Paura atomica

La centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa

La paura di una nuova Chernobyl e una panoramica delle altre realtà nucleari del Paese minacciato dall'esercito russo

La centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa
Ansa
Attacco centrale nucleare Zaporizhzhia

Assurta suo malgrado all’attenzione mondiale dopo l’assalto di questa notte da parte dell’esercito russo, la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia si presenta come la più grande d’Europa e la quinta nella classifica delle centrali nel mondo. 

Quella di Zaporizhzhia fornisce energia ad un quinto della popolazione dell’intera Ucraina. Ospitata nella parte centrale del Paese, si trova vicino la città di Enehodar, sulle sponde del bacino idrico di Kachovka, nei pressi del fiume Dnepr che, stiamo imparando, risulta decisiva per le mosse geopolitiche di espansione putiniana. Conta in totale sei reattori di tipo VVER1000 per 5.700 MW, una serie di impianti nucleari ad acqua pressurizzata progettati e costruiti dall’Unione sovietica. I primi cinque furono resi attivi tra il 1985 e il 1989 ( a cavallo del disastro di Chernobyl, avvenuto nel 1986), l’ultimo nel 1995.  

Lo speciale sistema di contenimento consta di una cupola rossa posta alla sommità di ogni reattore e può sopportare, stando a quanto riportato dalle autorità ufficiali anni prima dell’attuale guerra in atto, l’impatto di un incidente aereo o di un terremoto del settimo grado. Ma già nel 2016 l’ecologista Oleksiy Pasyk, del National Geographic Centre ucraino, in una intervista al canale Euronews, dichiarava le sue perplessità sulla sicurezza tecnica e sulla capacità di contenimento del nucleo centrale ritenuto già troppo vecchio (e quindi instabile) otto anni fa e nonostante la sua rigenerazione.

Ma dopo la notte e l’alba di paura arriva comunque la rassicurazione da parte dell’Aiea, Agenzia internazionale per l’energia atomica, che non ha rilevato alcuna presenza di radiazioni. L’incendio di questa notte è stato domato ma la minaccia atomica rimane comunque percepita come tale a livello internazionale. Un timore confermato anche nella notte dal ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba in cui ha affermato che un’eventuale esplosione della centrale nucleare di Zaporizhzhia potrebbe causare un disastro “dieci volte più grave di quello di Chernobyl”.

Come ricorda Wikipedia, “una centrale nucleare è un impianto industriale in cui l'energia nucleare viene trasformata in energia termica ed elettrica. Generalmente le centrali nucleari operano come centrali elettriche quindi un impianto di questo tipo può essere indicato più precisamente come centrale nucleotermoelettrica o più brevemente come centrale elettronucleare. Una centrale nucleare è dotata di uno o più reattori a fissione nucleare, dispositivi che permettono di sfruttare il calore prodotto da una reazione di fissione nucleare a catena auto-alimentata e controllata per generare vapore a temperatura e pressione elevate, col fine di azionare delle turbine a vapore accoppiate ad alternatori, e produrre così energia elettrica”.

Ad oggi, il più grande impianto di produzione di energia del mondo è la diga delle Tre Gole, nella provincia di Hubei, in Cina, mentre nel territorio ucraino sono ben 15 i reattori attivi, divisi in quattro impianti. Da soli producono in totale 3.823 megawatt, fornendo energia per il 55% del fabbisogno del Paese e, come riporta il Guardian, la centrale di Zaporizhzhia genera da sola quasi la metà dell’energia elettrica derivante dall’atomo in tutto il Paese. La centrale, dove sono attivi 6 dei 15 reattori ucraini, è situata a circa 200 km dalla regione contesa del Donbass e a 550 km da Kiev. Nella zona Sud del paese ne è presente un’altra, con 3 reattori funzionanti, anche questa a rischio di essere coinvolta direttamente dagli scontri tra l’esercito russo e quello ucraino. Le ultime due centrali nucleari ucraine si trovano a Rivne e Khmelnitsky, a ovest di Kiev e vicine al confine con la Polonia: lì sono attivi 4 reattori nella prima centrale e ulteriori 2 nella seconda.