Al vaglio del Consiglio dei ministri

Superbonus, bozza dl: fino a 5 anni di carcere per il tecnico che attesta il falso

Pene più severe per chi assevera false spese, per i tecnici complici di illeciti anche multe fino a 100mila euro. Inoltre, 3 cessioni in tutto e bollino anti-frodi, ogni credito sarà tracciabile

Superbonus, bozza dl: fino a 5 anni di carcere per il tecnico che attesta il falso
ANSA
Operai al lavoro in un cantiere edile

Arrivano multe e anche carcerazione per il "tecnico abilitato" che, nelle asseverazioni necessarie per ottenere i bonus edilizi, "espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione", oppure "attesta falsamente la congruità delle spese".

La reclusione va da due a cinque anni e la multa da 50.000 a 100.000 euro. Pena aumentata "se il fatto è commesso per conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri".

È quanto si legge nella bozza del decreto che introduce "misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia".

Tre cessioni in tutto e bollino anti-frodi

Per i crediti dei bonus edilizi sono possibili, oltre alla cessione del primo richiedente, "due ulteriori cessioni" ma solo se effettuate "a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all'albo". Lo prevede la bozza di decreto sulle "misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia" che reintroduce, in forma limitata, la possibilità di cessioni successive dei crediti. inoltre "al credito è attribuito un codice identificativo univoco, da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni". Le disposizioni si applicano alle cessioni inviate all'agenzia delle entrate dal primo maggio 2022.

Architetti e ingegneri: "Alt alle frodi, ma non blocchiamo i cantieri"

Massima collaborazione con il governo e le forze politiche nella lotta al sistema fraudolento di cessione del credito del Superbonus, attivando azioni che siano "condivise e comuni al fine di raggiungere obiettivi concreti e certezze professionali". È la posizione del Tavolo delle libere professioni, dove siedono i rappresentanti di Inarcassa, insieme alla sua Fondazione, del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, del Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, dell'Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti, delle associazioni di categoria ALA Assoarchitetti, Federarchitettil Federazione Nazionale Asso ingegneri architetti e Inarsind.

I professionisti puntano a dar corso, quanto prima, ad un gruppo di lavoro con il governo, che possa trovare le soluzioni migliori a favore della collettività, applicando i correttivi necessari in modo organico e strutturale. "Solo attraverso un percorso sinergico, di reciproco sostegno, si potranno declinare - sostengono - interessi comuni e dare al tempo stesso, impulso alla semplificazione delle normative ed alla promozione delle due categorie, per segnare una ripresa economica concreta e duratura".