L'allarme

Ucraina, Soleterre: evacuati da Kiev i bimbi malati di tumore ma i più gravi non sono trasportabili

Damiano Rizzi, presidente della onlus: "I piccoli pazienti oncologici curati in un bunker a Kiev per non interrompere le cure salvavita"

Ucraina, Soleterre: evacuati da Kiev i bimbi malati di tumore ma i più gravi non sono trasportabili
Rainews.it
Damiano Rizzi, Soleterre

“Stiamo mettendo in protezione i bambini malati oncologici e le loro famiglie, li stiamo evacuando d'urgenza, dalla scorsa notte, verso la città ucraina di Ternopil -ad ovest - poiché Kiev è diventata troppo pericolosa. I casi più gravi, 15 bambini, sono invece rimasti nella capitale perché non trasportabili”. Il grido di allarme arriva da Damiano Rizzi, presidente di Soleterre, la Fondazione che lavora in Ucraina dal 2003 garantendo assistenza ai bambini malati di tumore e supportando una casa di accoglienza a Kiev, la Dacha.

I bambini hanno un’età compresa tra i pochi mesi e i 17 anni, tutti stanno ricevendo assistenza. “Quello che si prospetta è però drammatico. Non abbiamo parole per raccontare cosa stiamo vivendo, iniziano anche a scarseggiare i medicinali. In venti anni di intervento in un paese già piegato dal conflitto, vediamo le speranze dei nostri pazienti e del nostro staff sgretolarsi”.

L’intervento di Soleterre in Ucraina si inserisce all’interno del programma globale “Grande come il cancro”, attivo in 6 Paesi. L’organizzazione ha realizzato interventi strutturali, garantito strumentazione medica e forniture di farmaci nei reparti dell’Istituto del cancro e dell’Istituto di neurochirurgia di Kiev. Nel 2009 è stata aperta la casa di accoglienza “La Dacha del sorriso”. 

“La situazione è al collasso, la priorità è garantire la continuità assistenziale e quindi la vita. Prevediamo una tragedia umanitaria enorme: ci sarà bisogno di tutto, supporto umano, solidarietà e soprattutto, aiuti, la popolazione è stremata” conclude Rizzi.

Il presidente di Soleterre ci racconta che Kiev, "non è più sicura, i bombardamenti proseguono e l'incolumità dei nostri pazienti è a rischio. Il seminterrato della nostra casa di accoglienza, la Dacha, è troppo precario, i bambini sono impauriti e la nostra priorità è metterli in salvo e continuare le loro cure salvavita”

“Nella notte del 24 febbraio abbiamo deciso un'evacuazione d'urgenza delle prime 4 famiglie dalla casa di accoglienza a Ternopil, dove c'è un ospedale in grado di proseguire le cure dei piccoli pazienti". Si tratta di bambini alle prese con due guerre: contro la malattia, dentro di loro, e contro i bombardamenti, all’esterno, che minano profondamente la loro serenità.

Damiano Rizzi, psicologo clinico ed oncologo parla dibambini fortemente traumatizzati, anzi pluritraumatizzati. Già la diagnosi di tumore è un evento traumatico in sé, se si aggiunge l’esperienza della guerra si arriva alla disperazione, per i piccoli e per le loro famiglie". E conclude “Per ora sono al sicuro, ma non sappiamo cosa accadrà nelle prossime ore”.