Le proteste del mondo della logistica contro il caro carburante

Trasportatori in agitazione in tutta Italia, furgoni, camion, tir e anche trattori agricoli fermi

La protesta divampa soprattutto al Sud, ma anche il Porto San Vitale di Ravenna è bloccato dai camionisti contro il caro gasolio. Per domani è prevista una raffica di scioperi in tutta Italia che coinvolgerà anche il traffico pubblico locale

Trasportatori in agitazione in tutta Italia, furgoni, camion, tir e anche trattori agricoli fermi
Ansa
Tir fermi al casello di San Gregorio di Catania dell’autostrada Catania-Messina per la protesta degli autotrasportatori siciliani promossa dall'Aias contro l'aumento del costo del carburante

La protesta contro il caro carburanti corre sui Tir, anzi si blocca ai bordi delle strade. Divampa in tutta Italia la preoccupazione degli addetti alla logistica. Il bollettino delle proteste e manifestazioni in corso si allunga ora dopo ora e coinvolge l'intera penisola, da Sud a Nord, lungo quella direttrice che quotidianamente vede impegnati i trasporti con furgoni, camion, tir.

Il governo sul caro energia

Il ministro dell'Economia Franco ha detto che il governo è pronto a rivedere il Pnrr in base all'impatto dell'aumento dei costi dell'energia sulla crescita. Oggi è prevista una informativa del ministro della Transizione ecologica Cingolani in aula alla Camera.

Taranto

Prosegue a Taranto la mobilitazione degli autotrasportatori che in maniera spontanea presidiano la statale 106 e la statale 100 fermando i propri mezzi ai bordi della carreggiata per protestare contro il caro-carburante e l'aumento dei costi di gestione. Il traffico veicolare viene rallentato e al momento non ci sono blocchi, ma la situazione - dicono gli addetti ai lavori - potrebbe cambiare con un inasprimento della protesta in mancanza di risposte da parte del governo. Sui tir fermi sono attaccati dei manifesti con la scritta: "Il governo non ha compreso la situazione. Questa è la risposta che abbiamo ricevuto. Facciamo capire quanto costa fermare l'autotrasporto in Italia. Taranto spegne i motori".

I timori delle aziende

"Confermiamo tutti i timori relativi alla possibilità di un blocco totale dei mezzi pesanti, anche se al momento la produzione nello stabilimento non è stata fermata. Non escludiamo tuttavia di doverlo fare a breve qualora si verificheranno condizioni proibitive per la distribuzione e i trasporti". Lo dichiara Flavio Ferro, direttore operativo del pastificio La Molisana di Campobasso, che rifornisce l'intero territorio nazionale e 120 Paesi del marcato estero. Questa mattina si registrano blocchi di autotrasportatori tra la Statale 16, al confine con la Puglia, e alle porte del capoluogo di regione. Si tratta di presidi che stanno garantendo, secondo quanto si apprende, il passaggio dei mezzi pesanti carichi di merce in entrata e uscita dall'azienda che produce pasta. Un blocco di tir in protesta contro il caro carburante anche alle porte di Campobasso, all'altezza di san Giovannello. "La situazione - precisa Ferro - è in divenire. Qualora dovessero aggravarsi le condizioni relative ai trasporti prenderemo la decisione di fermare la produzione. Condividiamo - conclude - le motivazioni delle categorie vessate dal caro carburante ed all'aumento esponenziale dei costi a tutti i livelli. Stiamo monitorando con molta attenzione la situazione".

Domani raffica di scioperi

Venerdì 25 febbraio le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Fna e Faisa Cisal hanno indetto uno sciopero nazionale della durata di 24 ore con astensione dalle prestazioni lavorative dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Le organizzazioni sindacali Fast Confsal e Confail Faisa hanno indetto anche uno sciopero nazionale della durata di 4 ore con astensione dalle prestazioni lavorative dalle 8.30 alle 12.30. "Saranno garantite tutte le partenze dai capolinea fino alle 8.30 - ha avvisato Cotral con una nota - e poi alla ripresa del servizio alle 17 e fino alle 20. Tutte le informazioni sulla modalità di sciopero saranno disponibili sul sito internet cotralspa.it e sull'account Twitter@BusCotral".

Calabria

Gli autotrasportatori calabresi hanno attivato stamane presidi sulle grandi arterie di comunicazione della regione per protestare contro il caro prezzi che interessa carburanti ed energia. I presidi sono stati attivati in provincia di Catanzaro sulla strada statale 280 e, in particolare, nei pressi dello svincolo di Settingiano, in due distributori di carburante e nei pressi della rotatoria dell'aeroporto di Lamezia Terme. A Crotone il sit-in è stato organizzato nei pressi della rotonda di località Passovecchio, mentre iniziative analoghe sono segnalate nei pressi dello svincolo autostradale di Pizzo Calabro (Vv) e a San Lucido (Cs) sulla statale 18.

La protesta si svolge in maniera pacifica, anche se non mancano i rallentamenti per la circolazione stradale. L'iniziativa è stata promossa dall'Associazione imprese trasportatori calabresi (Aitic) che nei giorni scorsi aveva preannunciato la volontà di manifestare fino alla proclamazione di uno sciopero.

Ieri caos al Sud e un accoltellamento

Tir, furgoni e persino trattori fermi agli ingressi e sulle autostrade, ma nessuna grande sigla sugli striscioni. È la contestazione partita dalla 'base' del mondo degli autotrasporti del Sud Italia, organizzata tra social e gruppi in chat, che ha portato i manifestanti a bloccare diverse arterie del Paese, da Ravenna a Caltanissetta, contro l'aumento del prezzo dei carburanti. Non sono mancati i momenti di tensione, con un camionista accoltellato da un automobilista, per fortuna non gravemente.

Un preoccupante episodio si è verificato nel Foggiano, dove un camionista che stava protestando sulla statale 16 è stato accoltellato da un automobilista, per fortuna in modo non grave: alla vista dei manifestanti, l'aggressore non aveva rallentato, rischiando di investirli. A quel punto è sceso dall'auto e con un coltello ha ferito uno dei presenti.

Dal sit-in nei pressi degli svincoli dell'A2 di Gioia Tauro e di Rosarno fino alla sfilata dei camionisti sul tracciato casertano dell'A1 o le strade statali pugliesi di Lecce e Taranto, sono stati diversi i blocchi mobili imposti e poi rimossi, ma che hanno comunque causato rallentamenti e disagi al traffico. Nel Lazio, al mercato ortofrutticolo di Fondi, si è svolto un sit-in ma non c'è stato alcun blocco. Nel Barese, invece, i camionisti sono al secondo giorno di protesta sulla statale 96 e nella zona industriale di Altamura. La protesta, è stato annunciato, porterà i tir-lumaca venerdì alle porte di Bari.

Le iniziative però non si limitano al Mezzogiorno: il Porto San Vitale di Ravenna è bloccato dai camionisti contro il caro-gasolio e anche contro il Green pass. Il sit-in, è stato spiegato, ha fatto seguito alle mobilitazioni in corso anche in altre parti del Paese, come a Palermo e Caltanissetta. Anche se in generale si tratta di iniziative pacifiche, secondo gli stessi manifestanti la contestazione, partita dalla 'base' della categoria con molti autisti al servizio di microimprese soprattutto nel mondo dell'ortofrutta, potrebbe alzarsi di livello fino al blocco della fornitura di beni e servizi in tutto il Paese.

E se Assoutenti avverte sul rischio di eventuali "danni per produttori e consumatori", il presidente di Fiesa Confesercenti, Daniele Erasmi, prevede "difficoltà produttive delle imprese della filiera alimentare a partire dal sud, forte vocazione agricola. Ciò potrebbe ripercuotersi sulle filiere di grano, pane e pasta: segnaliamo già in provincia di Foggia difficoltà in ordine ai prodotti da forno".