Guerra e pace

La Bicocca fa marcia indietro: il corso monografico di Paolo Nori su Dostoevskij si farà

Ieri sera l'amaro sfogo sui social dello scrittore: "Cancellato il mio corso, è censura". Quindi la tempesta sui social e i chiarimenti dell'università Bicocca: "Un fraintendimento"

La Bicocca fa marcia indietro: il corso monografico di Paolo Nori su Dostoevskij si farà
Ansa
Lo scrittore e traduttore Paolo Nori in occasione del premio letterario Campiello del 2021

La Bicocca fa marcia indietro: il corso monografico di Paolo Nori su Dostoevskij si farà. 

Tutto nasce nella giornata di ieri quando, dal profilo personale su Instagram, lo scrittore e traduttore Paolo Nori si sfoga in un video: ha ricevuto una email dall’Università milanese della Bicocca dove viene informato che il corso “La grande Russia portatile. Viaggio sentimentale nel paese degli zar, dei soviet, dei nuovi ricchi e nella più bella letteratura del mondo” e che avrebbe dovuto tenere dal 20 marzo è stato rinviato: “Caro professore, stamattina il prorettore alla didattica mi ha comunicato la decisione presa con la rettrice di rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo – legge ad alta voce - è quello di evitare ogni forma di polemica soprattutto interna in quanto momento di forte tensione”. Le parole sono lette con voce quasi spezzata e in lacrime: “Non solo essere un russo vivente è una colpa oggi in Italia, ma anche essere un russo morto. Un russo che quando era vivo, nel 1849, è stato condannato a morte perché aveva letto una cosa proibita – ha spiegato, dicendosi incredulo – Quello che sta succedendo in Ucraina sia una cosa orribile e mi viene da piangere solo a pensarci. Ma quello che sta succedendo in Italia oggi, queste cose sono ridicole: un’università italiana che proibisce un corso è incredibile. Anzi, in questi giorni bisognerebbe parlare di più di Dostoevskij”. 

Nori, già docente al Dipartimento di studi umanistici della Iulm dove insegna Traduzione editoriale della saggistica russa parla chiaro, si tratta di “ una ridicola censura. La paura che fanno i russi sta prendendo dimensioni singolari".

Lo sfogo di Nori in poche ore rimbalza tra migliaia di condivisioni su varie piattaforme e arriva sulle prime pagine dei siti. Il coro unanime condivide lo sdegno e il grido alla censura preventiva e insensata. Interviene anche il sindaco di Milano, città che ospita l’università Bicocca, cercando di calmare gli animi: "La rettrice della Bicocca, Giovanna Iannantuoni, che ho sentito al telefono, mi ha detto che le cose non stanno così, che non è stato cancellato nessun corso. Ma certamente qualcuno lì ha sbagliato. Ritengo - ha continuato Giuseppe Sala – che sia un errore cancellare un corso del genere". In tanti chiedono che si faccia chiarezza sulla faccenda. Matteo Renzi annuncia l’intenzione di procedere con una interrogazione parlamentare alla ministra dell’Università e della ricerca Maria Cristina Messa. Quest’ultima si è subito attivata per sentire sia lo scrittore Paolo Nori che la rettrice per avere chiarimenti. 

Quindi poco prima di pranzo e a meno di dodici ore dall’esplosione dell’affair Dostoevskij, arriva il chiarimento da parte della Bicocca: i quattro incontri previsti sono confermati. “Si è trattato di un fraintendimento” chiude così la questione la rettrice. “Bene che l'Università Milano-Bicocca abbia rivisto la propria decisione", ha commentato la ministra Messa. "È molto importante che si tengano le lezioni di Paolo Nori, con l'appoggio dell'ateneo. Dostoevskij è patrimonio dal valore inestimabile e la cultura resta libero terreno di scambio e arricchimento. Il Ministero dell'Università e della Ricerca promuove il fondamentale ruolo delle università come luogo di confronto e di crescita comune".