Città del Vaticano

Papa: "La comunità internazionale fermi questo massacro insensato, questa guerra ripugnante"

L'appello di Papa Francesco durante l'Angelus, applaudito dai fedeli in piazza San Pietro: "Dio offre la soluzione ai mali. E' la conversione"

Papa: "La comunità internazionale fermi questo massacro insensato, questa guerra ripugnante"
Rainews
Angelus Papa Francesco

Non è Dio a mandare guerre e pandemie, Lui ci lascia liberi. Anche di fronte alle manifestazioni del male. Di chi è la colpa di questi fatti terribili? Forse quelle persone erano più colpevoli di altre e Dio le ha punite? Sono interrogativi che tornano sempre attuali; quando la cronaca nera ci opprime e ci sentiamo impotenti dinanzi al male, spesso viene da chiedersi: si tratta forse di un castigo di Dio? E' Lui a mandare una guerra o una pandemia per punirci dei nostri peccati? E perché il Signore non interviene?" Sono le domande sollevate oggi dal Papa durante l'Angelus, commentando il Vangelo del giorno. 

"Dobbiamo stare attenti - ha però avvertito:- quando il male ci opprime rischiamo di perdere lucidità e, per trovare una risposta facile a quanto non riusciamo a spiegarci, finiamo per incolpare Dio. E tante volte la brutta e cattiva abitudine delle bestemmie viene da qui". 

"Quante volte attribuiamo a Lui le nostre disgrazie e le sventure del mondo, a Lui che, invece, ci lascia sempre liberi e dunque non interviene mai imponendosi, solo proponendosi; a Lui che non usa mai violenza e, anzi, soffre per noi e con noi!", ha osservato il Pontefice, respingendo "l'idea di imputare a Dio inostri mali". "Da Dio non può mai venire il male perché ‘Egli non ci tratta secondo i nostri peccati' (Sal 103,10), ma secondo la sua misericordia. E' lo stile di Dio, non può trattarci altrimenti, sempre ci tratta con misericordia", ha spiegato. 

"Invece di incolpare Dio, dice Gesù, bisogna guardarsi dentro- ha proseguito Francesco -: è il peccato che produce la morte; sono i nostri egoismi a lacerare le relazioni; sono le nostre scelte sbagliate e violente a scatenare il male". E "la vera soluzione" è "la conversione". "È un invito pressante – ha sottolineato -, specialmente in questo tempo di Quaresima. Accogliamolo con cuore aperto. Convertiamoci dal male, rinunciamo a quel peccato che ci seduce, apriamoci alla logica del Vangelo: perché, dove regnano l'amore e la fraternità, il male non ha più potere!". 

"Tante volte ci scoraggiamo e, magari, ci sembra che il nostro impegno nel bene sia inutile in un mondo dove il male pare regnare", ma Dio "ci incoraggia con una parabola che racconta la pazienza di Dio verso di noi. Ci offre l'immagine consolante di un albero di fichi che non porta frutti nel periodo stabilito, ma che non viene tagliato: gli si concede altro tempo, un'altra possibilità. Il Dio di un'altra opportunità". Ha continuato Papa Francesco all'Angelus davanti ai fedeli riuniti in piazza San Pietro.

Dio, ha aggiunto, "si fida di noi e ci accompagna con pazienza. Non si scoraggia, ma ripone sempre speranza in noi. Dio è Padre e ti guarda da padre: come il migliore dei papà, non vede i risultati che non hai ancora raggiunto, ma i frutti che potrai ancora portare; non tiene il conto delle tue mancanze, ma incoraggia le tue possibilità; non si sofferma sul tuo passato, ma scommette con fiducia sul tuo futuro".

E un lungo applauso ha accompagnato la preghiera di Papa Francesco sulla situazione in Ucraina: "Non si arresta purtroppo la violenta aggressione contro l'Ucraina, un massacro insensato dove ogni giorno si ripetono scempi e atrocità. Non c'è giustificazione per questo. Supplico tutti gli attori della comunità internazionale perché si impegnino davvero nel far cessare questa guerra ripugnante". 

"Provo dolore per chi non riesce a scappare: nonni, malati, poveri, tutti separati dai loro familiari, bimbi e persone fragili restano a morire sotto le bombe, senza poter ricevere aiuto e trovare sicurezza nemmeno nei rifugi anti aerei. Penso a chi deve fuggire lasciando indietro tutto". Ha ricordato il Papa "Stiamo vicini a questo popolo martoriato, abbracciamolo con affetto e con impegno concreto e con la preghiera. Non abituiamoci alla guerra e violenza, non stanchiamoci di accogliere con generosità, non solo ora ma anche nelle settimane e nei mesi che verranno. Con il tempo queste donne e questi bambini saranno cercati dagli avvoltoi della società. Proteggiamoli, per favore".

"Sono andato a trovare i bambini feriti che sono qui a Roma - ha detto il Papa a proposito della sua visita di ieri all'ospedale Bambino Gesù - a uno gli manca un braccio, un altro è ferito alla testa...bambini innocenti". 

“Tutto questo è disumano, anzi è anche sacrilego perché va contro la sacralità della vita umana. Preghiamo in silenzio per quanti soffrono''.

E poi il ringraziamento a sacerdoti e suore per il loro sostegno: "Mi consola sapere che alla popolazione rimasta sotto le bombe non manca la vicinanza dei pastori, che in questi giorni tragici stanno vivendo il Vangelo della carità e della fraternità", ha sottolineato papa Francesco all'Angelus. "Ho sentito in questi giorni alcuni di loro al telefono - ha proseguito -. Come sono vicini al popolo di Dio! Grazie, cari fratelli, care sorelle, per questa testimonianza e per il sostegno concreto che state offrendo con coraggio a tanta gente disperata".

"Penso anche al nunzio apostolico - ha aggiunto il Pontefice- mons. Visvaldas Kulbokas, che dall'inizio della guerra è rimasto a Kiev insieme ai suoi collaboratori, e con la sua presenza mi rende vicino ogni giorno al martoriato popolo ucraino". 

Infine l’invito affinchè tutti partecipino alla consacrazione di Russia e Ucraina: "Invito ogni comunità e fedele a unirsi a me nel compiere un solenne atto di consacrazione dell'umanità, specialmente della Russia e dell'Ucraina, al Cuore Immacolato di Maria, affinchè la Regina della Pace ottenga al mondo la pace".