Il racket torna a far paura nel foggiano e nord barese

Quattro attentati in Puglia nei primi 5 giorni del 2022: la criminalità alza la testa

Una bomba carta è esplosa davanti alla sede di Farmalabor a Canosa di Puglia a capodanno, due ordigni hanno devastato due attività di San Severo due giorni fa e questa notte una bomba ha fatto saltare l'ingresso di un negozio di fiori a Foggia

Quattro attentati in Puglia nei primi 5 giorni del 2022: la criminalità alza la testa
TgR Puglia
Attentato a Foggia, ordigno davanti ad un negozio di fiori

In Puglia tornano le bombe a far tremare i vetri delle finestre e a far saltare gli ingressi delle attività commerciali. Il racket ha già firmato dall’inizio dell’anno quattro attentati dinamitardi nel foggiano e nel nord barese.

L’ultimo ieri notte, proprio a Foggia. Un ordigno ha devastato la saracinesca del negozio di composizioni floreali “La magia dei fiori”, in via Guido D’Orso. Lì, al civico 39, dove i clienti si recavano quando dovevano festeggiare un’occasione o celebrare una ricorrenza, rimangono solo calcinacci per strada, un ingresso fatiscente e un’insegna distrutta.

Anche i vetri del portone accanto sono stati danneggiati dallo spostamento d’aria, così come la tapparella di una casa al primo piano proprio sopra il negozio. Ogni cosa è stata scossa dal boato, figuriamoci le persone.

“Sembrava una bomba come quelle dei bombardamenti durante la guerra che io ho vissuto”, ha detto all’Ansa un uomo che vive a poca distanza dal negozio. 

Non era certo un petardo per festeggiare il nuovo anno neppure quello piazzato nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, a Canosa di Puglia, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, davanti ad uno degli ingressi del centro ricerche della Farmalabor, l’azienda farmaceutica di Sergio Fontana, il presidente della Confindustria Puglia.

Proprio nei giorni precedenti Fontana aveva invitato gli imprenditori della provincia a ribellarsi alle estorsioni e alle minacce della criminalità. 

L'ingresso di Farmalbor dopo l'esplosione dell'ordigno TgR Puglia
L'ingresso di Farmalbor dopo l'esplosione dell'ordigno

Due notti fa altre due bombe sono state fatte esplodere nell’arco di un’ora tra le 4 e le 5 del mattino a San Severo, a trenta km da Foggia.

Diverse tra di loro le attività colpite: la profumeria Afrodite in viale due Giugno e la rivendita di auto Romano Opel di via Giustino Fortunato. Distrutti gli interni della profumeria, le vetrate, ma anche quattro auto in sosta e il portone di un condominio vicino.

La bomba alla concessionaria ha danneggiato l’attività, ma anche qui ha provocato danni a due auto in sosta e ha distrutto i vetri delle case al piano superiore.

L'ingresso della concessionaria a San Severo distrutto dall'esplosione TgR Puglia
L'ingresso della concessionaria a San Severo distrutto dall'esplosione

“Chi ci conosce sa quanti anni abbiamo dedicato al nostro amato lavoro. Per quanti anni abbiamo deciso di impegnarci per il nostro amato lavoro”, hanno scritto su Facebook Fabio e Claudia, i titolari della profumeria. “Ci hanno insegnato che un impegno va portato a termine e insegneremo ai nostri figli questo”, aggiungono.

Bombe che fanno male alle cose, agli imprenditori interessati, e a un territorio che conosce bene il significato di quelle esplosioni. Bombe che tornano a far ricordare a tutti che la criminalità esiste e ha ancora un peso: è quello delle estorsioni, uno dei principali business, insieme a quello della droga, delle organizzazioni presenti nel nord della Puglia.

Lo ha messo in evidenza l’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia): sono numerosi anche i contatti, gli scambi e i favori tra la malavita foggiana e quella del nord barese.

L'ingresso della profumeria a San Severo dopo l'esplosione dell'ordigno TgR Puglia
L'ingresso della profumeria a San Severo dopo l'esplosione dell'ordigno

Bombe che esplodono corrispondono a soldi non ceduti che sono stati richiesti dalla criminalità: per le famiglie mafiose, infatti, le estorsioni sono le principali entrate per far cassa, moneta necessaria per sostenere boss e parenti in carcere ma anche per investire in altri interessi, sempre illegali, come l’acquisto di droga.

In una recente operazione antimafia a Foggia, del novembre del 2020, in cui furono arrestate 39 persone il Gip mise nero su bianco che “uno dei settori di maggiore interesse è rappresentato dalle estorsioni, realizzate a tappeto nei confronti di tutti gli operatori economici della città”. E nessuna attività era esclusa dal racket: dalle agenzie funebri ai gestori di slot machine, dagli esercizi commerciali, alle corse dei cavalli.

E allora non è un caso se la provincia di Foggia è al primo posto in Italia per le estorsioni secondo la classifica dell’Indice della criminalità pubblicata, lo scorso ottobre, da Il Sole 24 ore.

Tante sono le operazioni che si sono susseguite negli ultimi anni, diversi gli arresti. Nell’agosto 2021 il comune di Foggia è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.

Il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, riferendosi a Foggia parlò “di territorio culturalmente compromesso”. Nonostante la presenza dello Stato, però, è ancora forte il clima di omertà.

Basti pensare che al processo che si sta celebrando nell’aula bunker di Bitonto ad alcune delle persone coinvolte nel blitz antimafia del 2020 solo due vittime, su 26, hanno deciso di costituirsi parte civile.

“Il cittadino foggiano vittima di queste intimidazioni deve avere forza e coraggio di reagire”, ha detto Alessandro Zito, il presidente della nascente associazione antiracket di Foggia, che sarà presentata il 17 gennaio in prefettura. Lui era stato costretto a chiudere la sua ditta a causa delle estorsioni.

Messaggi di solidarietà sono arrivati da tanti rappresentanti politici. “Quegli imprenditori coraggiosi che hanno deciso di alzare la testa non resteranno soli”, ha dichiarato la sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina, originaria della Puglia.

Sul tema è intervenuto anche il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia che riferisce come il territorio di Foggia possa “contare al momento su alcuni tra gli uomini più validi dell’amministrazione dello Stato”.