La foto simbolo del ritorno dei Talebani

Afghanistan, è stato ritrovato il bimbo di Kabul affidato al marine

I genitori avevano consegnato il piccolo di due mesi ai soldati durante l'evacuazione dei civili dal Paese

Afghanistan, è stato ritrovato il bimbo di Kabul affidato al marine
(GettyImages)
Sohail, il bimbo di due mesi scomparso dopo la fuga da Kabul

Un bimbo sorretto dalle braccia del padre viene consegnato a un marine al di là del muro che separa una calca infinita dall'aeroporto di Kabul. Oltre il filo spinato. Uno scatto drammatico della scorsa estate diventato il simbolo del ritorno dei Talebani e delle caotiche operazioni di evacuazione dei civili dall'Afghanistan. Solo adesso quel bambino, Sohail Ahmadi, si è ricongiunto con la sua famiglia.

Dopo aver consegnato il piccolo ai soldati Usa, come tanti altri disperati, temendo che venisse schiacciato dalla folla, papà Mirza e mamma Suraya non erano più riusciti a trovarlo e avevano lasciato il Paese senza di lui. Prima il Qatar, poi la Germania, infine gli Stati Uniti dove vivono oggi con gli altri tre figli.

"Ho cercato ovunque per tre giorni, ma di lui non c'era traccia", raccontò il padre, che aveva lavorato come uomo della sicurezza all’ambasciata Usa in Afghanistan per dieci anni, in un drammatico appello per ritrovarlo.

Poi a novembre, spiega la Bbc, il piccolo è stato rintracciato a casa di un tassista di 29 anni, Hamid Safi. Questi ha raccontato di aver trovato Sohail da solo per terra all'aeroporto e di averlo portato a casa dalla moglie e dagli altri figli dopo aver cercato invano i suoi parenti. Lo ha chiamato Mohammad Abed e ha postato la sua foto insieme a quella dei suoi figli sulla sua pagina Facebook. Il nonno di Sohail lo ha riconosciuto e ha viaggiato dalla provincia nord-orientale del Badakhshan fino a Kabul per chiedere che il bambino fosse restituito. Dopo sette settimane di trattative e un accordo tra le famiglie supervisionato dai Talebani, il piccolo è stato consegnato al nonno in attesa di raggiungere mamma e papà.