In seguito all’ennesima svalutazione della lira locale

In Libano è "il giorno della rabbia": scioperi e proteste contro l'aumento dei prezzi

Per tutta la giornata di oggi, le scuole, le università e le banche rimarranno chiuse, mentre gli autisti di mezzi pubblici bloccheranno le principali strade in tutto il Paese, interrompendo la circolazione

In Libano è "il giorno della rabbia": scioperi e proteste contro l'aumento dei prezzi
MAHMOUD ZAYYAT/AFP via Getty Images
Libano, manifestazioni di protesta per la crisi economica

In Libano, oggi, è “il giorno della rabbia”. Si protesta per il nuovo aumento dei prezzi di prima necessità, come benzina e pane a seguito dell’ennesima svalutazione della lira locale.

Lo sciopero odierno era stato indetto inizialmente dal sindacato degli autisti di mezzi pubblici e a cui hanno poi aderito molte altre figure professionali.  

Per tutta la giornata di oggi, le scuole, le università e le banche rimarranno chiuse, mentre gli autisti di mezzi pubblici bloccheranno le principali strade in tutto il Libano, interrompendo la circolazione.  

Già nella serata di ieri a Beirut è salita la tensione tra manifestanti e polizia, sfociata in scontri prolungati di fronte alla sede della contestata Banca centrale.

Un dollaro statunitense è ora scambiato con 33 mila lire, mentre solo due anni fa un dollaro valeva 1.500 lire al cambio fisso.

Libano, proteste per la crisi economica MAHMOUD ZAYYAT/AFP via Getty Images
Libano, proteste per la crisi economica

Il Libano vive dall’autunno del 2019 la sua peggiore crisi finanziaria degli ultimi decenni. Da quel momento sono state registrate, infatti, secondo i dati resi noti dal centro di ricerca Information International basato a Beirut, circa 160mila partenze di libanesi della classe media.

Soltanto alcune settimane fa l’organizzazione internazionale Save the Children aveva diffuso una nota in cui riferiva che, proprio a causa della devastante crisi economica, in Libano le famiglie sono costrette a scegliere se mandare a scuola i figli, dare loro da mangiare o riscaldare la casa.

Nel marzo del 2020 l’allora primo ministro Hassan Diab ha annunciato default.

Al momento il governo libanese vive una profonda spaccatura politica cominciata ad ottobre scorso e scaturita dall’inchiesta sull’esplosione del porto di Beirut che il 4 agosto del 2020 ha ucciso 220 persone e ne ha ferite 6500.

Questa inchiesta paralizza l’attività dell’organo legislativo del Libano: l’attività di indagine è stata affidata al giudice Tareq Bitar ed è stata finora ostacolata dall’intera classe politica al potere.

Il giudice, infatti, non è riuscito a interrogare nessuna delle alte personalità politiche, istituzionali e di sicurezza indicate come sospette e Finora la classe politica e istituzionale libanese ha fatto quadrato a protezione invocando l'immunità istituzionale.

Nonostante lo stallo governativo sono in corso negoziati tra le autorità libanesi e il Fondo monetario internazionale per studiare misure in grado di salvare l’economia del Libano.