Convalidato il fermo

Omicidio Carol Maltesi, Davide Fontana conferma la prima confessione: "Uccisa a martellate"

Il 43enne dipendente di banca, fermato lunedì con l'accusa di aver ucciso e fatto a pezzi la 26enne italo-olandese, madre di un bambino di sei anni, ha confermato di aver ucciso la ragazza al culmine di una pratica erotica estrema

Omicidio Carol Maltesi, Davide Fontana conferma la prima confessione: "Uccisa a martellate"
ANSA/Instagram
Carol Maltesi

E’ durato meno di mezz'ora l'interrogatorio in carcere di Davide Fontana, il 43enne dipendente di banca fermato lunedì con l'accusa di aver ucciso e fatto a pezzi la 26enne Carol Maltesi, italo-olandese, madre di un bambino di sei anni che vive con il padre. Da meno di un anno la giovane donna aveva iniziato a lavorare nel cinema erotico, a cui si era avvicinata all’inizio pubblicando dei video sul sito Onlyfans con il nome d'arte di Charlotte Angie

L’omicidio è avvenuto nel gennaio scorso a Rescaldina, vicino Legnano, nel Milanese nella casa della vittima. Fontana, impiegato di banca e fotografo, era vicino di casa di Carol Maltesi, aveva avuto una relazione con lei nel 2020, poi, come certificato da conoscenti comuni, i due erano rimasti amici. 

La confessione

Davanti al gip Angela Corvi, Fontana si è rifatto all'interrogatorio di lunedì scorso in cui ha confessato di aver ucciso la donna durante una pratica erotica estrema che prevedeva colpi di martello su tutto il corpo. L'uomo avrebbe detto di non sapere bene cosa fosse successo, di essersi reso conto di averle procurato molte ferite e, sebbene pensasse che la ragazza fosse ormai morta, di averle tagliato la gola con un coltello da cucina poi buttato in un cestino dell'immondizia a Rescaldina. 

In quella occasione, il 43enne, in un racconto dell’orrore, aveva dichiarato agli inquirenti di aver fatto a pezzi il corpo della giovane, di averlo nascosto per due mesi in un congelatore e spiegato poi di averlo smembrato in vari momenti. Aveva ancora aggiunto di aver tentato di darle fuoco e infine di aver abbandonato i resti, contenuti in quattro sacchi dell'immondizia, in un dirupo a Borno, tra le montagne del Bresciano. 

Il gip ha confermato il fermo di Fontana, che resta in carcere. Gli atti saranno trasmessi per competenza territoriale alla Procura di Busto Arsizio.

Dopo il ritrovamento, i resti della ragazza erano stati portati all’istituto di medicina legale di Brescia, ma l’identificazione era risultata particolarmente difficile: la donna aveva, infatti, ricevuto molti colpi al volto che l’avevano sfigurata, probabilmente inferti dopo la sua morte. È stato per questo che gli investigatori e gli inquirenti avevano deciso di diffondere la descrizione di una parte degli undici tatuaggi che la donna aveva sul corpo, sperando in un riconoscimento.

I sospetti del giornalista e la svolta nelle indagini

Proprio da quei tatuaggi un giornalista di BsNews era risalito all’ipotesi che il corpo ritrovato a Borno fosse della giovane Carol Maltesi e aveva provato a contattarla con alcuni messaggi su WhatsApp. Ad alcuni di questi era arrivata risposta: “Non ho tempo per i giornalisti”, oppure “Io sto bene fortunatamente”. Pur avendo avuto riscontro ai messaggi, il giornalista aveva però verificato che il profilo Facebook della donna era fermo da tempo. Aveva così deciso di comunicare agli inquirenti i suoi sospetti. A rispondere ai messaggi, si è scoperto dopo, era stato Fontana che, per diverso tempo dopo l'omicidio, aveva conservato e utilizzato il telefono di Carol Maltesi allo scopo di depistare le indagini.