Crisi Russia-Ucraina

Crisi Ucraina, attesa per le decisioni di Nato e Ue. Casa Bianca: "È un'invasione"

Johnson: sanzioni Uk contro banche e oligarchi. Zelensky: valutiamo lo stop delle relazioni con Mosca. Di Maio: Italia convinta s sanzioni. Onu: rischio reale di un grande conflitto. Mosca: ancora aperti a soluzione diplomatica

Crisi Ucraina, attesa per le decisioni di Nato e Ue. Casa Bianca: "È un'invasione"
AP Photo/Michel Euler/Pool
Crisi Russia-Ucraina - Vertice G7

Nella giornata di oggi l'Unione Europea presenterà un pacchetto di sanzioni contro la Russia, all'indomani della decisione di Mosca di riconoscere l'indipendenza delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk e di inviare truppe nel Donbass. "La decisione della Federazione Russa di riconoscere come entità indipendenti gli 'oblast' (territori, ndr) di Donetsk e Luhansk in Ucraina, e di inviarvi truppe russe, è illegale e inaccettabile. Viola il diritto internazionale, l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina, gli impegni internazionali della Russia e aggrava ulteriormente la crisi", hanno messo nero su bianco in una dichiarazione congiunta i presidenti del Consiglio europeo, Luis Michel, e della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Le sanzioni, che saranno definite in una riunione informale dei ministri degli Affari esteri dell'Ue in programma per le 16 di oggi, saranno volte a "prendere di mira coloro che sono stati coinvolti nella decisione illegale", scrivono i due presidenti, nonché "le banche che stanno finanziando operazioni militari russe e di altro tipo in quei territori", e "la capacità dello Stato e del governo russi di accedere ai mercati e ai servizi finanziari e dei capitali dell'Ue, per limitare il finanziamento di politiche aggressive che alimentano l'escalation". Colpiranno anche "il commercio delle due regioni separatiste con l'Ue, per garantire che i responsabili sentano chiaramente le conseguenze economiche delle loro azioni illegali e aggressive".

A quanto si apprende da fonti diplomatiche, sul tavolo dell'Ue ci sono il locco delle importazioni ed esportazioni di beni e servizi da entità separatiste della regione, la redazione di un elenco delle personalità responsabili della destabilizzazione dell'area (politici, militari, operatori economici ed esponenti della disinformazione) che comprenderebbe anche i nomi dei comandanti delle forze militari mandate dal presidente russo Vladimir Putin nell'area e il non riconoscimento dei passaporti russi emessi dalle autorità separatiste. Fonti della Commissione europea affermano di avere presentato agli Stati un'opzione nucleare in caso di grave aggressione del territorio Ucraino, sebbene non ci sia un accordo tra gli Stati sulla causa che potrebbe attivare questo scenario.

L'Alto Rappresentante per la Politica Estera Ue, Josep Borrell, ha sottolineato che "la Russia ha inflitto una grave breccia nel diritto internazionale e negli accordi internazionali, tra i quali la Carta delle Nazioni Unite, gli Accordi di Helsinki, la Carta di Parigi e il Memorandum di Budapest. La Russia sta violando in maniera chiara anche gli accordi di Minsk, di cui è firmataria e che prevedono il pieno ritorno di queste regioni sotto il controllo del governo ucraino. Esortiamo la Russia, in quanto parte in conflitto, a revocare il riconoscimento" delle repubbliche separatiste.

La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha twittato: "L'attacco unilaterale all'integrità territoriale dell'Ucraina e la grave violazione del diritto internazionale da parte della Russia giustifica nuove, severe, sanzioni. Non lasceremo il popolo ucraino ai suoi aggressori. La posizione del Parlamento europeo è chiara: siamo con l'Ucraina".

Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha riferito che la Germania ha adottato misure per interrompere il processo di certificazione del gasdotto Nord Stream 2. La mossa, ha riferito il cancelliere ai giornalisti questa mattina a Berlino, arriva come risposta del suo governo dopo le azioni di Mosca in Ucraina. Mentre il presidente Putin assicura che la Russia "è intenzionata a continuare la fornitura ininterrotta di questa risorsa energetica ai mercati globali, compreso il gas naturale liquefatto, per migliorare l'infrastruttura esistente e per aumentare gli investimenti nel settore del gas".

La Norvegia, che non è membro dell'Unione europea, ha annunciato che si unirà alle imminenti sanzioni dell'Ue e ha confermato lo svolgimento sul proprio suolo a marzo di importanti manovre Nato semestrali, in quella che dovrebbe essere la più grande esercitazione militare dell'Alleanza Atlantica quest'anno.



Casa Bianca: è in corso un'invasione

"Pensiamo che questo sia, sì, l'inizio di un'invasione, l'ultima invasione della Russia in Ucraina", ha affermato Jon Finer, principale vice consigliere per la Sicurezza nazionale dell'amministrazione Biden. "Un'invasione è un'invasione ed è ciò che è in corso", ha precisato. L'amministrazione, secondo fonti governative accreditate dall'Associated Press, ha inizialmente evitato di usare questo termine, parlando di dispiegamento di truppe perché la Casa Bianca voleva vedere cosa avrebbe effettivamente fatto la Russia. Dopo aver valutato i movimenti delle truppe russe, è diventato chiaro che si trattasse di una nuova invasione.

Attesa per le decisioni della Nato

Una riunione straordinaria della commissione Nato- Ucraina si terrà oggi pomeriggio a Bruxelles. Intorno alle 17 il segretario generale Jens Stoltenberg terrà una conferenza stampa. Come si precisa sul sito della Nato, "la Commissione Nato-Ucraina è l'organo decisionale responsabile dello sviluppo dei rapporti tra l'Alleanza e Kiev e della direzione delle attività di cooperazione e offre un forum di consultazione tra gli alleati e l'Ucraina su questioni di sicurezza di interesse comune".

Il Regno Unito annuncia le prime sanzioni e valuta un sostegno militare

Anche il premier britannico, Boris Johnson, ha annunciato la "prima raffica di sanzioni economiche del Regno Unito contro la Russia" e ha avvertito che il presidente russo, Vladimir Putin è deciso a una "invasione su vasta scala dell'Ucraina". Parlando al Parlamento di Westminster, il premier britannico ha annunciato sanzioni contro 5 banche russe (Rossiya, IS Bank, General Bank, Promsvyazbank e Black Sea Bank) e per congelare tutti gli asset britannici di alcuni noti oligarchi considerati vicini al presidente Vladimir Putin. I nomi citati dal premier sono Gennady Timchenko, Boris Rotenberg e Igor Rotenberg. Sarà vietato loro viaggiare nel Regno Unito e raccogliere risorse nella City, e sarà congelato qualunque bene ad essi riconducibile in terra britannica. Johnson ha sottolineato come si tratti solo di una prima tranche di sanzioni economiche cui ne seguiranno altre se la situazione non cambierà. Non solo: Londra sta valutando le richieste di sostegno militare di tipo difensivo arrivate dall'Ucraina

Il capo del governo britannico ha bollato come "provocatorie e false" le affermazioni fatte ieri dal presidente Vladimir Putin a sostegno del riconoscimento delle regioni separatiste del Donbass in Ucraina. Gli ha imputato inoltre di minacciare "una guerra di aggressione senza lo straccio di una giustificazione" sulla base di idee "assurde e persino misticheggianti". Ha infine definito "inconcepibile" che la Russia ospiti la finale della Champions league del calcio, in calendario per il 28 maggio a San Pietroburgo.

Mosca ancora disponibile al dialogo

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov è ancora pronto a incontrarsi con il segretario di stato americano, Antony Blinken: lo ha reso noto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Durante una diretta Youtube la portavoce ha detto che la decisione della Federazione Russa di riconoscere l'indipendenza delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk non influisce sulla sua disponibilità al dialogo. Un incontro tra Blinken e Lavrov è previsto per giovedì a Ginevra.

"Per ora" la Russia non avrebbe in programma di inviare truppe nell'Ucraina orientale, ha detto il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko, ma "se ci sarà una minaccia, forniremo assistenza in conformità con i trattati ratificati"

Di Maio: Italia convinta sulla strada delle sanzioni alla Russia

"Quello che è successo ieri con il riconoscimento delle due repubbliche autoproclamate del Donbass è inaccettabile e l'Italia è assolutamente convinta nel procedere sulla strada delle sanzioni". Lo ha detto oggi il ministro degli esteri Luigi Di Maio a margine del Forum ministeriale per la Cooperazione nell'indo-pacifico, previsto nella capitale francese. "Continueremo a coordinarci con i nostri partner europei, i nostri alleati. Continueremo a lavorare in stretto coordinamento, perché quello che è avvenuto ieri sul riconoscimento da parte della Russia delle due repubbliche autoproclamate è un gravissimo ostacolo a una soluzione diplomatica di questa crisi", ha aggiunto Di Maio.

L'Ucraina invoca sanzioni severe

L'Ucraina ha invocato "severe sanzioni" contro la Russia. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, nel corso della sua visita a Washington ha emanato una nota in cui ribadisce che sta operando con gli alleati occidentali di Kiev "per imporre severe sanzioni a carico della Federazione Russa".

Zelensky, valutiamo lo stop delle relazioni con Mosca

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l'Ucraina non esclude di interrompere i rapporti diplomatici con la Russia: il ministero degli Esteri ha inviato un documento che propone la valutazione del passo. Allo stesso tempo ha esortato Mosca a "risolvere la questione tramite canali diplomatici, di qualsiasi tipo". Il capo dello Stato, riferisce l'agenzia Unian, ha detto di credere che non ci sarà un conflitto con la Russia su vasta scala, ma in caso contrario sarà decretato lo stato di guerra.

Lavrov, le sanzioni verranno con o senza motivo

"I nostri colleghi europei, americani, britannici non si fermeranno e non si calmeranno finché non avranno esaurito tutte le loro possibilità per la cosiddetta 'punizione della Russia'. Ci stanno già minacciando con ogni sorta di sanzioni o, come si dice ora, 'la madre di tutte le sanzioni'. Bene, ci siamo abituati. Sappiamo che le sanzioni verranno comunque imposte, in ogni caso. Con o senza motivo": lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, secondo quanto riportato dal Guardian.

Zelensky, violata la sovranità dell'Ucraina

Ieri notte il presidente ucraino ha parlato alla nazione, denunciando il riconoscimento dell'indipendenza delle due "repubbliche" separatiste del Donbass da parte di Mosca come una violazione della "sovranità e integrità territoriale" dell'Ucraina. Gli ucraini, ha aggiunto, sono "sulla loro terra" e "non hanno paura di niente e di nessuno" e non cederanno "un solo pezzo" del paese.

Onu: il rischio di un grande conflitto è "reale"

"Le prossime ore e giorni saranno critici. Il rischio di un grande conflitto è reale e deve essere prevenuto a tutti i costi". Lo ha detto il sottosegretario agli affari politici dell'Onu, Rosemary DiCarlo, alla riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza sull'Ucraina avvenuta nella notte, assicurando "il pieno impegno del Segretario generale a lavorare per una soluzione diplomatica dell'attuale crisi". "Ci rammarichiamo anche - ha aggiunto - per l'ordine di schierare truppe russe nell'Ucraina orientale, come riferito in una 'missione di mantenimento della pace'". 

L'ambasciatore degli Stati Uniti all'Onu Linda Thomas-Greenfield ha detto che: "Il Consiglio di sicurezza deve esigere che la Russia rispetti la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, uno Stato membro delle Nazioni Unite", e ha aggiunto che "L'annuncio della Russia non è altro che teatro, apparentemente progettato per creare un pretesto per un'ulteriore invasione dell'Ucraina". 

È sul tavolo inoltre la convocazione del Consiglio in un formato allargato ai rappresentanti di Ucraina, Germania e Turchia. Proprio il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il collega ucraino Volodimir Zelensky in cui ha ribadito il sostegno di Ankara.

Mosca: ancora aperti a soluzione diplomatica

Sembra che alcuni colleghi del Consiglio di sicurezza siano "pronti a seppellire" gli accordi di Minsk. "Rimaniamo aperti alla diplomazia e a una soluzione diplomatica ma non permetteremo nuovo bagno di sangue" nel Donbass. Lo ha detto l'ambasciatore russo all'Onu, Vassily Nebenzia, durante la riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza sull'Ucraina. Mosca è presidente di turno del consiglio.

Cina: tutte le parti esercitino moderazione

"Tutte le parti interessate devono esercitare moderazione", ha detto l'ambasciatore cinese all'Onu Zhang Jun durante la riunione di emergenza. "Tutti i paesi dovrebbero risolvere le controversie con mezzi pacifici in linea con la Carta delle Nazioni Unite". L'ambasciatore cinese nel suo brevissimo discorso ha poi incoraggiato "una soluzione diplomatica e il dialogo", ma non ha espresso alcun sostegno al riconoscimento del Donbass da parte della Russia.