La crisi al confine con l'Europa

Macron verso Mosca: "Dialogo e de-escalation per impedire l'uso delle armi"

Il presidente francese sarà oggi a Mosca e domani a Kiev per negoziare un abbassamento delle tensioni sul confine ucraino, Putin non parteciperà alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco

Macron verso Mosca: "Dialogo e de-escalation per impedire l'uso delle armi"
(Sarah Meyssonnier/Pool via AP)
Emmanuel Macron

Ore cruciali per una soluzione sulla crisi ucraina per via diplomatica. E' il presidente francese Macron a condurre la partita diplomatica sul versante europeo, in fondo è suo il turno alla presidenza dell'Unione Europea. E' stato un week-end fitto di telefonate con i suoi omologhi, a partire dal presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky, a seguito delle quali il presidente francese partirà nel primo pomeriggio per Mosca e domani sarà a Kiev per negoziare di persona una "de-escalation" delle tensioni nella regione ex-sovietica. In una "logica di coordinamento", in vista della sua missione diplomatica, ieri Macron ha avuto un nuovo colloquio anche con Joe Biden.

"Entrerà in contatto" con i leader di Russia e Ucraina, "avvierà i negoziati nei termini più chiari possibili", ha affermato la presidenza francese. "Non si tratta di risolvere tutto", ma di andare verso una "de-escalation".

Il telefono dell'Eliseo si è connesso anche con quelli del primo ministro britannico Boris Johnson, del capo della Nato Jens Stoltenberg e dei leader dei tre paesi baltici, del presidente lituano Gitana Nauseda e dei primi ministri di Lettonia, Krisjanis Karins, ed Estonia, Kaja Kallas. 

"Discuteremo i termini della de-escalation, ma bisognerà essere molto realistici: non otterremo gesti unilaterali", ma un alleggerimento delle tensioni sarebbe "fondamentale per evitare un deterioramento della situazione", ha detto il presidente d'oltralpe.

Mentre lui vola in Russia il cancelliere tedesco Olaf Scholz è negli Stati Uniti per la sua prima visita a Washington dove incontrerà il presidente Biden alla Casa Bianca. Il governo tedesco è criticato per non aver sostenuto abbastanza l'Ucraina. Centinaia di soldati russi sono ancora ammassati nei punti nevralgici al confine. Non c'è tempo da perdere, il dialogo deve intrecciarsi al meglio, domani di rientro dagli Usa il Cancelliere ha chiesto un vertice a Berlino con il presidente polacco Andrej Duda e lo stesso Macron.

Per i tedeschi il gas è uno dei nodi principali da sciogliere: "Lotteremo per il transito del gas attraverso l'Ucraina e saremo molto forti se questo transito di gas sarà messo in pericolo", ha detto Scholz al Washington Post e minaccia sanzioni: "Abbiamo lavorato duramente per inviare un messaggio chiaro alla Russia che pagherebbe un prezzo elevato se dovessero intervenire in Ucraina". 

Ma avvertono dal Cremlino è improbabile che Putin e Macron parlino anche del gasdotto Nord Stream 2: "Non può essere un argomento centrale delle discussioni. Potrebbe essere menzionato in qualche modo. Ma difficilmente sarà un argomento centrale", ha detto il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov ai giornalisti ella stampa statale Tass.

Peskov fa sapere, peraltro, che il presidente russo Putin non prenderà parte alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco nè di persona nè in collegamento video. Sarà il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ad aprire il forum a Monaco che si terrà tra il 18 e il 20 febbraio, summit che si terrà in formato ridotto con la partecipazione di 30 capi di Stato e 100 ministri oltre ai leader delle principali organizzazioni internazionali come Onu, Nato ed Ue.

Discuteremo i termini della de-escalation, ma bisognerà essere molto realistici: non otterremo gesti unilaterali, ma dobbiamo evitare un deterioramento della situazione, dobbiamo proteggere i nostri fratelli europei proponendo un nuovo equilibrio in grado di preservare la loro sovranità e pace, rispettando i traumi contemporanei della Russia

Emmanuel Macron

Dunque sono ore importantissime quelle affidate al presidente francese, negoziare è essenziale per disinnescare la minaccia concreta di un'invasione da parte russa che potrebbe avere conseguenze disastrose per i due paesi, sia in termini di vittime sul campo, che per la pace in Europa che si troverebbe con un conflitto troppo vicino alle porte e con centinaia di profughi in fuga dalla guerra.

Al Journal du Dimanche Macron ha detto che l'obiettivo della Russia "non è l'Ucraina, ma un chiarimento delle regole con la Nato e l'Ue". Il presidente francese ha auspicato che il suo dialogo con l'omologo russo sia sufficiente a prevenire un conflitto militare, ritenendo che Putin sarà disponibile a discutere di questioni più ampie. Macron ha quindi ribadito che la Russia ha il diritto di esprimere le proprie preoccupazioni. Ma ha anche detto che il dialogo con la Russia non può "passare attraverso l'indebolimento di nessuno Stato europeo". "Dobbiamo proteggere i nostri fratelli europei proponendo un nuovo equilibrio in grado di preservare la loro sovranità e pace", ha affermato. "Questo deve essere fatto rispettando la Russia e comprendendo i traumi contemporanei di questo grande popolo e grande nazione".

Domani a Kiev Macron troverà i ministri degli Esteri di Austria, Slovacchia e della Repubblica Ceca, già arrivati nella regione di Luhansk controllata da Kiev, a poca distanza dalla linea di contatto con le forze separatiste. E' stato il ministro degli Esteri ucraino, Dmitry Kuleba a volere la loro presenza in modo che possano "verificare in prima persona le conseguenze dell'aggressione della Russia e gli sforzi dell'Ucraina per superarle". Anche l'omologa tedesca, Annalena Baerbock, attesa a Kiev oggi, domani andrà nel Donbass.  

Gli Stati Uniti sono convinti che l'invasione militare sia imminente, attraverso il New York Times, l'amministrazione Biden è tornata a lanciare un allarme per una possibile invasione russa dell'Ucraina che potrebbe portare alla caduta di Kiev in due giorni e provocare fino a 50.000 morti civili. Eppure non tutti la pensano allo stesso modo, a partire dagli stessi ucraini: "Non credete alle previsioni apocalittiche", ha detto il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba aggiungendo che "Oggi l'Ucraina ha un forte esercito, un sostegno internazionale senza precedenti e la fiducia degli ucraini nel loro paese".

Militari e armamenti continuano a posizionarsi senza nascondersi troppo, l'incrociatore lanciamissili Maresciallo Ustinov, della Flotta russa del Nord, è entrato nel Mar Mediterraneo dopo aver superato lo Stretto di Gibilterra. Lo riporta il sito di Naval News, rivista ufficiale della Royal Navy. L'incrociatore Ustinov è stato impegnato con la fregata Ammiraglio Kasatonov, in esercitazioni nella parte nord-orientale dell'Oceano Atlantico a largo di Norvegia, Gran Bretagna e Irlanda.