Montecitorio

Legge su fine vita avanti alla Camera: respinti gli emendamenti soppressivi di Forza Italia e Lega

In precedenza l'Aula della Camera aveva approvato la mozione di maggioranza, con l'astensione di Coraggio Italia, sull'applicazione della direttiva Bolkestein riguardante le concessioni demaniali: 366 sì, 42 no e 22 astenuti

Legge su fine vita avanti alla Camera: respinti gli emendamenti soppressivi di Forza Italia e Lega
ANSA
Fine vita: l'Aula della Camera respinge gli emendamenti soppressivi

La Camera ha respinto i primi due emendamenti alla legge sul suicidio assistito, due emendamenti identici di Forza Italia e della Lega soppressivi del primo articolo e quindi dell'intero provvedimento. I voti contrari sono stati 262, i favorevoli 126.

Diversamente da quanto inizialmente deciso, FI e Lega hanno chiesto all'ultimo momento possibile il voto a scrutinio segreto dell'emendamento, richiesta accordata dalla vicepresidente di turno, Maria Edera Spadoni. All'annuncio della richiesta di voto segreto, due deputati di Italia viva, Maria Teresa Baldini ed Enrico Ferri, hanno dichiarato di voler votare a favore dell'emendamento soppressivo, spiegando di voler effettuare questa scelta alla luce del sole, discostandosi così dalla posizione del gruppo che è a favore della legge, ma lasciando libertà di voto.

L'approvazione di queste proposte avrebbe comportato lo stop all'intero provvedimento. L'esame del provvedimento riprenderà nella seduta di mercoledì 23 febbraio.

La maggioranza si ricompatta sui Balneari

Nel pomeriggio l'aula della Camera ha approvato la mozione di maggioranza - con l'astensione di Coraggio Italia - sull'applicazione della direttiva Bolkestein riguardante le concessioni demaniali: 366 sì, 42 no e 22 astenuti. Bocciata la mozione presentata da Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia: votata per parti separate, è approvato solo il secondo capoverso, riguardante la clausola sociale sui lavoratori. Approvata in parte anche una mozione di Alternativa.

La mozione della maggioranza impegna il Governo a "continuare a sostenere le necessarie iniziative normative volte al riordino e alla semplificazione della disciplina in materia di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali, per finalità turistico ricreative sociali e sportive, al fine di assicurare una più razionale e sostenibile utilizzo del suddetto demanio marittimo, favorirne la pubblica fruizione e promuoverne, in coerenza con i principi e con la normativa europea, una maggiore concorrenzialità tenendo in adeguata considerazione le peculiarità del settore e il patrimonio ambientale".

Una formulazione complessa per dire che l'Italia recepisce le indicazioni che arrivano da Bruxelles e si prepara a mettere a gara le concessioni sulle spiagge. Con alcuni paletti finalizzati a non penalizzare le imprese più piccole, soprattutto quelle a gestione familiare.

Dubbi sulla mozione di maggioranza sono stati espressi da Coraggio Italia, che ha scelto di astenersi dal voto. E nonostante diversi malumori si siano registrati fra le fila leghiste, il deputato Lorenzo Viviani ha annunciato il voto favorevole. Compatto il resto della maggioranza.