Il ministro degli Esteri in Qatar

Di Maio: "Lavoriamo ad alternative al gas russo, no ai ricatti"

Lunedì summit Draghi-von der Leyen sul "dossier energetico"

Di Maio: "Lavoriamo ad alternative al gas russo, no ai ricatti"
Ansa
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, durante la missione a Doha (Qatar)

Dopo la visita ad Algeri, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, accompagnato dall'Ad di Eni, Claudio Descalzi, è andato a Doha, in Qatar: "Stiamo intervenendo per rafforzare con altri Paesi la nostra cooperazione energetica. Lavoriamo per aumentare le nostre forniture di gas nel breve, medio e lungo periodo, per evitare ogni genere di ricatto ed avere alternative al gas russo".

Il ministro in un post su Facebook racconta l'obiettivo della missione, la corsa ad un percorso che liberi l'Italia dalla dipendenza energetica dal gas russo, per arginare sia nel breve - scrive - che nel lungo periodo le conseguenze economiche di una limitata diversificazione energetica: "Dobbiamo agire in fretta per arginare i potenziali effetti economici di questa guerra portata avanti dal governo russo, e tutelare famiglie e imprese italiane - così Di Maio - Le bombe continuano a scoppiare in Ucraina, uccidendo centinaia di civili, questa folle guerra va fermata". Secondo Di Maio, occorre usare la via diplomatica, ma "senza arretrare di un millimetro sulle sanzioni alla Russia". 


La guerra del gas

La Russia continua a essere il primo esportatore di gas naturale al mondo, con oltre 247 miliardi di metri cubi di gas esportati - dati del 2018 - 200 dei quali diretti verso i mercati europei, fra cui anche l'Italia, che si attesta come il terzo importatore dopo Germania e Turchia (con 22 miliardi di metri cubi). 

Gasdotto Russo Getty
Gasdotto Russo

Il nodo delle sanzioni alla Russia

L'export di risorse naturali, primi fra tutti petrolio e gas, è componente fondamentale del bilancio statale russo. Nel bimestre agosto-settembre del 2019, l'export di idrocarburi è stato pari al 65,38% dell'intero volume di esportazioni della Federazione russa. Nel 2018, l'intero settore rappresentava il 40% delle entrate di bilancio. Ma l'Italia - con la Germania - è tra i paesi dell'Ue che dipende maggiormente dal gas russo. 

Il presidente del consiglio, Mario Draghi Getty
Il presidente del consiglio, Mario Draghi

Le opzioni europee: il "dossier energetico"

Lunedì 7 marzo, il premier Mario Draghi e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, avranno un bilaterale sul dossier energetico, proprio alla vigilia delle nuove comunicazioni dell'esecutivo dell'Unione sull'energia. Tra le ipotesi di cui si discute: in campo una accelerazione sull'acquisto di stock comuni, e poi circola tra alcuni Stati membri, la proposta di un fondo ad hoc europeo per aiutare gli Stati più danneggiati, a varare agevolazioni per imprese e famiglie.

Opzioni sulle quali si fa sempre più forte la pressione in ambito europeo dei Paesi membri che hanno una più marcata dipendenza energetica dal gas russo (come l'Italia e la Germania), ma si devono fare i conti con un diverso sentire di Paesi che hanno già una autonomia energetica basata su altre fonti di produzione. Ma l'obiettivo - a medio termine - sul quale c'è sempre più condiviso nell'Unione, è di troncare la dipendenza dalla Russia. 

Ursula von der Leyen (ApPhoto)
Ursula von der Leyen