emarginazione

Una palestra aperta, un luogo di sport ma anche di scambio e socialità, per coinvolgere ragazzini di famiglie povere, minori stranieri soli, disabili

Bologna, una scuola di pugilato per mettere ko l'emarginazione
Pixabay
Bologna, sul ring contro l'emarginazione

A Bologna nasce la Pugilistica Navile, una nuova scuola di boxe pensata per includere anche persone a rischio di emarginazione sociale, come ragazzini provenienti da famiglie in povertà, minori stranieri non accompagnati e persone con disabilità. Lo spazio, che aprirà il 10 gennaio in via Arcoveggio 74/7, nella periferia nord della città, sarà aperto tutto il giorno: di mattina sarà possibile la libera fruizione della palestra agli iscritti, sempre in presenza dei maestri. In più, si organizzeranno progetti sociali con le scuole, con le comunità minorili, con i ragazzini segnalati dai servizi e con i minori stranieri non accompagnati: si faranno attività laboratoriali, di gruppo e singole. Il pomeriggio, poi, ci saranno i corsi, sia per adulti che per bambini.   

Insieme a Giuni Ligabue, tecnico federale di boxe e responsabile del settore giovanile Emilia-Romagna, hanno ideato il progetto anche Chiara Gregoris, pugile di interesse nazionale, Matteo Zufranieri, preparatore atletico e tecnico di primo livello. Lavoreranno insieme a un direttivo composto da quattro professionisti appassionati del progetto, e a collaborare ci sarà anche Cristiano Merini, tecnico di primo livello. Un progetto nato insomma dalla passione di un team di sportivi ed esperti del settore educativo e sociale.   

Un'attenzione particolare sarà dedicata alla boxe per atleti con disabilità, anche grazie alla collaborazione con la onlus Sport Fund. Per coprire le spese di ristrutturazione della palestra, di costruzione dei bagni (anche per disabili) e degli spogliatoi, è stata lanciata una raccolta fondi sulla piattaforma Eppela, che ha già raccolto quasi 8mila euro. Le risorse raccolte permetteranno anche l'acquisto di materiale sportivo specifico per aiutare le famiglie che non hanno la disponibilità economica per sostenere questi costi, supportandole anche nel pagamento delle visite mediche necessarie allo svolgimento dell'attività sportiva dei loro figli. Infine, la Pugilistica Navile diventerà anche uno spazio di cultura, dove si ospiteranno dibattiti, proiezioni di film e documentari, presentazioni di libri, accedendo alla vastissima videoteca e biblioteca che questo sport è stato capace di generare nel corso degli anni. 

Investiremo moltissimo sul settore giovanile, dai cinque ai 13 anni, vogliamo insegnare da subito il rispetto dell'avversario, la tecnica, ma anche avvicinare i ragazzini e far capire a loro e ai genitori cos'è davvero il pugilato: una disciplina valida nel recupero sociale, uno sport raccontato dal cinema, dalla letteratura, dalla musica, per il suo valore di riscatto".

Giuni Ligabue, tecnico federale di boxe