Nel cedimento di una ringhiera persero la vita sei persone

Ancona, strage nella discoteca di Corinaldo: al via il processo d' appello

Sul banco degli imputati i sei giovani componenti della cosiddetta "banda dello spray", già condannati in primo grado. Spruzzarono spray urticante nel locale , scatenando il panico ​​​​​​

Ancona, strage nella discoteca di Corinaldo: al via il processo d' appello
LaPresse
Carabinieri davanti la , discoteca 'Lanterna Azzurra' a Corinaldo

Alla Corte d'Assise d'Appello di Ancona si è aperto oggi il processo di secondo grado per la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo: sul banco degli imputati sei giovani del Modenese, già condannati in primo grado, ritenuti componenti della cosiddetta "banda dello spray". All’'udienza, cominciata alle 10 nell'aula 1 del Tribunale del capoluogo marchigiano, sono presenti 5 imputati su 6: Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada. Assente Badr Amouiyah perché positivo al Covid.

La ricostruzione dei fatti

Era la notte dell'8 dicembre 2018 quando, prima di un dj set del rapper Sfera Ebbasta alla Lanterna Azzurra, la banda di rapinatori spruzzò una sostanza urticante nel locale stracolmo di persone, procurando un fuggi fuggi e un accalcamento in cui morirono, schiacciate per il cedimento di una ringhiera, sei persone: cinque adolescenti e una mamma di 39anni.

Il nuovo processo e le condanne precedenti

Il processo di secondo grado è stato chiesto sia dai legali dell' accusa che della difesa. La Procura della repubblica di Ancona sollecita il riconoscimento dell'accusa di associazione a delinquere, 'caduta' in primo grado; le difese sostengono l'estraneità ai fatti dei loro assistiti. Il 30 luglio 2020 i sei imputati sono stati condannati, con rito abbreviato, a pene comprese tra i 10 e i 12 anni e quattro mesi di carcere. Si tratta di giovani di circa 20 anni, che secondo l'accusa sarebbero entrati in azione alla Lanterna Azzurra come già avevano fatto in altri locali in varie zone d'Italia: creare confusione e approfittarne per strappare collanine o altri oggetti preziosi.

Finora i sei imputati sono stati ritenuti responsabili dei reati di omicidio preterintenzionale, rapine, furti con strappo e lesioni personali. L’accusa vorrebbe ora aggiungere il reato di associazione a delinquere. La pena più alta era stata irrogata a Ugo Di Puorto e Raffaele Mormone (12 anni e 4 mesi). Per quanto riguarda gli altri imputati, Andrea Cavallari era stato condannato a 11 anni e 6 mesi , Moez Akari a 11 anni e 2 mesi, Souhaib Haddada a 10anni e 11 mesi e Badr Amouiyah a 10 anni e 5 mesi. Secondo la Procura quella notte a Corinaldo c'erano anche altri due giovani che facevano parte della banda: uno è morto pochi mesi dopo in un incidente stradale. Per l'altro, un bolognese, è stato chiesto pochi giorni fa il rinvio a giudizio.

Il processo bis che coinvolge titolari e gestori della discoteca

Parallelamente al processo che vede coinvolta la banda dello spray, procede il processo bis legato a quella notte con 8 imputati tra gestori del locale, proprietari e addetti alla sicurezza che hanno scelto di procedere con il rito abbreviato. La procura contesta l’omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Ieri l’udienza e le requisitorie. A rischiare di più il dj del locale che organizzò la serata, fino a sei anni e un mese di reclusione. Secondo i dati raccolti dagli inquirenti, quella sera all'interno della sala c'erano 1.032 persone, oltre il doppio della capienza consentita (che ne prevedeva un massimo di 459).