Il Tar accoglie il ricorso contro la "vigilante attesa"

I medici possono scegliere la terapia domiciliare che vogliono per curare i pazienti malati di Covid

La sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio precisa che la circolare del Ministero della Salute impedisce ai medici “l'utilizzo di terapie ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia”

I medici possono scegliere la terapia domiciliare che vogliono per curare i pazienti malati di Covid
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Il Tar del Lazio si è pronunciato in senso positivo sul ricorso presentato dal Comitato Cura Domiciliare Covid-19, annullando la circolare del Ministero della Salute in cui si sostiene il principio della “vigilante attesa” e la somministrazione di farmaci a base di Paracetamolo a pazienti risultati positivi al virus e in isolamento domiciliare. L’avvertenza, contenuta nella circolare aggiornata al 26 aprile 2021, si riferisce ai primi giorni dal risultato di positività al virus e dà indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati da medici di medicina generale per i pazienti affetti da Covid.

Il Tribunale amministrativo del Lazio, nella sentenza di questa mattina, precisa che il contenuto della nota del dicastero guidato da Roberto Speranza, oggetto del ricorso, “si pone in contrasto con l'attività professionale così come demandata al medico, nei termini indicati dalla scienza e dalla deontologia professionale”. I giudici amministrativi, infatti, scrivono che “è onere imprescindibile di ogni sanitario di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l'esito della terapia prescritta” e aggiungono che la circolare del Ministero, di fatto, impedisce ai medici “l'utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia”.


Aggiornamento del 19 gennaio: Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar