Il controllo sull'informazione

La minaccia russa ai media: non usate la parola "invasione"

L'autorità di controllo sulle Comunicazioni, Roskomnadzor, ha scritto a 10 organi di informazione, annunciando sanzioni

La minaccia russa ai media: non usate la parola "invasione"
GENYA SAVILOV/AFP via Getty Images
Soccorritori tra le macerie di un palazzo colpito dai bombardamenti a Kiev

"Solo le fonti ufficiali russe hanno informazioni attuali e affidabili", così l'ente statale russo di controllo sui media, Roskomnadzor, ha avvertito gli organi di informazione preannunciando quella che è una evidente censura.

Rivolgendosi in particolare a 10 media, l'autorità statale ha ordinato di rimuovere dai loro contenuti qualsiasi riferimento a civili uccisi dall'esercito russo in Ucraina, nonché i termini "invasione", "offensiva" o "dichiarazione di guerra".  Mosca definisce ufficialmente il suo intervento in Ucraina una "operazione militare speciale" destinata al "mantenimento della pace".

Destinatari della lettera Ekho Moskvy, InoSMI, Mediazona (dichiarato un media agente straniero in Russia), New Times , TV Rain (dichiarato media agente straniero in Russia), Svobodnaya Pressa, Crimea Realties (dichiarato media agente straniero in Russia), Novaya Gazeta, e Leninizdat.

Secondo il Roskomnadzor questi mezzi di informazione "riportano false informazioni sugli attacchi alle città ucraine da parte delle forze armate russe e sulla morte di civili in Ucraina a seguito delle azioni dell'esercito russo, nonché materiali che descrivono l'operazione speciale in corso come un attacco, un'invasione o una guerra".

"Se le suddette informazioni false non vengono cancellate, l'accesso a tali risorse sarà limitato ai sensi dell'articolo 15.3 della legge federale n. 149-FZ sull'informazione, le tecnologie dell'informazione e la protezione delle informazioni. Questo reato è punibile con una sanzione amministrativa fino a cinque milioni di rubli", pari a oltre 50mila euro.