Regno Unito

Covid, ancora polemiche su Boris Johnson. Spunta un altro party a Downing Street durante il lockdown

Secondo il Mirror il premier britannico avrebbe preso parte a un evento prima del Natale 2020

Covid, ancora polemiche su Boris Johnson. Spunta un altro party a Downing Street durante il lockdown
Ansa
Boris Johnson

Il premier britannico Boris Johnson avrebbe partecipato a un altro party, in pieno lockdown nel dicembre del 2020, per salutare il suo consigliere alla difesa Steve Higham che lasciava Downing Street. Lo scrive il Mirror affermando che alla festa d'addio organizzata per Higham il premier britannico avrebbe partecipato ''per alcuni minuti'' per ringraziare il suo consigliere. Il ministero della Difesa ha rifiutato di commentare, mentre Downing Street non si è ancora espressa in merito, come spiega Sky News.

Il "Party-gate" Nelle ultime settimane il premier britannico era stato già travolto dalle critiche dopo la scoperta di un evento organizzato nel giardino di Downing Street nel maggio del 2020, quando il Regno Unito era ancora in pieno lockdown. Al party avrebbero partecipato circa cento invitati tra cui Boris Johnson e la moglie Carrie.

A fare maggiormente scalpore inoltre è la data del 16 aprile, la sera precedente al funerale del principe Filippo, quando la regina Elisabetta ha vissuto in solitudine il suo dolore per rispettare le norme di restrizione anti Covid-19. Le misure adottate dal premier Johnson non permettevano la partecipazione alla funzione religiosa nella cappella privata del Castello di Windsor. Alcuni testimoni oculari hanno rivelato al quotidiano inglese Daily Telegraph che una trentina di persone avrebbero preso parte a quelli che sembravano essere eventi sociali in diverse parti di Downing Street, prima di ritrovarsi in giardino.

Le scuse di Boris Johnson Dopo lo scandalo e l'ondata di sdegno dei cittadini, il premier britannico aveva spiegato di essere stato presente per breve tempo alla festa dello scorso maggio, credendo che si trattasse di un momento di lavoro. Inoltre, intervenendo al Question Time alla Camera dei Comuni aveva chiesto scusa, pur comprendendo "la rabbia che nutrono verso di me e verso il governo che guido, se pensano che nella stessa Downing Street le regole non vengano seguite con osservanza dalle stesse persone che le fanno".