La guerra in Ucraina

I capi dei governi di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia in missione a Kiev

Morawiecki, Fiala e Janša incontrano Zelensky: "Qui si fa la storia"

I capi dei governi di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia in missione a Kiev
Ansa
Kiev, tre premier Ue a colloquio con Zelensky

Una "missione di pace" della Nato "protetta dalle forze armate" per garantire l'arrivo degli aiuti umanitari all'Ucraina: a chiederla è stato il vicepremier polacco, Jaroslaw Kaczynski, nella missione a Kiev con i premier di Polonia, Mateusz Morawiecki, della Repubblica Ceca, Petr Fiala, e della Slovenia, Janez Jansa, la prima di leader stranieri dall'inizio dell'invasione russa, tre settimane fa. 

I tre sono arrivati nella capitale sotto coprifuoco dopo un lungo viaggio in treno per portare la solidarietà dell'Europa: "È qui, nella Kiev dilaniata dalla guerra, che si fa la storia", ha twittato il polacco Morawiecki, "è qui che la libertà combatte il mondo della tirannia. È qui che il futuro di ciascuno di noi è in bilico. L'Ue sostiene l'Ucraina, che può contare sull'aiuto dei suoi amici".

L'idea del viaggio era stata avanzata al Consiglio europeo di Versailles anche se Bruxelles ha precisato che i tre leader non hanno un mandato dell'Unione. 

Kaczynski, fondatore del partito di destra conservatore Diritto e Giustizia (PiS) al governo dal 2015, è considerato il personaggio più influente nell'esecutivo polacco. Quindi la sua proposta per una forza Nato è particolarmente significativa. "Questa missione non può essere una missione disarmata, ma si deve poter difendere per operare in territorio ucraino", ha sottolineato Kaczynski in una conferenza stampa, "deve avere possibilmente una struttura internazionale più ampia e cercare di fornire aiuti umanitari e pacifici in Ucraina".

La delegazione è arrivata in una capitale scossa dai bombardamenti che hanno causato almeno cinque morti e alle prese con un coprifuoco di 35 ore per fronteggiare il pericolo degli attacchi delle forze russe sempre più vicine.

I leader sono stati accolti dal presidente ucraino, Volodymyr Zelesnsky, e dal primo ministro, Denys Chmygal: "La vostra visita a Kiev in questo momento difficile per l'Ucraina è un forte segnale di sostegno. Lo apprezziamo davvero perché non avete paura di nulla e avete più paura per la nostra sorte", ha detto Zelensky. "Ci fidiamo totalmente di questi Paesi e siamo al 100% sicuri che le nostre discussioni raggiungeranno gli obiettivi per il nostro Paese, la nostra sicurezza e il nostro futuro", ha aggiunto.

Il premier polacco, da parte sua, ha sottolineato che l'Ue deve concedere "rapidamente lo status di candidato all'Ucraina" e "l'Europa deve capire che se perde l'Ucraina, non sarà più la stessa". 

Il collega ceco, Petr Fiala, ha affermato che "l'obiettivo principale" della visita a Kiev è dire agli ucraini che "non sono soli" nella loro lotta contro l'invasione russa. Il premier ceco ha detto di voler assicurare agli ucraini che stiamo "ospitando le vostre mogli e i vostri figli" e fornendo loro un "rifugio".

In precedenza, il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, ha incontrato a Kiev il suo omologo ucraino, Dmytro Kuleba. Lo ha confermato quest'ultimo su Twitter, sottolineando che Landsbergis è "il primo ministro degli Esteri a recarsi in visita in Ucraina dall'inizio dell'invasione".

"Il sostegno della Lituania è di ferro sia a livello bilaterale che all'interno dell'Ue e della Nato - ha aggiunto Kuleba - Lavoriamo per accelerare l'adesione dell'Ucraina all'Ue. La Russia deve rispondere dei suoi crimini".