La corsa al Colle

In corso vertice di maggioranza. Fonti Palazzo Chigi, Draghi: Mattarella resti per il bene del Paese

Si è concluso intanto il settimo scrutinio. Ha ora inizio lo spoglio

I leader delle forze politiche hanno chiuso l'accordo su Sergio Mattarella. Si apprende da fonti qualificate della maggioranza. Si è concluso intanto il settimo scrutinio per l'elezione del presidente della Repubblica. Ha ora inizio lo spoglio, dopo il 'riversamento' nelle urne delle schede votate nel seggio speciale allestito all'esterno di Montecitorio riservato ai grandi elettori positivi o in quarantena. 

Un lungo colloquio tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio Mario Draghi, si è tenuto questa mattina a margine della cerimonia di giuramento del nuovo giudice della Corte costituzionale Filippo Patroni Griffi. Il premier dunque secondo i media sta svolgendo un importante ruolo di mediazione. L'ipotesi di Mattarella sarebbe auspicabile per "il bene e la stabilità del paese" avrebbe detto.

Dunque si va verso il Mattarella bis, per mancanza di un accordo tra le forze politiche su altre ipotesi. "Assecondare la spinta del Paese è la strada migliore", dice un big dem. Anche il Movimento 5 stelle spinge su questa soluzione, Conte ieri - raccontano fonti parlamentari pentastellate - ha tenuto il punto sul no a Draghi. Fonti di maggioranza di primo piano spiegano che il tentativo di sondare la Lega sull'ipotesi Casini non sarebbe andato a buon fine. 

Stamane, prima dell'incontro tra le varie forze politiche, si sono tenute le riunioni delle assemblee dei grandi elettori dei partiti. "Siamo di fronte a passaggi delicati dai quali dipende non solo il futuro nostro, del nostro partito, ma anche del paese, abbiamo addosso gli occhi degli italiani ed è molto importante comportarci con responsabilità" ha ribadito il segretario Pd, Enrico Letta, nel corso della riunione alla Camera. Poi ha aggiunto: "Dobbiamo tentare tutto il possibile per la quadratura del cerchio".

Antonio Tajani coordinatore di Forza Italia ha sottolineato: "Siamo per avere al Quirinale un personaggio politico. Abbiamo visto la rosa di cui parla la sinistra. Siamo per avere, come abbiamo sempre detto, un politico o una politica".

"Non c'è intesa" dice Matteo Salvini e aggiunge: "tanto vale che la squadra resti così: riconfermiamo Mattarella e Draghi. Ho la coscienza a posto". Il leader della Lega ha avuto questa mattina un lungo colloquio telefonico con il premier Draghi: alle 14 ha convocato d'urgenza i grandi elettori del partito. Il ministro dello sviluppo economico Gancarlo Giorgetti - intercettato dai cronisti - annuncia che la "svolta potrebbe arrivare in giornata".

Il Presidente del M5s Giuseppe Conte a sua volta ribadisce: "Ho L'impressione che ci sia la sensibilità di Salvini, spero di tutto il parlamento, per la possibilità di una presidente donna, il M5s lo ha sempre detto". Per Conte ci sarebbero "almeno due, solide e super partes" figure.

"In risposta all'indecorosa immagine che il Parlamento sta dando in occasione dell'elezione del Presidente della Repubblica, Fratelli d'Italia voterà Carlo Nordio". Lo comunica Fdi in una nota. "L'ex magistrato - si legge nella nota - è una figura di altissimo profilo e persona di riconosciuta onestà, competenza e imparzialità. Manterremo il voto su Nordio finché le altre forze politiche non convergeranno su questa scelta o finché non dovesse emergere una alternativa migliore. Fratelli d'Italia non ha i numeri per essere determinante in questo importante passaggio politico, ma abbiamo le idee molto chiare: vogliamo arrivare a una soluzione nel minor tempo possibile e ci batteremo con ancora maggiore forza per far scegliere la prossima volta direttamente agli italiani il Capo dello Stato e non assistere più al triste spettacolo che il Palazzo sta dando in questi giorni".

Quinta elezione più lunga della storia repubblicana

Con la giornata di oggi l'elezione per il presidente della Repubblica del 2022 diventa la quinta elezione più lunga della storia repubblicana. I grandi elettori hanno impiegato più tempo solo per scegliere

Giuseppe Saragat (13 giorni), Giovanni Leone (16 giorni), Sandro Pertini (10 giorni) e Oscar Luigi Scalfaro (12 giorni). Se anche fosse eletto oggi il nuovo inquilino del Quirinale saremmo già al sesto giorno superando per durata l'elezione di Antonio Segni,Giorgio Napolitano, primo e secondo mandato), Sergio Mattarella, Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi e le due elezioni lampo di Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi.

Ma incrociando precedenti e cabala, si può ricordare che al settimo e ottavo scrutinio mai nessun presidente è mai stato eletto. Senza attendere le 21 e 23 votazioni che portarono Saragat e Leone al Colle, o le sedici che servirono per individuare Pertini e Scalfaro, chi non fu eletto alla quarta o alla sesta votazione dovette attendere la nona (Segni). Una delle regole della Prima Repubblica, infatti, era che gli strascichi delle candidature tentate e fallite portavano inesorabilmente a un avvitamento, tocca ora ai grandi elettori del 2022 evitare l'avvitamento e sfatare la cabala.

Ieri la nuova fumata nera per l'elezione del presidente della Repubblica. Anche nella sesta votazione non è stato raggiunto il quorum pari a quota 505. Sono stati 336 i voti per Sergio Mattarella. Gli astenuti sono stati 445, le schede bianche sono state 106.

Nella quinta votazione invece la candidatura della Presidente del Senato Elisabetta Casellati aveva ottenuto 382 voti, 123 meno del quorum, con una sessantina i franchi tiratori nel centrodestra, mentre il centrosinistra si era astenuto.

Su Elisabetta Belloni arriva a stretto giro l'alt di Matteo Renzi. "Non è minimamente possibile votare la capo del Dis, dai servizi segreti, alla presidenza della Repubblica: c'è un codice etico istituzionale che chi vive di sondaggi non considera valido. Questo non sta in cielo né in terra", ha detto il leader di Iv su Radio Leopolda. Fonti del Nazareno rilevano che le candidature femminili sono di valore, ma si chiede "serietà". La trattativa quindi si riapre.

Roberto Fico intanto svela il 'giallo' della scheda in più, rispetto al numero dei votanti, che si è registrato ieri nella sesta votazione. "La differenza tra il numero dei votanti e delle schede scrutinate - ha spiegato in apertura di seduta il presidente della Camera - è dovuta al fatto che un elettore, che ha ritirato la scheda e ha proceduto al voto, è stato registrato come astenuto. Come già precisato ieri, sulla base del principio generale di resistenza, la votazione è da considerarsi pienamente valida. Il numero degli elettori astenuti - ha concluso Fico - deve quindi intendersi pari a 444 anziché 445".