Tre le inchieste sull'agguato, tanti i punti oscuri

Congo, arrestati i presunti assassini di Attanasio

Fermati due dei tre presunti assassini, il capo del gruppo è in fuga

Congo, arrestati i presunti assassini di Attanasio
Credit Laura Aprati/Matteo Giusti
Arresto in Congo per omicidio Attanasio

La polizia congolese avrebbe arrestato i presunti assassini dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio, ucciso in un'imboscata il 22 febbraio 2021 insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all'autista Mustapha Milambo. 

Il comandante della polizia nazionale della provincia di Goma, in Congo, ha annunciato di avere arrestato una banda, chiamata Aspirant, composta da sei persone. 

Secondo l'agenzia Agi che cita il giornalista di France24 Justin Kabumba, "solo due di loro sono i presunti assassini dell'ambasciatore Luca Attanasio, e uno di loro ha confessato". Un terzo componente del commando che uccise il diplomatico italiano resta ricercato, sarebbe il capo della banda. "Inizialmente, non era loro intenzione uccidere Attanasio - ha detto il giornalista, riferendo le parole della polizia durante la conferenza stampa - avevano programmato di rapirlo per chiedere un riscatto di un milione di dollari. Le cose sono andate male, il piano è fallito e i rapitori hanno subito ucciso l'ambasciatore".

Sono tre le indagini aperte sull'agguato: c'è quella del Dipartimento per la sicurezza delle Nazioni Unite, quella delle autorità italiane e quella del Paese africano. In questi 11 mesi erano già circolate notizie di arresti legati all'agguato che poi però non hanno trovato riscontro e restano molte ombre sulla dinamica dei fatti e sulle responsabilità. L'ipotesi privilegiata dagli inquirenti è quella del conflitto a fuoco seguito a un tentativo di rapimento.

L'agguato avvenne a nord di Goma nel parco del Virunga, patrimonio mondiale dell'Unesco dal 1979, nella provincia del Nord-Kivu: una regione storicamente instabile al confine con il Ruanda, già teatro della cosiddetta grande guerra africana tra il 1998 e il 2003.

Attanasio e Iacovacci morirono durante una sparatoria tra i sei assalitori e i ranger del parco, intervenuti dopo aver sentito i colpi esplosi per bloccare il convoglio. Nel momento in cui la pattuglia intimò agli assalitori di abbassare le armi, questi ultimi avrebbero aperto il fuoco contro il militare dell'Arma dei carabinieri, uccidendolo, e contro l'ambasciatore italiano, ferendolo gravemente.

Chi aveva organizzato il convoglio internazionale avrebbe dovuto sapere che era un'area ad altissimo rischio in cui si aggirano miliziani fuori controllo e jihadisti. Ci si è interrogati sulla mancanza di una protezione armata, sulla dinamica della sparatoria, sulla fuga degli assalitori, ma sull'accertamento della verità pesano le reticenze delle autorità locali.

I pubblici ministeri italiani hanno contestato i reati di omesse cautele in relazione al delitto, in base agli articoli 40 e 589 del codice penale, e hanno indagato Mansour Rwagaza, funzionario congolese del Wfp responsabile della sicurezza del convoglio con cui viaggiavano Attanasio e Iacovacci.

Arresto in Congo per omicidio Attanasio Credit Laura Aprati/Matteo Giusti
Arresto in Congo per omicidio Attanasio