Accadde oggi

Vasco Rossi: "Io, 40 anni fa al Festival di Sanremo..."

Era il 29 gennaio del 1982. La canzone era "Vado al massimo"

Il 29 gennaio di 40 anni fa si esibiva per la prima volta al Festival di Sanremo Vasco Rossi. La canzone era Vado al massimo e si classificò, male, ma riuscì a piazzarsi tra le finaliste del sabato sera. Vinse Riccardo Fogli con Storie di tutti i giorni, brano entrato nella storia della musica italiana, ma sul podio troviamo anche la hit mondiale Felicità, di Al bano e Romina Power, e Soli di Drupi.

Quell'anno - che anno! - a Sanremo c'erano Anna Oxa ("Io no"), Le Orme. Plastic Bertrand e la sua Ping pong, Zucchero con "Una notte che vola via" e c'era Stefano Sani che cantava "Lisa" che se n'era andata via. C'era Mia Martini. Con "E non finisce mica il cielo", scritta per lei da Ivano Fossati, vinse il Premio della Critica, istituito quell'anno e che dopo la sua morte le sarebbe stato intitolato.

Per la prima volta due ospiti si collegarono via satellite con il Festival. Ed erano i Kiss e Maurice Gibb dei Bee Gees.

Non mancarono le polemiche. Una, legata proprio a Vasco Rossi. Alla fine della sua esibizione, il Kom mise il microfono in tasca distrattamente o forse per consegnarlo al cantante che si sarebbe esibito dopo di lui. Il microfono però cadde sul palcoscenico con un forte tonfo che fu interpretato come un gesto di "sfida" al pubblico, un dispetto. E qualcuno fischiò. Nel 2005, quando tornò al Festival in veste di ospite speciale, disse che era tornato solo per restituire quel famoso microfono che si era messo in tasca nel 1982!

Sono passati 40 anni da quel giorno e da quel Sanremo e Vasco Rossi alla fine "al massimo" ci è andato davvero. Lo ricorda lui stesso, alla soglia dei 70 anni, con un post su Facebook in cui racconta perché dopo quattro album (Vado al massimo è il quinto) e dopo aver già scritto mostri sacri del suo repertorio come Jenny, Albachiara, Colpa di Alfredo, Siamo solo noi, decise di salire sul palco dell'Ariston.

"Ci andai perché Ravera in persona (il factotum del festival allora) mi offriva la platea nazionale della televisione garantendomi soprattutto la libertà di di fare quello che volevo. Geniale Ravera, aveva capito che la musica nell'aria stava cambiando e che io rappresentavo il nuovo. Per questo accettai l'invito e ci andai. Ci andai da solo perché nessuno dei miei fidati collaboratori di allora, leggi Guido Elmi in primis, volle accompagnarmi, non ci credevano. Io, invece, sapevo bene quello che facevo".

E ancora: "Andavo bene con i concerti, ma mi conoscevano per lo più a livello regionale, in Emilia, un po' in Lombardia e un po' in Piemonte. La platea nazionale mi serviva, certo. Ma quello che volevo io soprattutto, era sbalordirli, provocarli, scuotere in loro un'emozione, dissacrare quel palco con ironia e provocazione". La stessa canzone era dedicata "ai giornalisti", non sempre benevoli con lui.

E quest'estate invece di andare al mare

Vado nel Messico, io, altro che al mare

Voglio vedere se là, davvero si può volare

Senza rischiare di cadere

D'incontrare sempre, sempre

Sempre quel tale, quel tale

Che scrive sul giornale

Vasco Rossi, Vado al massimo

Su quella posizione un po' risicata dice: "Ormai è storia che nella classifica finale ero in fondo ma fuori da lì cominciò davvero la mia straordinaria avventura live. Nell'aprile usciva il mio quinto album - "Vado al massimo" - con pezzi molto provocatori come  "Sono ancora in coma" ""Cosa ti fai", e brani del peso di "Ogni volta" e "Canzone" e il calendario di date live si infittiva. L'anno dopo ci sono tornato a Sanremo, per riconoscenza nei confronti di Gianni Ravera che mi aveva dato carta bianca, e solo perché avevo la canzone giusta: Vita spericolata, una bomba, che avevo appena finito di scrivere".

Quest'anno Vasco Rossi "torna" simbolicamente al Festival di Sanremo: Rkomi lo omaggerà, con un medley delle sue canzoni eseguite con i Calibro 35, nella serata delle cover. Poi non resta che aspettare il 20 maggio quando parte il VASCO LIVE '022 tour e chissà, forse, dopo due anni di stop della musica sui grandi palchi, si potrà tornare ad andare "a gonfie vele".