L'analisi dell'esperto Vincenzo Musacchio

L'inarrestabile ascesa della mafia albanese: le regole e gli affari delle cosche di Tirana

Molto simile alla ‘ndrangheta, segue le regole ferree dell’omertà e del silenzio. Ha un codice d'onore che chiamano "Besa" che per molti albanesi è ancora il più alto codice etico del Paese. Besa in albanese significa "onore"

L'inarrestabile ascesa della mafia albanese: le regole e gli affari delle cosche di Tirana
foto fornita da Pierluigi Mele
Vincenzo Musacchio

La mafia albanese è sempre più presente nel nostro Paese. Qual è la sua struttura? Dove opera? Quali rapporti ha con le mafie italiane? Ne parliamo con Vincenzo Musacchio, esperto delle nuove mafie.

Vincenzo Musacchio, criminologo, giurista e associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA). Ricercatore dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. Nella sua carriera è stato allievo di Giuliano Vassalli, amico e collaboratore di Antonino Caponnetto, magistrato italiano conosciuto per aver guidato il Pool antimafia con Falcone e Borsellino nella seconda metà degli anni ’80. È oggi uno dei più accreditati studiosi delle nuove mafie transnazionali, un autorevole studioso a livello internazionale di strategie di lotta al crimine organizzato. Autore di numerosi saggi e di una monografia pubblicata in cinquantaquattro Stati scritta con Franco Roberti dal titolo “La lotta alle nuove mafie combattuta a livello transnazionale”. È considerato il maggior esperto di mafia albanese e i suoi lavori di approfondimento in materia sono stati utilizzati anche da commissioni legislative a livello europeo.

 

Professore, l'Ufficio dell'ONU contro la droga e il crimine lancia un allarme sull'espansione della mafia albanese in Europa. Quest’organizzazione criminale sta avendo un ruolo primario nel mercato europeo della droga. In particolare della cocaina. Quali sono i Paesi europei dove è forte la presenza dei clan albanesi? 

Nell’ultimo quinquennio le organizzazioni criminali albanesi hanno ampliato il perimetro dei punti di accesso della droga, che costituisce la loro principale entrata economica, con presenze costanti verificate in località quali Amburgo (Germania), Valencia e Algeciras (Spagna), insieme a una maggiore influenza e presenza nel Regno Unito. Hanno contatti nei porti di Anversa (Belgio) e Rotterdam (Paesi Bassi), verso i quali si fanno arrivare spedizioni provenienti dall’America Latina. Sono presenti in gran parte degli Stati membri creando spesso alleanze con le mafie autoctone.

Parliamo dell’organizzazione di questa mafia. Innanzitutto qual è il suo nome? 

“Mafja Shqiptare” è il suo nome nella lingua albanese.

Com’è strutturata? Qual è la loro particolarità?

La mafia albanese, molto simile alla ‘ndrangheta, segue le regole ferree dell’omertà e del silenzio. Ha un codice d'onore che chiamano "Besa" che per molti albanesi è ancora il più alto codice etico del Paese. Besa in albanese significa "onore". Per i mafiosi è considerato un contratto indissolubile che si scioglie solo con la morte. Oggi, i mafiosi albanesi usano il “Besa” come un "patto di sangue". Essi giurano fedeltà all’organizzazione a costo non solo della propria vita ma anche di quella dei propri familiari. Una volta decisi i vertici e l’ala militare, gli ordini sono impartiti ai cd. soldati. Le mafie albanesi esprimono una delle più elevate capacità criminogene a livello internazionale, poiché riescono a fondere caratteri “tradizionali” (rigida disciplina interna, chiusura a terzi, impermeabilità, affidabilità e alto potenziale intimidatorio) con elementi “moderni” (transnazionalità, imprinting economico e stretti contatti con la politica). 

C'è una cupola mafiosa? 

La loro struttura organizzativa come ho detto in precedenza è assimilabile alla ‘ndrangheta ed è composta sempre da un insieme di famiglie legate dal vincolo di sangue. Raramente ci sono pentiti. L’associazione mafiosa è quasi impenetrabile.

Dove è situata la loro base strategica in Albania? 

Non c’è una base strategica. A Tirana operano almeno tre organizzazioni criminali strutturate molto potenti che hanno iniziato la loro attività criminale già sotto il regime comunista e sono riusciti a resistere e con la caduta del comunismo si sono notevolmente rafforzate per i loro legami di corruzione con la politica e l’imprenditoria locale. A Scutari si ritiene che ci siano almeno quattro grandi “cosche” mafiose che sono coinvolte anche loro in varie attività criminali. Queste quattro famiglie sono principalmente coinvolte nel traffico di stupefacenti, armi, organi ed esseri umani. A Durazzo molti gruppi criminali provenienti da tutto il paese hanno investimenti nel settore turistico alberghiero e la città negli ultimi tempi funge in una certa misura come punto d'incontro o persino come rifugio per molti latitanti. A Valona si sono radicate molte famiglie mafiose (Çaushi, Kakami, Gaxhai). A Fier le organizzazioni criminali si occupano principalmente di estorsioni e di traffico di armi e sono tra i gruppi criminali più sofisticati nella storia della transizione politica in Albania. A Berat il crimine organizzato ha investito per lungo tempo nel campo turistico e continua tuttora a essere presente. A Elbasan vi sono gruppi criminali in forte conflitto tra di loro, non è un caso, infatti, che nell’ultimo anno gli omicidi sono in forte aumento dimostrando in tal modo che la città di Elbasan è un punto caldo in cui l'attività delle mafie è ancora presente nonostante lo smantellamento delle due famigerate cosche di "Mandela" e "Tan Kateshi". Un aspetto molto pericoloso che si è evidenziato in questo centro è la tendenza delle organizzazioni criminali a infiltrarsi anche nelle zone rurali circostanti.

Che ruolo gioca la mafia nella corruzione dell'Albania?

L’Albania è un caso unico in Europa, poiché molti trafficanti non sono fuorilegge ai margini della società, ma hanno legami con la classe politica e spesso sono collusi con le forze dell’ordine e con la magistratura che in teoria dovrebbero contrastarli. Non è un caso che Transparency International indichi l’Albania come il Paese più corrotto di tutta l’area balcanica. Il Parlamento e il Governo sarebbero inquinati dalle mafie e i proventi derivanti dal narcotraffico costituiscono una parte essenziale del sistema economico e politico: il modo migliore per assicurarsi i voti delle persone è pagarle in contanti, e la fonte migliore di produzione del denaro proviene proprio dal mercato degli stupefacenti. 

Parliamo delle alleanze criminali di questa mafia. Sappiamo che ha un rapporto solido con i narcos dell'Ecuador. Perché l'Ecuador? 

Sono molte le ragioni per cui la mafia albanese ha scelto l’Ecuador come centro dei suoi affari. In primis perché è una zona franca raramente sotto la luce dei riflettori internazionali. Poi confina con la Colombia. Nel Paese c’è corruzione diffusa e quindi gli albanesi spesso comprano poliziotti e giudici. Va detto tuttavia che i clan albanesi hanno legami in tutta l’area latino americana anche grazie all’intermediazione della ‘ndrangheta.

Che rapporti hanno con l'Afghanistan? 

Secondo l’UNODC, gli albanesi sono coinvolti non solo nel commercio ma anche nei trasporti e nella logistica. Mentre l’eroina si sta spostando dall’Afghanistan all’Europa attraverso i Balcani, gli albanesi sono già all’opera per creare un ponte con i talebani. I clan albanesi inoltre controllano i loro porti, quelli della Croazia, Montenegro e Slovenia sull’Adriatico e li utilizzano per il traffico di stupefacenti dall’Afghanistan verso l’Europa occidentale.

Approfondiamo il ruolo che sta assumendo nel nostro Paese. Com’è riuscita a conquistare ruolo importante nei confronti delle altre organizzazioni criminali? 

Da qualche tempo le mafie albanesi non hanno più un ruolo complementare ma paritario con gli altri clan operanti in Italia. Questo è accaduto perché i leader mafiosi albanesi sono molto astuti e intelligenti e hanno appreso presto le strategie e i metodi per attuare il traffico di droga dai vari gruppi criminali organizzati con cui hanno collaborato. Hanno così sviluppato una capacità operativa e un potenziale d’investimento economico per diventare indipendenti. La loro reputazione di affidabilità e tempestività nel traffico e nel commercio di stupefacenti di alta qualità a un prezzo molto competitivo ha inevitabilmente accelerato il loro status di narcotrafficanti di primo livello.

Nei confronti della 'ndrangheta come si rapporta? 

Si è sempre detto che fossero sottoposte alla ‘ndrangheta, ma, con il passare del tempo, le mafie albanesi, proprio grazie al traffico di droga, oggi, lavorano alla pari con i calabresi. Le organizzazioni mafiose hanno compreso che farsi la guerra non conviene e quindi collaborano tra loro utilitaristicamente al solo scopo di trarre vantaggi economici reciproci. 

Nel nostro Paese dove opera maggiormente? 

Ormai si sono insediate in ogni parte del territorio italiano, dalla Lombardia al piccolo Molise. Grazie al traffico di stupefacenti, di esseri e organi umani e di armi, si stanno espandendo sempre di più ovunque. La Puglia è un nuovo mercato fiorente grazie all’alleanza con la cd. quarta mafia.

Dove sono reinvestiti i proventi dell’attività criminale? 

Nel Regno Unito e in Italia in Borsa. Molti dei proventi della droga sono reinvestiti in progetti edilizi e turistici in Albania e utilizzati per influenzare la politica e finanziare la corruzione. Attualmente le mafie albanesi progettano di invadere anche i paesi nordici, dove il prezzo delle droghe, cocaina in primis, rimane alto e l’accesso è più limitato rispetto all’Europa occidentale. L’Australia è un esempio di geografia che non costituisce ostacolo al traffico e al commercio di stupefacenti, poiché i porti dell’America Latina della costa occidentale sono stati utilizzati per le spedizioni dirette in questo Paese. Ultimamente riciclano il loro denaro sporco anche negli Emirati Arabi.

Nel nostro Paese siamo consapevoli di questo pericolo rappresentato dal salto di "qualità" di questa mafia? 

Non credo si abbia piena consapevolezza. A tal proposito credo che il primo passo da fare sia la cooperazione internazionale con i paesi d’origine. Occorrono strumenti di contrasto efficaci, come, ad esempio, le intercettazioni e le confische dei beni, di cui per ora sono quasi sprovvisti. Sarà difficile lottare con efficacia la potente mafia albanese poiché i capi delle organizzazioni, che sono numerosi, continueranno a spadroneggiare e a imporre la loro legge non più con la violenza ma con la forza del denaro e della corruzione. Se si avrà consapevolezza di questo fenomeno criminale in continua ascesa, i risultati, sono sicuro, non tarderanno ad arrivare.