La crisi

La Libia ha di nuovo due premier. L'Onu continua a sostenere Dbeibah

Gli sviluppi di oggi rischiano di aggravare la situazione politica della Libia, già resa complicata dal rinvio delle elezioni, deciso il 24 dicembre scorso

La Libia ha di nuovo due premier. L'Onu continua a sostenere Dbeibah
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Bandiera Libia

La Libia non trova pace: da oggi ha di nuovo due premier, dopo l'elezione da parte del Parlamento di Tobruk di Fathi Bashagha come capo del governo. Alcuni media libici segnalano che "un gruppo armato della città di Zawiya" è "partito alla volta della capitale, Tripoli", si legge sul sito Alwasat sottolineando come non sia chiaro a chi risponda questa milizia. "Una forza di sicurezza circonda la sede della presidenza del governo, in via al-Seka, a Tripoli", segnala su Twitter l'emittente 218News.

L'Alto Consiglio di Stato libico, intanto, sostiene la decisione del Parlamento di scegliere Fathi Bashagha come capo del governo" libico: lo scrive su Twitter Al Arabiya riferendosi a quella sorta di Senato che funge da contrappeso politico di Tripoli alla Camera insediata a Tobruk.

E il generale Khalifa Haftar, a capo dell'esercito nazionale libico (LNA), ha accolto con favore la decisione di nominare Fathi Bashagha nuovo primo ministro. Bashagha, patron di milizie ed uno degli esponenti di Misurata, "la Sparta di Libia", bellicosa e potente città, attendeva un alto incarico fin dai tempi della conferenza di Berlino del gennaio 2020: del resto, è uomo che conosce bene le milizie libiche occidentali essendo stato miliziano egli stesso.

Nella corsa alla guida del governo organizzata dall'Onu, i grandi elettori scelti dalle Nazioni unite nel marzo scorso gli avevano preferito un altro misuratino: Dbeibah, uomo d'affari legato alla Turchia ma benvisto anche a Mosca, che aveva preso il posto di Fayez al-Sarraj.

Il paese nordafricano si ritrova dunque spaccato in due come ai tempi di al-Sarraj, il premier del governo di Tripoli, riconosciuto dall'Onu, che nella primavera 2020, grazie all'intervento della Turchia, respinse l'offensiva da Est del generale Haftar, appoggiato, tra gli altri, da Russia ed Egitto.       


Fathi Bashagha (GettyImages)
Fathi Bashagha

Non è noto se e quando Bashagha abbia intenzione di recarsi a Tripoli. Il timore è che la presenza di due amministrazioni concorrenti porti, come nel 2014, le diverse fazioni armate a scontrarsi, riportando nel caos un Paese preda dei conflitti interni dal 2011, anno della deposizione e dell'uccisione di Muammar Gheddafi.   

La fotografia del paese oggi è questa: da una parte il Parlamento libico, che ha sede nella città orientale di Tobruk, che annuncia la nomina di un nuovo primo ministro della Libia, l’ex ministro dell’Interno Fathi Bashagha, unico candidato dopo il ritiro di Khalid al Baibas. Dall'altra parte l’attuale primo ministro, Abdul Hamid Dbeibah, che è a capo di un governo ad interim che opera da Tripoli, la capitale libica e principale città nell’ovest del paese. Dbeibah è apparso in televisione per affermare che non accetterà "alcuna nuova fase di transizione o autorità parallela" e ha ribadito che cederà il potere solo a un governo eletto che sia sostenuto da larga parte della comunità internazionale.

Gli sviluppi di oggi rischiano di aggravare la situazione politica della Libia, già resa complicata dal rinvio delle elezioni, deciso il 24 dicembre scorso, fissate anche con l’accordo dell’ONU. Il pensiero corre al paese di oltre un anno fa quando in Libia c’erano due governi in competizione tra loro, uno a Tripoli e uno a Tobruk, e due schieramenti armati formati da milizie che si combattevano per prendere il controllo del territorio.

Sulla elezione di oggi è intervenuto anche Khaled al-Bibas, ex funzionario del ministro dell'Interno libico, che ha smentito di essersi ritirato per lasciare spazio alla nomina a primo ministro di Fatih Bashagha, di cui era l'unico concorrente rimasto, decisa dal Parlamento di Tobruk. Al-Bibas, secondo quanto riporta il 'Libyan Observer', ha accusato il presidente del Parlamento, Aguila Saleh, di aver mentito sul suo ritiro per imporre la nomina di Bashagha, ex ministro dell'Interno, per acclamazione. Un parlamentare libico, Ammar Lablaq, ha definito "una completa farsa" la seduta di oggi e, secondo i media libici, ha affermato che la nomina di Bashagha è "illegale". Intanto 43 sindaci di città della Libia occidentale hanno smentito di aver firmato un documento a sostegno di Bashagha circolato su alcune testate online, definendolo un falso, e hanno confermato il loro sostegno ad Abdul Hamid Dbeibah, primo ministro del governo ad interim di Tripoli riconosciuto dalla comunità internazionale.

Il primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah (Ansa)
Il primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah

Le reazioni

"In questa fase, nel pieno rispetto della sovranità delle istituzioni libiche, sarà essenziale incoraggiare tutte le parti affinché non si perda di vista l'obiettivo delle elezioni e venga definita quanto prima una tabella di marcia chiara e condivisa che consenta di andare al voto in tempi brevi e con un quadro giuridico certo". Lo ha detto la vice ministra degli Esteri Marina Sereni al question time in commissione Esteri della Camera dei deputati. "Le elezioni sono infatti l'unica soluzione credibile per favorire una semplificazione dell'attuale quadro politico estremamente frammentato e contribuire così non solo a una stabilizzazione sostenibile del Paese, ma anche a soddisfare le legittime aspirazioni del popolo libico che – registrandosi in massa – ha dimostrato la propria determinazione a esprimersi in libere elezioni", ha aggiunto Sereni.

L'Onu continua a sostenere Abdelhamid Dbeibah come premier della Libia. Lo ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro Stephane Dujarric dopo che il parlamento di Tobruk ha nominato l'ex ministro degli Intern Fathi Bashagha a capo del governo. Alla domanda se le Nazioni Unite continuino a riconoscere Dbeibah come primo ministro ad interim, il portavoce ha risposto: "Sì".

Quella di Fathi Basghagha è stata "una proclamazione coreografata con un voto per alzata di mano", non un voto vero e proprio, da qui alle prossime due settimane, quando bisognerà votare la fiducia al suo governo, "ognuno farà i propri giochi politici", mentre la comunità internazionale resta a guardare. Così afferma in un'intervista ad AdnKronos Claudia Gazzini, esperta di Libia dell'International Crisis Group.

Con l'elezione di Fathi Bashagha a premier da parte della Camera dei rappresentanti di Tobruk "stiamo entrando in una fase di nuovo caos istituzionale", con il rischio "veramente che la Libia si divida" con la convivenza di due governi paralleli. Lo dice all'Adnkronos Arturo Varvelli, direttore dell'European council on foreign relations (Ecfr) di Roma, per il quale "è difficile capire cosa farà adesso il primo ministro del governo di unità nazionale, Abdul Hamid Dbeibah, tutti prendono tempo, anche la comunità internazionale".