"Confido presto che alle Camere vada la riforma del Csm"

Cartabia: "La collaborazione tra le istituzioni è condizione necessaria per risanare la società"

Le riforme contribuiranno "anche ad onorare i servitori dello stato uccisi dalle mafie", sottolinea il Ministro della Giustizia a Reggio Calabria per l'inaugurazione dell'Anno giudiziario

Cartabia: "La collaborazione tra le istituzioni è condizione necessaria per risanare la società"
(Screenshot)
Il ministro Marta Cartabia durante l'inaugurazione del nuovo anno giudiziario

"Quella che stiamo vivendo è una fase difficile, piena di sfide, ma è anche una fase di rinnovati slanci e molteplici opportunità, in un momento in cui l'intero Paese è in fermento e progetta la sua ripresa, intorno al Piano nazionale di ripresa e resilienza". Lo ha detto Marta Cartabia, ministra della Giustizia, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Reggio Calabria.

"Proprio in questo contesto di emergenza - ha continuato -, sono state avviate alcune riforme strutturali a lungo termine, 'riforme di sistema', per far fronte ai cronici problemi richiamati tante volte, da tanti anni, nelle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario: la durata dei processi e il fardello dell'arretrato, prima di tutto. Mali divenuti nel tempo, insieme ai gravi fatti emersi negli ultimi anni che hanno riguardato la magistratura, causa di una progressiva e dannosa erosione di fiducia da parte dei cittadini, degli operatori economici e degli osservatori internazionali".

"Abbiamo davanti a noi - ha aggiunto - una grande occasione di rinnovamento, favorita proprio dalla crisi aperta dalla pandemia e dagli aiuti europei del Piano di ripresa e resilienza". Per Cartabia "il ruolo del ministero in questo contesto è essenzialmente quello di assicurare più risorse e più strumenti a tutti gli uffici giudiziari perché possano svolgere al meglio la loro altissima funzione". Poi aggiunge: "Confido che al più presto possano arrivare alle Camere anche gli emendamenti per la riforma dell'ordinamento giudiziario e del Csm". 

"Riforme anche per onorare le vittime di mafia"

"Il miglioramento dei servizi relativi alla giustizia contribuirà a favorire l'inizio di una nuova stagione di fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Questo sarà anche il modo più autentico per onorare la memoria di tutti i servitori dello Stato, uccisi dalle mafie - spiega poi Cartabia - Come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ricorderemo nel trentesimo anniversario dalle stragi. Come il giudice Antonino Scopelliti a cui so che potrebbe essere dedicare il Palazzo di Giustizia che verrà completato grazie a un protocollo che in questa mattinata firmerò con il Comune".

"È significativo rimarcare che le valutazioni che riguardavano questo grande giudice di questa terra, 'zelo, intuito, grande intelligenza, altrettanta equità e ancor più il senso di umanità'. In queste virtù - ha sottolineato la ministra - si esprime il volto migliore della magistratura in cui tutta la Repubblica vuole rispecchiarsi".

E a proposito della Calabria, Cartabia tiene a sottolineare: "Penso che sia giusto che lo Stato il ministero il governo sia presente proprio laddove la giustizia attraversa le sfide più impegnative. E' la prima volta qui a Reggio Calabria (ma per due volte il ministro ha scelto proprio la Calabria per la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario nelle Corti d'Appello). Per esprimere e rinnovare una particolare vicinanza a questa terra che è splendida ma sappiamo essere attanagliata da un giogo che la grava, ma anche da un percorso virtuoso di riscatto nei confronti della 'ndrangheta e del suo insidioso contagio criminale. La battaglia continua ma non è ancora stata conclusa".

"A Reggio Calabria i vuoti di organico, soprattutto di personale amministrativo e di dirigenti,rendono più difficoltoso il lavoro di tutti" prosegue e rassicura: "I rinforzi arriveranno. I concorsi per l'accesso in magistratura sono ripartiti". 

"Serve una virtuosa sinergia tra istituzioni"

"Nel corso delle visite, ormai numerose, che sto effettuando presso le varie Corti d' appello sparse sul territorio italiano, ho avuto modo di constatare che la giustizia dà il meglio di sè laddove si è creata una stretta e virtuosa sinergia tra tutte le istituzioni locali: uffici giudiziari, Comune, Regione, questura, prefettura, carcere, ma anche università, scuola, ordini professionali" sottolinea la ministra della giustizia.

"La leale collaborazione tra le istituzioni - ha sottolineato Cartabia - non è solo un principio costituzionale, che è sempre bene tenere in considerazione, ma è una condizione per il risanamento di tutto il tessuto sociale e per il suo rinnovamento, oggi reso davvero possibile grazie alla stagione eccezionale che tutto il Paese sta attraversando. Questa - ha fatto rilevare - diviene possibile solo attraverso l'impegno e la responsabilità personale di ciascuno".

"Il rinnovamento guarda ai giovani, meritano un Paese migliore"

 "Il rinnovamento del Paese guarda alle generazioni future. Ai nostri figli, ai giovani vogliamo consegnare un Paese migliore, pieno di prospettive e di possibilità di realizzazione" dice ancora la ministra della Giustizia. Un ampio passaggio del suo intervento è stato dedicato proprio ai giovani. "Ieri sera - ha detto la Guardasigilli - ho avuto il privilegio di cenare con alcuni giovani qui a Reggio, radunati, in un immobile confiscato alla criminalità organizzata, intorno ad una associazione che si propone di accompagnarli nel faticoso - e spesso insidioso - percorso della ricerca della propria strada nel mondo. Ho visto giovani che stanno realizzando i loro sogni professionali, che hanno trovato il loro percorso di studi o la loro occupazione lavorativa, magari dopo anni di sbandamento e di smarrimento. Volti sorridenti. Ragazzi che sanno farsi compagnia e sanno trasmettersi il gusto di restituire agli altri il tanto che hanno ricevuto. Giovani coppie con i loro figli che si affacciano ora nel mondo: tocca a noi preparare le condizioni per un futuro che possano essere una vera possibilità per loro. Uno di loro raccontava di essere stato letteralmente salvato - miracolato, diceva - dall'incontro con questa realtà e strappato dalla sua rabbia, che lo stava indirizzando verso la via della malavita".

"In mezzo a questi giovani, si respira il 'fresco profumo della libertà' - per prendere in prestito le parole di Paolo Borsellino. Questi ragazzi sono il primo baluardo contro l'illegalità e la malavita, perché hanno scoperto un'alternativa ben più affascinante e convincente dei modelli oppressivi imposti dalla 'ndrangheta. Questa è la più grande opera di prevenzione.

Intercettare le inquietudini dei giovani e accompagnarli nella ricerca del loro posto nel mondo significa strapparli dalla rete della criminalità organizzata, indebolendone la presa sul territorio. E loro - i giovani - sono i veri destinatari del piano di ripresa del Paese in atto, che è appunto il Next Generation Ue. Insieme alle indispensabili indagini, ai presidi di sicurezza, insieme alle necessarie risposte di giustizia dei processi, insieme all'accertamento delle responsabilità per i crimini e ai ristori per le vittime, non si interrompa mai - per un radicale ed effettivo contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata - quel lento, delicato ma fondamentale lavoro di semina di una cultura diversa che passa attraverso la formazione dei giovani, vero argine alla malattia della corruzione, del sotterfugio e del sopruso".