L'effetto delle sanzioni occidentali

La Borsa di Mosca oggi resta chiusa, ma a Londra precipitano i big russi: Sberbank -68%

Mentre il mondo guarda al negoziato al confine tra Ucraina e Bielorussia, la Banca centrale della Russia ha annunciato che oggi la Borsa di Mosca resterà chiusa

La Borsa di Mosca oggi resta chiusa, ma a Londra precipitano i big russi: Sberbank -68%
(gettyImages)
Banca centrale russa nel centro di Mosca

Mentre tutto il mondo è concentrato sul negoziato al confine tra Ucraina e Bielorussia, il sistema finanziario russo accusa pesantemente il colpo dell’inasprimento delle sanzioni da parte dell’Occidente nei confronti di Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.

La Banca centrale della Russia ha annunciato che oggi la Borsa di Mosca resterà chiusa, come riporta l’agenzia Bloomberg. In mattinata la banca centrale ha ritardato di tre ore le contrattazioni del rublo e si era riservata di decidere sull’apertura dei mercati.

La Banca centrale ha cercato di frenare la caduta del rublo quasi raddoppiando il tasso d’interesse dal 10,5% al 20%. Ma, nonostante ciò, la moneta nazionale è sprofondata al minimo storico a quota 118 contro il dollaro, per poi scendere temporaneamente intorno a 103.

Uno spaccato di quello che potrebbe accadere a Mosca in caso di riapertura della Borsa lo lascia intravedere l’andamento a Londra dei depositary receipt di alcuni titoli russi, certificati che rappresentano le azioni di una società estera.

Sberbank, la più grande banca russa colpita dalle sanzioni, sprofonda del 68%, i colossi dell’energia Gazprom, Lukoil e Rosneft rispettivamente del 37%, 53,7% e 29,7%, quello della grande distribuzione Magnit - oltre 26 mila negozi alimentari in Russia - del 64%.

Intanto il più grande Etf statunitense quotato che replica l’andamento di titoli russi, il VanEck Russia Etf, cede circa un quarto del suo valore nella preapertura di New York.

A fronte di questa situazione in Russia è corsa ai contanti, soprattutto dollari ed euro, con lunghe code davanti agli Atm.