L'intervista

Guerra in Ucraina, l'Ispi: "Ora la vera partita si gioca tra Usa e Cina"

Quali potrebbero essere le mosse dei grandi attori internazionali in questa fase e quale il peso di Taiwan? L'analisi di Filippo Fasulo, Istituto per gli studi di politica internazionale

Guerra in Ucraina, l'Ispi: "Ora la vera partita si gioca tra Usa e Cina"
Filippo Fasulo
Filippo Fasulo, Co-head, Osservatorio Geoeconomia, dell’ISPI, Istituto per gli studi di politica internazionale

Russia, Ucraina, Cina, Nato, Stati Uniti e Unione Europea. Cercare di capire quali potranno essere le prossime mosse dei grandi e piccoli attori di quello che si sta presentando sempre più come una ridefinizione dei rapporti economici e di geopolitica non è semplice. Abbiamo chiesto aiuto al professor Filippo Fasulo, Co-head, Osservatorio Geoeconomia, dell’ISPI, Istituto per gli studi di politica internazionale.

Professore, partiamo dall’incontro tra Cina e Stati Uniti a Roma di queste ultime ore: un vertice forse più silenzioso ma non per questo meno importante rispetto a quello che sta accadendo sul fronte Russia – Ucraina?
Se guardiamo alle pagine dei giornali e ai comunicati diplomatici ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale il confronto tra le due grandi potenze. Alla Cina preme chiarire intanto la propria posizione su due fronti. Da un lato, spingere affinché si limitino il più possibile le vittime civili del conflitto Russia – Ucraina perché non intende passare, a livello internazionale, come co-carnefice delle morti che stanno aumentando giorno dopo giorno. Dall’altro vorrebbe ridurre al minimo le sanzioni che, colpendo la Russia, vanno a colpire collateralmente ma comunque in maniera incisiva anche la loro economia andando a minare, di fatto, il lungo lavoro di politica economica e di narrazione che conosciamo sotto il nome della “via della seta”.  Dobbiamo capire quale sarà l’eventuale costo che Pechino è disposto a pagare e sta già pagando.

Professor Fasulo, in questa intricata partita a scacchi è stato inserito il nome anche di un’altra realtà economicamente contesa, quella di Taiwan. Dobbiamo considerarla come argomento sul tavolo delle trattative?
Agli occhi di Pechino Taiwan rimane un territorio che non ha mai smesso di fare parte della Repubblica popolare cinese. Per questo, un qualsiasi intervento su Taiwan, allo stato attuale delle cose, sarebbe assimilato ad un intervento effettuato entro i confini della stessa Repubblica popolare. In questo momento credo che lo status quo dell’isola non sia in messo in discussione né dalla Cina né dagli Stati Uniti. La situazione politico - economica di Taiwan continuerà ad evolversi sul solco di quanto sta già accadendo. Il grosso si gioca sul fronte occidentale. 


Torniamo a Putin e a Xi Jiping, secondo lei si aspettavano la risposta che c’è stata da parte dell’Unione Europea e non solo?
Credo di no e penso che anche la risposta di Zelensky, di resistenza, sia stata inattesa. Ma, in questo preciso momento, la vera partita è tra Usa e Cina e non solo tra Putin e l’Ucraina. Anche ipotizzando che Xi Jiping sapesse delle intenzioni di Mosca, la risposta internazionale è stata tale che adesso la Cina sta vedendo cosa andrà a perdere.


Professor Fasulo, in estrema sintesi secondo lei Xi Jiping prenderà una posizione pro o contro Putin? 
Il presidente cinese in questo momento si trova in una situazione delicatissima, stretto in un angolo dove da un lato condivide con la Russia l’intenzione di ridefinire l’assetto economico e politico globale: entrambi hanno una visione della democrazia profondamente diversa da quella liberale occidentale. Dall’altro, sa che da questa vicinanza possono scaturire gravi punizioni economiche. 

C’è poi da considerare anche il pesante danno di immagine a livello di presenza internazionale: non prendere una posizione rischia di far passare la Cina per un Paese che avalla chi uccide civili inermi e, quindi, di essere incapace a “contenere” Putin. In questo senso, l’immagine di attore politico che ridefinisce le regole del mondo di Xi Jiping va a perdersi dietro un’altra figura. Di contro, se viene fornito sostegno militare alla Russia gli Stati Uniti hanno già avvertito delle conseguenze, conseguenze che la Cina vorrebbe evitare. Per questo la partita ora si sta spostando al dialogo tra Usa e Repubblica Cinese. 

Una cosa è certa: siamo a una svolta della Storia.

Professor Fasulo, possiamo fare previsioni su quello che accadrà?
Il sentimento è che, ad oggi, 15 marzo e fermo restando che tutto può cambiare da un momento all’altro, la Cina è sempre meno convinta di appoggiare implicitamente la politica di Putin. Se guardiamo alle dichiarazioni di Sullivan, il consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti che ieri ha incontrato la delegazione cinese a Roma, gli Usa affermano di credere che Xi Jiping non fosse a conoscenza delle reali intenzioni di aggressione all’Ucraina da parte di Putin.


Sono più interrogativi che risposte…
Nessuno ha le risposte, stiamo assistendo ad una ridefinizione degli assetti economici e politici mondiali conosciuti fino a questo momento. La Storia si sta riscrivendo sotto i nostri occhi.