Crisi Russia-Ucraina

Borrell: "Con Macron a Mosca segnali di distensione, ma nessun miracolo"

Il giorno dopo la missione di Macron in Russia e Ucraina, continua il dialogo diplomatico e spunta un sondaggio condotto dal Consiglio europeo, la maggioranza chiede in caso di invasione russa che "Nato e Ue devono sostenere Kiev"

Borrell: "Con Macron a Mosca segnali di distensione, ma nessun miracolo"
EU Media
Josep BORRELL

La missione del presidente francese Macron in Russia e Ucraina con l'obiettivo di una de-escalation della minaccia russa d'invasione dell'Ucraina, si è conclusa ieri a Berlino dove il capo dell'Eliseo ha incoraggiato la continuazione di "un dialogo rigoroso con la Russia". Putin gli avrebbe assicurato un abbassamento delle tensioni al confine, salvo poi arrivare, ieri in serata, la smentita della promessa dal Cremlino. Putin vuole la certezza "scritta" che la Nato non inglobi il territorio ex-soviet. "Ci sono stati segnali positivi che una soluzione per l'Ucraina potrebbe essere basata solo sul rispetto degli accordi di Minsk", ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, riferendosi agli accordi firmati nel 2015 tra Kiev e i separatisti filo-russi nell'Ucraina orientale. Peskov ha poi, però, lamentato che da parte di Zelensky non vi è stata alcuna indicazione su cosa sia pronta a fare "in modo rapido" Kiev in questo senso. "Quindi ci sono segnali positivi e ci sono segnali meno positivi", ha concluso.

Secondo il capo della diplomazia Ue, il problema tra Russia e Ucraina non è stato risolto. La visita del presidente francese Emmanuel Macron in Russia ha certamente portato "un elemento di distensione" nella crisi tra occidente e Mosca, ma non ha rappresentato un "miracolo", e "il problema non è stato ancora risolto", ha affermato Josep Borrell, commentando il giro fitto di colloqui condotto ieri da Macron.

Sul fronte statunitense dopo la visita del cancelliere Olaf Sholz alla Casa Bianca, la portavoce Jen Psaki, ha detto che Joe Biden parlerà di nuovo e presto con Emmanuel Macron dopo i fitti colloqui degli ultimi giorni. "Siamo e resteremo in stretto contatto con le controparti francesi a diversi livelli", aggiungendo che Biden "ha parlato con il presidente Macron due volte nell'ultima settimana". Gli Stati Uniti, ha insistito, sostengono "e sono incoraggiati da qualsiasi sforzo diplomatico", anche se "non possiamo controllare cosa farà dopo la Russia". "Quello che possiamo fare, e quello in cui penso ieri il presidente Macron abbia avuto un ruolo, è chiarire ai nostri alleati e partner che ci saranno conseguenze enormi se Putin decidesse di invadere ulteriormente l'Ucraina". Sanzioni economiche e soprattutto il blocco del gasdotto Nord Stream 2 progettato per far passare il gas russo in Europa.

Il cosìdetto dialogo diplomatico formato Normandia, dunque, non si ferma. I timori di un conflitto concreto nel cuore dell'Europa resta al centro delle preoccupazioni di tutti. Almeno 130.000 militari russi e filorussi sono ancora ammassati al confine con l'Ucraina e altri militari Nato potrebbero ancora arrivare nell'area. I cittadini ucraini sono devastati dalla tensione e manifestano nelle città contro le ingerenze russe. Intanto, il Washington Post rende noto che il Capo di Stato maggiore russo il generale Valery Gerasimov, è arrivato in Bielorussia, dove domani inizierà la seconda, e principale, fase delle esercitazioni militati congiunte fra Russia e Bielorussia che preoccupano l'Occidente. Il quotidiano americano cita analisti militari secondo cui "gli ultimi pezzi sono stati sistemati in vista di un attacco su larga scala che può deporre il governo ucraino e re imporre il controllo di Mosca". Le esercitazioni fra Russia e Bielorussia termineranno il 20, lo stesso giorno in cui si concluderanno le Olimpiadi di Pechino che di certo Vladimir Putin non vuole rovinare con una operazione militare.  

Domani il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, riceverà il premier britannico Boris Johnson. In mattinata terranno una conferenza stampa congiunta, mentre lunedì prossimo il ministro degli Esteri polacco Zbigniew Rau, attualmente Presidente di turno dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) si recherà in visita a Mosca.

Papa: la guerra è una pazzia, serve dialogo

Il Papa, alla fine dell'udienza generale, ha ringraziato coloro che hanno risposto al suo appello e hanno dedicato il 26 gennaio alla preghiera per la pace in Ucraina. "Continuiamo a supplicare il Dio della pace perché le tensioni e le minacce di guerra siano superate attraverso un dialogo serio e affinchè a questo scopo possano contribuire i colloqui nel formato normandia. E non dimentichiamo: la guerra è una pazzia", ha detto il Santo Padre.

Manifestazione a Kharkiv, Ucraina AP
Manifestazione a Kharkiv, Ucraina

Paura di un conflitto alle porte dell'Europa, il sondaggio tra i cittadini europei: in caso di invasione della Russia "Nato e Ue devono sostenere Kiev"

La minaccia russa alle porte dell'Europa preoccupa l'opinione pubblica e spunta un sondaggio i cui autori suggeriscono che la crisi potrebbe finire per cambiare radicalmente il modo in cui i cittadini dell'Europa vedono la loro sicurezza. La maggiornaza degli europei interpellati ritiene che se la Russia invaderà l'Ucraina nel 2022, sia la Nato che l'Ue dovrebbero sostenere Kiev. Il sondaggio, svolto a fine gennaio in Italia, Polonia, Romania, Svezia, Germania, Francia e Finlandia, mostra che la maggioranza dei cittadini di sei dei sette paesi intervistati ritiene che la Russia invaderà l'Ucraina nel corso del 2022: i più convinti si sono mostrati, generalmente, i residenti nei Paesi più vicini al confine orientale dell'Europa.

La Finlandia (44%) è l'unico Paese sotto la soglia del 50%, ma altrove il 51% degli intervistati in Francia e Italia, il 52% in Germania, il 55% in Svezia, il 64% in Romania e il 73% in Polonia ha affermato di ritenere probabile un'invasione russa entro l'anno. Più del 60% degli interpellati crede inoltre che la Nato dovrebbe intervenire in aiuto dell'Ucraina in caso di aggressione della Russia. La maggioranza in tutti e sette i paesi vede la Nato e i suoi 30 singoli stati membri come i principali difensori della sovranità ucraina, ma sente anche chiaramente che l'Ue ha la forte responsabilità di intervenire in difesa dell'Ucraina in caso di invasione russa. "I dati suggeriscono una sorta di risveglio geopolitico in Europa", ha affermato Mark Leonard, direttore del Consiglio europeo per le relazioni estere (ECFR), che ha condotto il sondaggio in sette paesi, che rappresentano i due terzi della popolazione dell'Ue. "Gli stati dell'Ue sono stati descritti come divisi, deboli e assenti sull'Ucraina, ma i cittadini europei sono uniti: sono d'accordo sul fatto che Vladimir Putin potrebbe intraprendere un'azione militare e che l'Europa, insieme ai suoi partner della Nato, dovrebbe correre in aiuto dell'Ucraina", ha aggiunto Leonard. Il sondaggio ha mostrato che "non c'è più molta verità nel cliché secondo cui gli europei credono che la guerra sia impensabile e diano per scontata la pace". "Percepiscono il loro mondo come in uno stato prebellico piuttosto che postbellico", ha sottolineato Leonard. 

Gli stati dell'Ue sono stati descritti come divisi, deboli e assenti sull'Ucraina, ma i cittadini europei sono uniti: sono d'accordo sul fatto che Vladimir Putin potrebbe intraprendere un'azione militare e che l'Europa, insieme ai suoi partner della Nato, dovrebbe correre in aiuto dell'Ucraina

Il sondaggio tra gli europei