Una manovra per favorire la competitività dell'industria e della ricerca

La Camera Usa approva una legge per contenere l'influenza economica della Cina

Diverse misure, contenute nella legge, sono però indirizzate al contenimento economico del paese asiatico

La Camera Usa approva una legge per contenere l'influenza economica della Cina
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L'aula del Congresso degli Stati Uniti

La Camera Usa ha approvato una legge che prevede ampi investimenti nell'industria americana e nella ricerca scientifica, nonché modifiche della politica commerciale, per rendere più competitivi gli Stati Uniti sul piano internazionale e far fronte alla crescente influenza economica della Cina, diventata l'avversario numero uno di Washington. La legge, che ora deve essere votata al Senato, prevede anche 52 miliardi per i semiconduttori, essenziali per la produzione di auto e smartphone.

Il disegno di legge "America Competes Act" punta a rafforzare la competitività degli Stati Uniti in settori strategici quali i semiconduttori ma diverse misure sono indirizzate al contenimento economico della Cina e a sanzionare gli abusi dei diritti umani nel Paese asiatico. Il disegno di legge prevede anche l'istituzione di un programma di "osservazione della Cina" all'interno del Servizio diplomatico Usa, col compito di "monitorare e combattere l'influenza negativa" di Pechino.

L'amministrazione Biden ha spiegato che la penuria di microchip ha un effetto diretto sull'inflazione galoppante negli Usa. Il progetto di legge, ha sottolineato la presidente della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, risponde "all'imperativo economico e di sicurezza nazionale di sostenere l'industria e i lavoratori americani" e consente a Washington di "non essere alla mercé di altri Paesi". Il gigante di microchip Intel ha già annunciato la costruzione, a partire dalla fine dell'anno, di due fabbriche di semiconduttori nell'Ohio.

In attesa del voto al Senato si registra tuttavia la voce dissonante di Judy Chu, deputata democratica californiana di origine cinese e presidente dell'Asian Pacific American Caucus, che ha inviato una lettera ai suoi colleghi la scorsa settimana, avvertendo che "la dipendenza dalla paura nei confronti della Cina" come strumento per tutelare la competitività degli Stati Uniti rischia di "incoraggiare la xenofobia".