Cibo

Alimenti, oltre l'80% degli italiani sceglie prodotti a km 0

In pandemia la spesa alimentare degli italiani è stata pari a 160 miliardi di euro, +1,9% reale rispetto all’anno precedente, con il ricorso più intenso ai punti vendita di prossimità, oltre che all’e-commerce

Alimenti, oltre l'80% degli italiani sceglie prodotti a km 0
Ansa
Cibo, gli italiani premiano i negozi di prossimità e scelgono i prodotti a Km 0

Il 75,8% degli italiani ha fiducia che la filiera, anche nell’emergenza, assicurerà i necessari approvvigionamenti di prodotti alimentari.

È quanto emerge dall’Osservatorio del mondo agricolo Enpaia-Censis. “Il valore rilanciato della filiera del cibo e dei suoi protagonisti”. La potenza della filiera del cibo, ovvero l’insieme strutturato dei protagonisti che offrono la disponibilità dei prodotti alimentari, trasferendoli dai campi alle tavole, è la migliore garanzia che l’agricoltura, come suo motore trainante, è destinata a rilanciarsi nel prossimo futuro, secondo il report. Lo studio evidenzia come il valore della filiera del cibo si radichi nella sostenibilità, assicurando la qualità degli alimenti e prezzi accettabili per la maggioranza degli italiani.

Il rapporto degli italiani con il cibo si materializza soprattutto nel mangiare prodotti acquistati e cucinati in casa. Una consuetudine che riguarda 8 italiani su 10. Abitudine uscita rafforzata dalla pandemia: infatti, nei primi 9 mesi del 2021 la spesa per i consumi alimentari domestici segna +0,7% rispetto allo stesso periodo del 2020, anno in cui si è avuto un picco del +7,4% rispetto al 2019.

Aumenta il ricorso alle piattaforme del cibo, che consegnano con i rider

Il 13% degli italiani dichiara di ricorrervi spesso e il 45,5% di tanto in tanto. I giovani sono praticamente il doppio della media totale. Nella visione degli italiani rimane evidente, in ogni caso, il nesso tra il buon cibo, il viaggio e la convivialità: il 61,8% vuole riprendere a viaggiare, anche per scoprire specialità gastronomiche. Di recente la filiera del cibo ha anche risposto a una domanda crescente di qualità, salubrità, sicurezza e genuinità. Con la pandemia si è imposta la convivenza di due esigenze: i prezzi sostenibili e quella di prodotti con un positivo effetto sulla salute, a ridotto impatto ambientale. Il 54,7% degli italiani si dichiara pessimista sull’evoluzione del proprio potere d’acquisto, mentre il 65% teme che misure troppo stringenti possano spingere in alto i prezzi dei prodotti alimentari.

Dal report emerge che l’83,1% degli italiani, quando sceglie cosa mangiare, è attento all’impatto sulla salute, mentre il 93,5% riutilizza il cibo che avanza da pranzi e cene, in una logica di riduzione degli sprechi. Non solo: l’80,5% acquista prodotti alimentari a ‘chilometro zero’, valorizzando così le aziende agricole locali e riducendo l’utilizzo di mezzi di trasporto che incidono sul riscaldamento globale.

Dalla ricerca emerge un ulteriore dato su cui riflettere: la maggior parte degli italiani ha una forte sensibilità sui temi della qualità e della sostenibilità rispetto al cibo. In tal senso, sono fortemente convinto che il mondo dell’agricoltura e della produzione alimentare è in grado di rispondere a questa domanda. Secondo Giuseppe De Rita, presidente Censis, "il buon cibo è stato uno dei beni rifugio del periodo pandemico, e gli italiani mai sono rimasti senza la spesa che desideravano. Se la casa è stata il luogo della convivialità ristretta intorno al cibo, man mano che l'emergenza allenta torna in casa e fuori casa la centralità nello stile di vita italiano del buon cibo, moltiplicatore di relazionalità e di alta qualità della vita. La filiera del cibo, a cominciare dal mondo agricolo, conserverà nella ripartenza un ruolo da protagonista di economia e società italiana".

L ’83,1% degli italiani, quando sceglie cosa mangiare, è attento all’impatto sulla salute, mentre il 93,5% riutilizza il cibo Ansa
L ’83,1% degli italiani, quando sceglie cosa mangiare, è attento all’impatto sulla salute, mentre il 93,5% riutilizza il cibo