Lo spettro dell'invasione russa

Ucraina: gli Usa inviano armi e munizioni, l'ambasciata chiede l'evacuazione del personale a Kiev

Il giorno dopo l'incontro tra il segretario di Stato americano Blinken e il ministro degli Esteri russo Lavrov, si muove lo scacchiere al confine Ucraina-Bielorussia. L'Onu: "Un'invasione sarebbe violazione di leggi internazionali, ma non accadrà"

Ucraina: gli Usa inviano armi e munizioni, l'ambasciata chiede l'evacuazione del personale a Kiev
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Una fonte del governo ucraino ha riferito che gli Stati Uniti hanno informato Kiev che "probabilmente inizieranno le evacuazioni già dalla prossima settimana" delle famiglie dei diplomatici dell'ambasciata americana

La minacciata invasione russa nei territori al confine con l'Ucraina potrebbe diventare concreta. L'ambasciata degli Stati Uniti a Kiev ha chiesto al Dipartimento di Stato americano di autorizzare la partenza di tutto il personale non essenziale e delle loro famiglie. La notizia fa velocemente il giro del mondo, che da giorni guarda all'incandescente confine tra Ucraina e Bielorussia. E' la Cnn a divulgarla, anche se un portavoce del Dipartimento di Stato ha affermato di non avere "nulla da annunciare in questo momento. Conduciamo una rigorosa pianificazione di emergenza, come facciamo sempre, nel caso in cui la situazione della sicurezza si deteriori", ha aggiunto. 

L'eventualità di una evacuazione trova riscontro anche sul versante ucraino: una fonte del governo ha riferito che gli Stati Uniti hanno informato Kiev che "probabilmente inizieranno le evacuazioni già dalla prossima settimana" delle famiglie dei diplomatici dell'ambasciata. La fonte ha affermato che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha parlato con il segretario di Stato americano, Antony Blinken, della questione e gli ha detto che se gli Stati Uniti facessero un passo così drammatico, sarebbe una "reazione eccessiva".

Anche se l'incontro di ieri a Ginevra tra Blinken e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov è stato la prova che il dialogo può essere la soluzione alla crisi, non è mancato il monito americano con Blinken che ha assicurato conseguenze e “una risposta rapida e forte” nel caso di un’invasione militare da parte russa. Di queste ore il colloquio con la ministra canadese degli Esteri, Melanie Joly, per coordinare azioni congiunte, concordando una risposta dura nei confronti di Mosca con "pesanti conseguenze e seri costi economici" per la Russia. Blinken e Joly hanno intrattenuto una telefonata in cui si sono trovati d'accordo nel manifestare preoccupazione circa la minaccia russa per l'Ucraina e hanno valutato le soluzioni per convincere Mosca a ricorrere alla via diplomatica. Blinken ha reiterato con Joly l'appello "senza cedimenti" degli Usa alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina.

100 mila soldati russi restano intanto ammassati a confine nel territorio "amico" bielorusso. La loro presenza è insieme minaccia e tentativo di avere risposte alle richieste inviate già da tempo dal Cremlino a Washington e cioè la garanzia che la Nato non inglobi gli ex territori sovietici.

Oggi la notizia dell'arrivo di un nuovo carico di aiuti militari americani all'Ucraina, tra cui molte munizioni non ha certo calmato gli animi. Un aereo cargo statunitense è atterrato la notte scorsa a Kiev con 90 tonnellate di materiali: lo ha annunciato l'ambasciate statunitense in Ucraina su Twitter. Anche il presidente ucraino Zelensky ha usato tweeter per ringraziare il Presidente Biden. 

"Il carico Usa include circa 90 tonnellate di materiali letali, tra cui munizioni per i difensori dell'Ucraina in prima linea", scrive l'ambasciata, ricordando che lo scorso anno gli Usa hanno fornito aiuti militari per oltre 650 milioni di dollari. Dopo la decisione americana anche gli stati baltici hanno annunciato l'invio di missili anticarro e antiaerei.

L'Europa resta più cauta con la Germania che ha annunciato, invece, che non invierà armi come richiesto da Kiev, ma un ospedale da campo. Parola della ministra della difesa, Christine Lambrecht che teme un'invasione imminente da parte russa. Berlino ha già consegnato respiratori all'Ucraina e soldati ucraini gravemente feriti sono attualmente in cura negli ospedali della Bundeswehr. "A febbraio verrà consegnato un ospedale da campo completo, compresa la formazione necessaria, il tutto cofinanziato dalla Germania con 5,3 milioni di euro", ha affermato Lambrecht. "Siamo dalla parte di Kiev. Dobbiamo fare di tutto per ridurre l'escalation della situazione", ha aggiunto sottolineando che l'invio di "armi non sarebbe utile al momento, questo è il consenso all'interno del governo". 

Nel vecchio continente c'è ancora chi cerca il dialogo diplomatico: il ministro della difesa russo, Sergei Shoigu, ha accettato un invito del Regno Unito per incontrare il suo omologo britannico Ben Wallace: l'incontro, di cui non si conosce ancora la data, verterà sulla crisi al confine tra la Russia e l'Ucraina. 

Dal palazzo di vetro a New York il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres ricorda le regole agli alleati "Ogni invasione di un paese da parte di un altro paese è una violazione delle leggi internazionali". Ma ha aggiunto "Credo che non succederà, e spero di avere ragione". Il suo messaggio al presidente russo Vladimir Putin è che "non ci deve essere nessun intervento militare in questo contesto, la diplomazia è il modo per risolvere i problemi". 

Nel frattempo, secondo quanto riporta la Bild, il ministero degli Esteri tedesco starebbe lavorando a un piano di evacuazione dei dipendenti dell'ambasciata tedesca da Kiev, nel caso di un'ulteriore escalation provocata dalla Russia in Ucraina. Il tabloid afferma che gli Usa sono in una fase già "più concreta" e dovrebbe iniziare l'evacuazione della loro sede diplomatica già lunedì.

"Ogni invasione di un paese da parte di un altro paese è una violazione delle leggi internazionali", ma "Credo che non succederà, e spero di avere ragione"

Antonio Guterres, segretario generale dell'Onu

Eppure la "via diplomatica" deve proseguire, ne è convinta anche Kiev. Nessuno vuole morti, fame e distruzione, nè gli ucraini, nè i russi, nè gli americani. Le "sanzioni dovrebbero arrivare prima e non dopo" la possibile invasione, ha detto in un'intervista al Washington Post il presidente Zelensky. Dopo ha ringraziato il presidente Bidena su twitter per la "stretta cooperazione".