La guerra in Ucraina

Colloqui a Istanbul, Kiev: sì alla neutralità se ci sono garanzie. Mosca: trattative costruttive

Mosca ferma le attività militari a Kiev e Chernikiv. L'incontro tra i negoziatori di Russia e Ucraina proseguirà stasera

Colloqui a Istanbul, Kiev: sì alla neutralità se ci sono garanzie. Mosca: trattative costruttive
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I negoziati a Istanbul

La Russia ha annunciato una riduzione "radicale" dell'attività militare nelle regioni ucraine di Kiev e Chernihiv.

Si è conclusa con questa notizia la prima giornata di colloqui tra delegazioni di Russia e Ucraina in terra turca che proseguiranno anche domani. La conferma arriva dall'ufficio stampa dell'ambasciata ucraina di Ankara. A breve è attesa una conferenza stampa da parte di un membro della delegazione di Kiev. 

Il capo negoziatore russo Medinsky, citato dalla Tass, ha parlato di "colloqui costruttivi"  e, alle proposte dei negoziatori di Kiev, ha detto che saranno comunicate a breve al presidente russo Putin per poi far una risposta dal capo del Cremlino.

Negoziati definiti “difficili per la pace del nostro Paese” in uno dei primi commenti a caldo di Mikhaylo Podolyak, consigliere di Zelensky. 

Il summit è avvenuto a distanza di tre settimane dall’ultimo che aveva portato ad un nulla di fatto. 

Durante un momento di pausa sempre Podolyak, parlando alla stampa, ha reso noti gli argomenti sul tavolo del summit: "Garanzie sulla sicurezza senza condizioni per l'Ucraina, cessate il fuoco, decisioni efficaci su corridoi e convogli umanitari, rispetto delle parti per le regole di guerra", questi gli obiettivi di Kiev durante i colloqui.

Poche ore fa l'agenzia russa Interfax, citando una fonte informata, ha scritto in una nota che “è stata sollevata la questione delle condizioni per il possibile status neutrale dell'Ucraina”.

Si è appreso inizialmente che i delegati russi hanno protestato con la controparte ucraina per i video in cui hanno mostrano le torture inflitte dai soldati ucraini ai prigionieri di guerra russi. Per i negoziatori ucraini la principale questione messa sul tavolo da Kiev riguarda le garanzie di sicurezza da accompagnare allo status di neutralità e, in secondo luogo, le questioni umanitarie. Ma Vladimir Medinsky ha confermato che Kiev ha promesso misure contro chi tortura: "A questo punto posso dire che abbiamo presentato una protesta per le registrazioni video delle torture dei soldati russi. La parte ucraina ha accettato questa protesta. Hanno promesso di prendere le misure più dure contro coloro che hanno commesso questi crimini di guerra, se loro li catturano per primi".

Le delegazioni russa e ucraina sono state accolte al palazzo Dolmabahce, sede dell'ufficio del presidente Erdogan sulle rive del Bosforo a Istanbul. I negoziatori si sono seduti a un lungo tavolo coperto di bianco, uno di fronte all'altro. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha esortato i negoziatori impegnati nei colloqui con la Russia a Istanbul a "non mangiare e bere nulla e preferibilmente evitare di toccare superfici".  

Le prime parole ufficiali sono arrivate dal presidente turco che ha aperto l'incontro, ricordando come i due leader siano per lui “degli amici”: "I progressi nei colloqui di pace tra le delegazioni ucraina e russa in Turchia potrebbero aprire la strada a  un incontro a livello di leader. Su tutte le piattaforme internazionali abbiamo mostrato un approccio equo che difende i diritti e le sensibilità di entrambe le parti".

Presente, anche se defilato, l'oligarca Roman Abramovich, già a colloquio con il presidente turco Tayyip Erdogan prima dell'inizio dei negoziati tra le delegazioni di Russia e Ucraina a Istanbul. Nelle immagini trasmesse dai media turchi si vede Abramovich che non è seduto al tavolo principale delle delegazioni russa e ucraina, ma di lato accanto a Ibrahim Kalin, un portavoce del presidente Erdogan, e indossa cuffie per la traduzione. Kalin avrebbe aiutato a coordinare gli incontri tra l'oligarca russo e un membro della delegazione ucraina in un hotel di Istanbul. La presenza di Abramovich - sottolinea la Bbc- suggerisce che è ancora coinvolto a qualche livello nei tentativi di mediazione.

I capi delle delegazioni ucraina e russa,  David Arakhamia e Vladimir Medinsky, si sono incontrati parallelamente in un faccia a faccia "sulle disposizioni fondamentali del processo negoziale", mentre "le delegazioni stanno lavorando in parallelo sull'intero spettro delle questioni controverse".  L'incontro è durato circa un'ora dopo la quale i due si sono uniti al tavolo dei negoziati in esteso.

Sempre Kuleba, a poche ore dall’incontro, aveva affermato in merito ai negoziati che "l'obiettivo minimo saranno i corridoi umanitari e quello massimo il raggiungimento di un accordo su un cessate il fuoco", mentre il consigliere del ministero degli Interni ucraino Vadym Denysenkosi era dichiarato scettico sulla possibilità di una svolta.   

Vladimir Putin questa mattina non sembrava pronto a scendere a compromessi per porre fine alla guerra, stando a fonti interne statunitensi. Nel frattempo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva affermato quanto fosse comunque importante che i colloqui proseguissero pur non avendo fino a ieri prodotto progressi sostanziali. 

I negoziati di oggi sono arrivati dopo giorni di botta e risposta infuocati tra il presidente russo e quello americano. Ma Kuleba questa mattina era molto cauto: “Non stiamo commerciando persone, terra o sovranità".

Intanto l'Onu chiede di indagare sulle torture ai prigionieri di guerra.