La crisi internazionale

Ucraina, domani nuovo colloquio telefonico tra Biden e Putin

"Le cose potrebbero precipitare rapidamente", ha detto il presidente degli Stati Uniti in un'intervista alla Nbc. Blinken: "Rischio invasione anche durante le Olimpiadi". Il leader russo sentirà anche il presidente francese Macron

Ucraina, domani nuovo colloquio telefonico tra Biden e Putin
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Combo Joe Biden e Vladimir Putin

La crisi ucraina diventa di giorno in giorno più incandescente, lo testimoniano anche gli incontri diplomatici che si fanno via via più frequenti, quasi frenetici. Domani sera, è previsto un colloquio telefonico tra i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Joe Biden, su iniziativa americana. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "In effetti, la parte americana ha chiesto un colloquio con il presidente Putin e domani sera, all'ora di Mosca, i due presidenti dovrebbero parlare", riporta Ria Novosti.

E anche Il presidente francese Macron parlerà al telefono domani a mezzogiorno con il suo omologo russo Vladimir Putin della crisi al confine russo-ucraino, che gli occidentali vogliono risolvere con "mezzi diplomatici, dialogo e deterrenza", sottolineano dall'Eliseo.

Questo, mentre il vice capo di Stato maggiore dell'ufficio esecutivo presidenziale russo, Dmitry Kozak, afferma senza mezzi termini che i negoziati dei leader del cosiddetto "formato Normandia" (Russia, Germania, Ucraina e Francia) non hanno portato a superare le divergenze sull'interpretazione degli accordi di Minsk.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha invitato i cittadini americani a lasciare immediatamente l'Ucraina. "I cittadini americani dovrebbero andarsene adesso. Abbiamo a che fare con uno dei più grandi eserciti del mondo" e "le cose potrebbero sfuggire di mano rapidamente", ha detto Biden intervistato dal giornalista Lester Holt di Nbc.

Il presidente ha ribadito che non invierà truppe a terra in Ucraina, nemmeno per evacuare gli americani in caso di invasione russa perché sarebbe come scatenare una "guerra mondiale". "La guerra mondiale - ha detto - è quando americani e russi cominciano a spararsi". Ha poi sostenuto che se il presidente russo Vladimir Putin "è abbastanza folle da provarci, è abbastanza intelligente da non farlo, e di non fare niente che possa avere conseguenze negative sui cittadini americani".

Il giornalista gli ha chiesto se avesse detto le stesse cose al presidente russo, e Biden ha risposto. "Si'". Ma alla domanda se avesse usato proprio questi termini, cioé se avesse avvertito Putin che toccare gli americani avrebbe rappresentato un punto di non ritorno, il presidente ha risposto: "Non gli ho detto così, ma ne abbiamo parlato e lui lo sa".

L'invito a lasciare l'Ucraina rivolto ai cittadini americani è stato rilanciato anche dall'ambasciata Usa a Kiev e sul sito del dipartimento di Stato, nella pagina dedicata ai viaggi, dove si legge: "Non viaggiare nel Paese a causa delle aumentate minacce di azioni militari russe e della pandemia". E ancora: "Quelli che si trovano in Ucraina devono partire ora con mezzi commerciali o privati. Se restano in Ucraina, esercitino maggiore prudenza a causa della criminalità, dei disordini civili e potenziali operazioni di combattimento nel caso la Russia intraprenda l'azione militare".

Anche il Canada, il Regno Unito e la Lettonia hanno raccomandato ai concittadini di lasciare l'Ucraina in quanto, come scrive il ministero degli Esteri canadese sul suo sito web, "l'azione militare russa potrebbe interrompere i viaggi e i servizi in tutto il paese. I voli potrebbero essere interrotti o cancellati". Per chi decidesse comunque di restare il consiglio è uno solo: "Preparati a rifugiarti".

Intanto, l'ambasciata russa a Kiev sta valutando la partenza temporanea dall'Ucraina del suo personale non essenziale, ha dichiarato ieri alla Tass una fonte dell'ambasciata russa. "La questione è stata attivamente esaminata", ha affermato la fonte. In precedenza, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov aveva spiegato che il ministero avrebbe consigliato al personale non essenziale dell'ambasciata in Ucraina di lasciare temporaneamente il paese, "dato quello che stavano facendo le ambasciate occidentali". Lavrov ha anche duramente criticato i media occidentali accusati di spargere voci "secondo cui la Russia si starebbe preparando per un'operazione per prendere Kiev e altre città ucraine, per organizzare un colpo di stato in Ucraina".

Blinken: "Segnali preoccupanti: rischio di invasione anche durante le Olimpiadi"

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha affermato che l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia può avvenire "in qualsiasi momento", anche durante le Olimpiadi invernali, che sono in corso a Pechino.

"Continuiamo a vedere segnali molto preoccupanti dell'aggressione russa, comprese nuove forze che arrivano al confine ucraino", ha sottolineato Blinken da Melbourne dove si trova per colloqui con i colleghi di Australia, India e Giappone (formato Quad).

Vertice tra Biden, Johnson, Macron, Scholz, Draghi e Duda: sanzioni drastiche

Sulla crisi ucraina è stato convocato un vertice fra i leader occidentali, durato circa un'ora e 20 minuti. Lo rende noto la Casa Bianca. All'incontro hanno partecipato, fra gli altri, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il premier italiano Mario Draghi, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Boris Johnson e il presidente polacco Andrzej Duda. Ai colloqui erano presenti i leader dell'Ue e della Nato. I Paesi occidentali promettono "sanzioni drastiche" se la Russia invaderà l'Ucraina. Lo riferisce il governo tedesco dopo il vertice dei leader.

Per Draghi: "Sì a sanzioni gravi ma resti dialogo"

In una nota di Palazzo Chigi si legge: "E'' stato condiviso lo scenario rappresentato e confermata l'esigenza di assicurare una ferma postura di deterrenza, mantenendo aperto il dialogo con Mosca anche per dare attuazione agli accordi di Minsk. E' stato approfondito l'esame delle sanzioni che verrebbero adottate in caso di aggressione all'integrità territoriale dell'Ucraina. Draghi sostiene l'opportunità di sanzioni gravi, pur continuando a sperare in un utile dialogo".

L'Ue verso un pacchetto di sanzioni, dalla finanza all'export

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha partecipato alla riunione in video dei leader occidentali organizzata dagli Usa. I leader, spiega una nota della Commissione, hanno valutato il "significativo sforzo diplomatico per convincere la Russia alla de-escalation" e "hanno sottolineato il sostegno risoluto all'Ucraina". E' stata analizzata la "dettagliata cooperazione per la finalizzazione del pacchetto di sanzioni in caso di ulteriore aggressione da parte della Russia" e von der Leyen "ha spiegato che le misure potrebbero riguardare i settori della finanza e dell'energia come anche l'export di prodotti hi-tech". 

Mosca: "La reazione militare russa è ancora solo un'ipotesi"

Una reazione militare russa in reazione alla mancata risposta da parte occidentale alle richieste di sicurezza avanzate da Mosca è "ancora una questione ipotetica" e la Russia farà di tutto per arrivare a un accordo, ha dichiarato il vice ambasciatore della Federazione russa presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy. Un'intesa che deve interessare Usa e Nato nell'ottica di maggiore stabilità, anche "per senso di conservazione".

Il diplomatico in una intervista riportata dai media russi tocca diversi punti della crisi che vede al centro l'Ucraina. Sostiene tra l'altro che Mosca è convinta che Kiev "non abbia altra possibilità se non applicare gli Accordi di Minsk per tentare di porre fine alla guerra in Donbass". Questa posizione sarà ribadita, ha detto Polyanskiy, alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu in agenda il 17 febbraio.

"Polyanskiy afferma che la Federazione russa è preoccupata dal fatto che 175mila soldati americani si trovino fuori dai confini Usa e soprattutto dall'avvicinamento alle frontiere russe di "infrastrutture militari nato". Gli Stati Uniti e l'Alleanza atlantica devono condividere lo sforzo verso la stabilità globale, "se non altro per senso di autoconservazione"

Stoltenberg (Nato): "Rischio reale di un conflitto armato"

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha ribadito che vi è un rischio reale di un conflitto armato in Europa dato che il numero delle truppe ai confini dell'Ucraina "salgono" e i tempi di reazione di un eventuale attacco "scendono". Ma il capo dell'Alleanza ha anche avvertito che il pericolo non è confinato a una "piena invasione militare" bensì ad "azioni ibride", comprese quelle "cibernetiche", o a un tentativo di "ribaltare il governo di Kiev".

Stoltenberg - in Romania per accogliere le truppe Usa alla base di Costanza - ha sottolineato l'alto numero di agenti d'intelligence russi presenti in Ucraina. La Nato - ha detto - sta tenendo sotto controllo il dispiegamento russo in Bielorussia.